28.3.06

Alitalia: precari costretti a firmare “liberatorie”

Comunicato Stampa

SE FOSSE VERO SI TRATTEREBBE DELL’ENNESIMA VERGOGNA !

Lavoratori precari costretti a firmare “liberatorie” di carattere legale all’Alitalia per un posto fisso ?

Mentre in Italia si discute di precariato e di legalità ed in Francia è in corso uno scontro sociale senza precedenti su questo tema, sembra che tra gli Assistenti di Volo dell’Alitalia si stia consumando l’ennesima vessazione di lavoratori precari.
In questa Categoria il precariato è fortissimo: su circa 4000 lavoratori, circa 1000 hanno un contratto a termine, in molti casi da 7 od 8 anni (fino a 13 – 14 stagioni).
Con un organico ormai ridotto all’osso e voli che partono costantemente con equipaggi ridotti, l’Alitalia è stata finalmente costretta a trasformare in contratto a tempo indeterminato il rapporto di lavoro di 150 lavoratori precari, anche se con la forma del part-time (10 mesi di lavoro).
Da alcuni giorni questi lavoratori sono stati contattati ed invitati a presentarsi in azienda “accompagnati” da un sindacalista, precisando che non doveva comunque essere del Sult (!).
Assodato il fatto che le assunzioni non si sono mai effettuate e non si effettuano tramite un “sindacalista amico”, viene naturale pensare che la presenza del rappresentante sindacale, insieme probabilmente a quella di un dirigente Assaereo (Confindustria), sia “indispensabile”per far firmare al lavoratore una “liberatoria” rispetto a possibili motivi e rivendicazioni di carattere legale per eventi accaduti durante le stagioni effettuate nel passato.

PRIMA CONSIDERAZIONE: se fosse vero, ciò equivarrebbe a dire che l’Alitalia potrebbe aver commesso qualche illecito nei confronti di questi lavoratori … sarebbe praticamente un’ammissione di colpa.
SECONDA CONSIDERAZIONE: sempre se ciò fosse vero, come potrebbe prestarsi un sindacalista ad un’operazione di questo tipo, sarebbe veramente indegno e vergognoso per un rappresentante dei lavoratori.
TERZA CONSIDERAZIONE: se tutto ciò accadesse ed il lavoratore si trovasse poi nella condizione di ricorrere ad una vertenza legale, perché mai il giudice dovrebbe ritenere che il lavoratore stesso è stato costretto a firmare la “liberatoria” in cambio dell’assunzione, se era presente un rappresentante sindacale, per di più indicato dal lavoratore stesso ?

Invitiamo l’Alitalia a smentire, se può, queste voci e soprattutto le altre Organizzazioni Sindacali a non farsi complici di questa possibile azione indegna e violenta nei confronti di lavoratori precari che da anni, magari a quaranta anni di età, subiscono in silenzio per paura di non ottenere l’agognato “posto fisso”.

Sarebbe veramente la morte del sindacato !

27 Marzo 2006

SULT - Settore Assistenti di Volo



Un breve commento a questo evento sconcertante

Quello che si sta delineando in queste ore riguardo le modalita di assunzione dei 150 stagionali, è qualcosa che non può non gettare tutti noi nello sgomento.

Sta forse accadendo, magari irreversibilmente, dal punto di vista tecnico e legale, che si stiano superando anche i limiti dell'etica, del buon senso e della equità e si perdano, annullandoli per sempre, i valori ed il rispetto reciproco e dovuto, che regolano i rapporti tra rappresentanti di interessi diversi.

Viste le modalità, sembra che sarà difficilmente appellabile dal punto di vista legale quanto operato dall'azienda precedentemente all'assunzione.

Tutto ciò riguardo anche eventuali “errori” che possano aver causato disagi, anche per possibili e verificabili danni. Si dice che il sindacato si possa trovare seduto, accanto all'azienda per accompagnare queste assunzioni "vincolate", liberando così l’azienda da qualsiasi “ostacolo” o conseguenza legale, ed in ogni caso condividendone le responsabilità.

Perchè?

Riusciranno i delegati che dovessero accettare di compiere queste “transazioni”, a spiegarci, a spiegare alle persone che stanno aspettando da anni il posto di lavoro, come sia stato possibile accettare una imposizione così gravosa e priva di dignità?

Come ci si possa trovare a compiere tale umiliante genuflessione e che non ci siano altre possibilità, quando tutto questo, i recenti accordi e quant'altro sono stati definiti come il frutto della "più grande", e si può aggiungere anomala, mobilitazione da quando esiste questa azienda?

Come sia possibile scoprire di dover barattare i CONTRATTI con la rinuncia al DIRITTO?

Sarebbe questa la prova della fragilità di un sistema sindacale che tutela solo quanto l'azienda permette che sia.

Ci sarebbe mai un momento più oscuro di questo per IL SINDACATO?

Se accadesse, se questo si compirà davvero, il Sult non condividerà questa responsabilità ma ciò purtroppo non limiterà il danno.
Non ci può essere persona, non ci può essere sindacalista indifferente allo scempio.
Se sarà così e poiché non c'è singolo lavoratore che possa rifiutare un posto di lavoro, l’intera nostra categoria dovrà sopportare il peso di aver accettato, attraverso i propri rappresentanti, di rinunciare alla legittimità di chiedere l'espressione di un giudizio al di sopra delle parti.
Dopo aver contribuito a calpestare il diritto di sciopero, dopo aver colpito duramente il diritto costituzionale alla libera rappresentanza sindacale, oggi l’Alitalia, con il contributo del sindacato, arriverebbe ad imporre l’assurda autorinuncia alla possibilità di ottenere giustizia dalla magistratura.
Nulla di più disonorevole ed ingiusto potrebbe capitare...

27 Marzo 2006

SULT - Settore Assistenti di Volo

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