13.5.08

La rivolta dei concorrenti dei reality

È iniziato tutto in Francia, dove lo scorso febbraio 3 ex partecipanti a Temptation Island – uno dei tanti reality show che deliziano gli amanti del genere – hanno fatto causa a Glem, il produttore dello show televisivo, sussidiario del broadcaster televisivo francese TF1.

Ad animare i concorrenti sono state le pessime condizioni di lavoro cui sono stati costretti durante lo spettacolo, spesso obbligati a bere alcolici per amplificare reazioni e comportamenti, privati del sonno e forzati a “stare in scena” 24 ore su 24, in nome del reality e senza retribuzione. I protagonisti di Temptation Island hanno chiesto al tribunale di essere considerati come veri dipendenti, e come tali di poter ricevere uno stipendio per il lavoro svolto. E la corte ha dato loro ragione, stabilendo che Glem paghi gli arretrati per la loro prestazione, corrispondenti a circa 27 mila euro.

Ovviamente la società ha fatto ricorso in appello, ma l’iniziativa dei 3 concorrenti è stata seguita da altri concorrenti di vari reality francesi - oltre un centinaio – che si sono rivolti al medesimo avvocato per rivendicare gli stessi diritti. A quanto pare il caso sta avendo ripercussioni anche a livello internazionale, dal momento che l’ufficio legale che segue le varie cause è stato contattato da avvocati americani, tedeschi e anche italiani, interessati a difendere questa nuova categoria di lavoratori anche nel proprio Paese.

Un portavoce di Endemol (produttore, tra gli altri, del Grande Fratello) ha commentato dicendo che in fin dei conti si tratta di un gioco, e che chi partecipa accetta di mettere in piazza la propria vita sperando di vincere ma sapendo di poter perdere. Perché mai si lamentano dunque?

12.5.08

Cepu, i precari si ribellano


10-05-2008

Antonio Sciotto

Li potremmo prendere a paradigma degli sfruttari italiani, almeno di quelli che hanno passato anni a studiare: alta scolarizzazione, contratto cocoprò, retribuzione di pochi euro l'ora, zero diritti e tutele, mentre intanto il padrone di Cepu e Grandi Scuole - gli istituti che ti promettono la promozione assicurata - macina lauti profitti. I due marchi - molto pubblicizzati, conosciuti in passato anche per gli spot di Alex Del Piero - sono stati fondati da Francesco Polidori: nel 1969 aveva dato vita alla Marcon - casa editrice di materiale didattico per il recupero degli anni scolastici - evolutasi poi in Grandi Scuole nel 1986, a cui nel 1991 si affiancò la Cepu (e tra l'altro nel 1995 il gruppo acquisì la storica Scuola Radio Elettra di Torino). Ebbene, oggi l'azienda di Polidori macina 120 milioni di fatturato annui, ha 120 sedi e 3200 collaboratori a servizio.
Tutti lavoratori super-sfruttati, ovviamente: rigorosamente cocoprò (tranne le receptionist, a termine rinnovate ogni anno, con pause di qualche mese), guadagnano circa 11 euro l'ora, ma la «tariffa» riconosciuta per la prestazione è variabile; cambia a seconda delle città, o della materia che insegni (quelle scientifiche, tipo matematica o fisica, possono arrivare anche a 15 euro). Il recupero di Grandi Scuole - riservato agli istituti superiori - vede corsi con 4-7 studenti per classe, tutti tenuti in sede: ma se gli studenti non si presentano, l'ora non ti viene retribuita; lo stesso quando sei malato, e pure da giugno a settembre, quando la scuola è chiusa, e con essa il tuo contratto.
La Cepu, che opera con gli universitari, invece offre lezioni individuali, e il meccanismo di pagamento è più «perverso»: un pacchetto di ore per la preparazione all'esame ti viene retribuito 310 euro in tutto, che però ti vengono erogati a tranches (il 40% in ogni caso; il 30% se l'allievo si presenta all'esame; il restante 30% solo se viene promosso; altrimenti, per guadagnarti quel «maledetto» 30%, devi continuare a prepararlo, e lavorare altre ore gratis).
A spiegarci le condizioni di lavoro degli insegnanti iper-precari è Simone Vecchi, Nidil Cgil di Bologna, che ha organizzato il primo sciopero Cepu in Italia, limitato per il momento alla sola provincia emiliana. «I lavoratori si sono rivolti a noi perché erano stremati dallo sfruttamento - spiega - A questo punto abbiamo risposto: muoviamoci perché siate regolarizzati, non facciamo una lotta solo per passare da 11 a 13 euro l'ora». Tra l'altro, proprio a Bologna, in una vertenza autorganizzata i precari avevano già ottenuto la retribuzione delle ore non lavorate per il fatto che gli studenti non si presentavano. «Se si è compatti, i risultati si ottengono», conclude Vecchi. E dal sito iprecaridicepu.net, i lavoratori ipotizzano già uno stop nazionale.

