30.3.06

Stabilimento Arena occupato. Il tavolo di crisi

GATTEO - Forse adesso uno spiraglio si inizia ad intravederlo, ma è davvero microscopico. I dirigenti di Arena si sono presi qualche giorno tempo fino a domani pomeriggio per valutare le richieste avanzate ieri dai sindacati, nell’ambito del tavolo istituzionale di crisi convocato a Gatteo. La proposta del sindaco Tiziano Gasperoni, affiancato da quasi tutti gli altri colleghi dell’area Rubicone e dai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, è stata semplice: riprendere rapidamente l’attività all’interno dello stabilimento di S.Angelo, seppure a volumi ridotti. E questo sia per i polli sia per i tacchini. Come? L’unica strada che sembra praticabile è quella che hanno indicato i sindacati: organizzare una rotazione delle produzioni fra i tre stabilimenti che il gruppo ha in Italia.Di fronte a questa ipotesi, i dirigenti di Arena (erano presenti Petrarca e Giancola) hanno detto che avevano bisogno di fare un approfondimento prima di dare una risposta. Un’analisi di fattibilità tecnica per valutare gli attuali volumi di produzione e il quadro organizzativo. Ci si è così riaggiornati a domani alle 18.30. Fino ad allora l’occupazione dello stabilimento di S.Angelo andrà avanti. Poi si deciderà il da farsi in base alla proposta concreta che i vertici dell’azienda si sono impegnati a formalizzare nel sumit-bis di domani.Il vero problema, però, resta un altro: qual è lo stato di salute finanziario dell’intero gruppo? In queste ore il cda del colosso avicolo sta discutendo il bilancio e forse si capirà qualcosa di più. Ma la sensazione è che la situazione sia critica, e non solo per la contingenza del crollo dei consumi di carni bianche provocato dalla psicosi per l’influenza aviaria.
Se è così, tornare a lavorare rischierebbe di essere semplicemente un prolungamento dell’agonia. Meglio di niente, ma non è una bella prospettiva per gli oltre 700 dipendenti della ditta di S.Angelo, che hanno bisogno di certezze per il futuro.L’incontro di ieri è stato seguito, con il fiato sospeso, da una delegazione di una cinquantina di operai, che si sono recati in corteo dal cortile della ditta alla piazza del municipio. L’attesa, fino alle 21.30, quando sono usciti i protagonisti della riunione, è stata straziante. E di fronte alle bocche semicucite dei segretari confederali, i lavoratori hanno dovuto aspettare le comunicazioni dei loro rappresentanti di categoria, che hanno parlato al microfono, fino a tarda serata, nel piazzale dello stabilimento di S.Angelo: solo a quel punto si è saputo qualcosa di un po’ più definito. Che comunque è sostanzialmente un nulla di fatto con annessa una pausa di riflessione fino a domani sera.
Gian Paolo Castagnoli

Fonte: http://www.corriereromagna.it/

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