4.7.06

Civitavecchia: i precari rischiano di andare a casa

''I precari rischiano di andare a casa''

03/07/2006 ore 20:32

L’assessore al Bilancio Pino Cascianelli ammette le difficoltà del Comune. In bilico (con scadenza di contratto a fine agosto) ci sono i vigili urbani, le hostess e i collaboratori a progetto sparsi nei vari uffici. Tagli anche sugli altri incarichi

di MARCO SETACCIOLI

Il numero esatto non lo si conosce ancora, ma di certo si sa che i precari, oggi in servizio presso il Comune con contratti temporanei, di lavoro interinale e di collaborazione, potrebbero restare senza un lavoro già alla fine di agosto. Ad ammetterlo con rammarico è l’assessore al Bilancio Pino Cascianelli, il quale precisa che «la drammatica situazione finanziaria denunciata al momento del mio insediamento rischia di ritorcersi in prima istanza proprio contro tutti coloro che non hanno un contratto stabile». E nella lista non ci sono solamente i vigili urbani neoassunti, per i quali Cascianelli aveva già detto che i fondi sarebbero bastati al più fino a settembre, ma anche le hostess (suddivise tra la reception, la segreteria del sindaco e gli uffici), i giovani laureati e gli altri collaboratori . «Il Comune, come anche gli altri enti locali - prosegue l’assessore - è obbligato per legge a rispettare un vincolo di spesa, che deve essere pari a quella del 2004 meno l’1%. Un paletto che il commissario ha deciso di rispettare semplicemente prevedendo il pagamento di queste persone fino alla scadenza del contratto, che è a settembre nel caso dei vigili e addirittura il 31 agosto, in quasi tutti gli altri». Un bel grattacapo dunque, che va risolto, «perché - assicura Cascianelli - non vogliamo licenziare nessuno». Ma a tenere banco ci sono anche le altre questioni, relative ai conti. A partire dai Boc, «già emessi per un totale di 29 milioni e ai quali non ricorreremo più, visto anche l’uso che se ne è fatto finora, a partire dai 911.000 euro utilizzati per ricapitalizzare l’Icpl». Ne consegue quindi anche l’abbandono del rating, cioè della valutazione da parte delle agenzie internazionali, «pratica nella quale - ribadisce Cascianelli - non ho mai creduto, visto che Civitavecchia ha ottenuto ottimi rating pur essendo piena di debiti».
Il titolare del Bilancio coglie anche l’occasione per liquidare le voci circa gli stipendi da favola promessi ad alcuni dirigenti in via di assunzione. «Per la direzione generale del Pincio si fa il nome di Rubini e si dice che avrà 150.000 euro l’anno - racconta - ma posso assicurare che stiamo ancora valutando se ci serva o meno un direttore generale. Quanto agli altri nomi di dirigenti d’oro sono tutte favole. Quando i soldi non ci sono, i sacrifici devono essere di tutti». Niente stipendi neanche per i consiglieri? «Quella è un’opportunità stabilita dalla legge 267 del 2000, che fissa anche un tetto molto basso. Non credo che, a conti fatti, rinuciare ai gettoni di presenza in Consiglio e nelle commissioni, in cambio di qualche centinaio di euro convenga a qualcuno».

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