30.4.08

Euromayday 2008

6.4.08

Sfruttati in nome di Dio - La ricetta dell’ORP contro precarietà e lavoro nero?! Il licenziamento per chi protesta

Presidio mercoledì 9 Aprile dalle ore 16.00 in Largo di torre Argentina, Roma

L'8 marzo, come è noto [leggi l'articolo su Liberazione e i comunicati Cobas 1 - 2], alcune lavoratrici degli Open Bus dell’Opera Romana Pellegrinaggi (O.R.P.) hanno denunciato la condizione di assoluta precarietà nella quale sono costrette ad operare da anni: un rapporto di lavoro mai formalizzato con un contratto, senza nessuna tutela e senza nessun rispetto delle leggi vigenti in materia di rapporti di lavoro.

Per tutta risposta, l’O.R.P. anziché regolarizzare tutte le lavoratrici in nero, ha allontanato tutto il personale senza contratto e conferito mandato alla Società di lavoro interinale Quanta (che già fornisce circa 20 lavoratrici) il reperimento di nuovo personale in sostituzione di quello lasciato a casa. La Quanta, da parte sua, ha iniziato a selezionare il personale per l’attività di hostess di bordo, tra cui anche parte di quelle hostess che già lavoravano senza contratto, sottoponendo tutti le “aspiranti” hostess ad una prova scritta e orale di conoscenza della lingua inglese.

A prescindere che è altrettanto irregolare per l’O.R.P. gestire il servizio della Roma Cristiana con solo personale in affitto, risulta oltretutto inaccettabile sottoporre il personale che da anni già lavora in nero ad una prova selettiva che, tra le altre cose, è già stata effettuata all’inizio del rapporto di lavoro direttamente dall’Amministratore Delegato dell’O.R.P., Padre Caesar Atuire o altre persone da lui delegate (…o l’O.R.P. vuole sostenere che i milioni di pellegrini venissero accolti dalle “animatrici pastorali” in lingua latina?!).

Riteniamo il tentativo di evitare la dovuta regolarizzazione di tutto il personale che ha già operato senza contratto un’inutile provocazione e per questo invitiamo la dirigenza dell’O.R.P. a stabilizzare con un contratto giusto e dignitoso tutte le lavoratrici. In tal senso, sollecitiamo un intervento a sostegno della vertenza delle precarie dell’O.R.P. da parte degli Assessorati competenti del Comune e Provincia di Roma e della Regione Lazio.

Da parte nostra continueremo a sostenere il percorso legale e di lotta delle hostess della Roma Cristiana fino alla loro effettiva stabilizzazione.

Sosteniamo tutte e tutti la lotta delle precarie dell’O.R.P. partecipando al presidio che si terrà Mercoledì 9 Aprile dalle ore 16.00 in Largo di torre Argentina (lato libreria Feltrinelli), Roma

Roma, 4 aprile 2008 - Cobas del Lavoro Privato (aderente Cobas - Confederazione dei comitati di base)
per info: 3496946710 - 06/77591926

30.3.08

Precari di Palermo incontrano Leoluca Orlando

20.3.08

EuroMayday Aachen 2008

EuroMayday Aachen 2008: transnational parade of precari@s and migrants


from email, 13 March 2008:

Mayday! Mayday! Emergency call from Aachen / Aquisgranum (near Koeln/Cologne)

Info Updates: http://euromayday.karlspreis.info

On the First of May in Aachen / Aken / Aix-la-Chapelle / Aquisgrana / Aquisgrán / Akwizgran / Ahan, ancient carolignian city, Nicolas Sarkozy will present Angela Merkel with the EU Oscar, the Prix Charlemagne. Irony of the calendar, syndicalist MayDay this year coincides with catholic Ascension Day, when the Eurocracy Awards are traditionally handed out.

The duo congratulates itself for having finally shielded the EU from the social demands of the people, who scream for an end to free-market theology in europe. The new european diarchy is turning the continent into a police state and would be happy to erase the heretic meaning of MayDay, and the Anarchist and Socialist traditions of europe along with it.

This year for MayDay, two worlds clash together: the global movement vs strong-armed governments; grassroots networks and squatted social centers vs EU power; Utopian Society vs Capitalist Market; the radical europe of multitudes vs the conservative Europe of élites.

We are gonna spoil the party of the powerful, by raising hell in Aachen and holding our own party: the EuroMayDay Parade, the transeuropean demonstration of all precarious and migrants against workfare, discrimination and border controls held in more than twenty cities.

We, the EuroMayDay Network cannot accept that MayDay is turned into the Ascension Day into stardom of the two failing sovereigns of Christian, NATO Europe. We reject Charlemagne as symbol of Europe, just as we denounce the neoliberalism of the Barroso Commission and the monetarism of Trichet's Central Bank.

Forced to live in precarious hell, we're going to trash the heaven of EU élites. Don't miss it: shame the twin rulers of Europe, expose their authoritarian arrogance, join the thousands coming to Aachen (close to Cologne) for the strongest protest against the core of europower ever mounted.

Show Angie and Sarko what the European movement against neoliberalism and militarism is capable of. Come to the special EuroMayDay Protest+Parade+Party that collectives in Aachen, Liège, Maastricht, and other cities of the region are organizing. Facilities, accommodation and food will be provided to protesters in Aachen in the days immediately before and after the First of May.

Activists, artists, hackers, unionists, migrant associations, queer collectives, critical cyclists, media creatives, leftist radicals of all stripes – red, black, green, pink, purple, silver – are coming to Aachen and other EuroMayDay Parades to join the fight.

First of May in Aachen:

morning: EuroMayDay PROTESTS nearby Rathaus where Karlspreis is given to Merkel by Sarkozy
afternoon: EuroMayDay PARADE starts nearby site of protest
evening: MayDay PARTY in public park

No Borders, No Workfare, No Precarity.
Join Us also in the MayDay Parades in Berlin, Copenhagen, Hamburg,
Lisbon, Milano, Malaga, Maribor, Tokyo, and many other cities!

EuroMayDay
fighting precarity and inequality since 2004

See http://www.euromayday.org

18.3.08

Precari di Action si "sposano" davanti a casa di Berlusconi a Roma

ROMA (17 marzo) - Militanti di Action hanno manifestato oggi davanti alla residenza-ufficio di Silvio Berlusconi a Roma mettendo in scena un finto matrimonio per criticare la battuta con cui la settimana scorsa il leader del Pdl aveva esortato una precaria a risolvere ogni problema sposando suo figlio o qualche altro milionario.

Un centinaio di persone, poco prima delle 15, ha scortato una coppia in abiti da nuziali davanti a Palazzo Grazioli in via del Plebiscito gettando anche riso contro il portone della residenza di Berlusconi. Prima di essere dispersi dalle forze dell'ordine, ha riferito un testimone, i militanti di Action hanno anche distribuito un volantino su cui è scritto: «Altro che contratto di matrimonio, reddito di cittadinanza subito: tuo figlio non lo sposeremo mai».

I manifestanti, «poche decine» secondo la polizia, sono stati identificati. Non è la prima volta che la casa di Berlusconi, viene preso di mira da militanti dell'area della «sinistra antagonista». I «disobbedienti romani» vi scaricarono tre bidoni di letame nel 2003, e nel 2005 la stessa Action, l'agenzia che a Roma si batte per il diritto alla casa, vi improvvisò una manifestazione contro gli sfratti.

E i precari mettono il voto in vendita

ROMA (17 marzo) - «Vendo il mio voto», «Avremo una pensione anche noi?», «Appena laureato e già disoccupato». Sono questi gli slogan scritti su cartelli bianchi da alcuni manifestanti che da qualche giorno «sfilano» per le vie del centro di Roma. Una protesta che approdata anche sul web.

Giovedì scorso una quindicina tra uomini e donne, tutti di età compresa tra i 18 e i 30 anni circa, hanno manifestato con vari cartelloni uno dei quali recitava «Metto in vendita il mio voto», per protestare contro la mancanza della prospettiva di un lavoro stabile. Turisti, negozianti e semplici romani di passaggio per via del Corso, via dei Condotti, piazza di Spagna e vie limitrofe si sono imbattuti nella singolare iniziativa spontanea, mostrando curiosità per le rivendicazioni dei ragazzi ed esprimendo, in alcuni casi, la loro solidarietà. Venerdì i manifestanti si sono dati appuntamento in varie zone della Capitale, da quelle più centrali a quelle più periferiche. Al momento non si sa ancora bene a chi o a cosa faccia capo il gruppo di dimostranti. Unico segno di riconoscimento dei ragazzi è una maglietta con la scritta «Votantonio».



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