7.9.06

Milano 16-17/9 Uninomade - Reddito di cittadinanza

INVITO ALLA RIUNIONE DI UNINOMADE SUL REDDITO DI CITTADINANZA
SABATO 16 E DOMENICA 17 SETTEMBRE A MILANO [TEATRO ELFO]

Il centro-sinistra, a partire dalla recente campagna elettorale, ha finalmente scoperto la precarietà. Per noi la precarietà è sempre stata centrale, dunque siamo d'accordo: è centrale che il tema assuma, finalmente, un ruolo cardine nel dibattito e nell'agenda politica attuale. La precarietà è condizione esistenziale e generalizzata, è il cuore vivente su cui poggia il paradigma di produzione contemporaneo. Punta a trasformare, plagiare, reificare le soggettività al lavoro nel capitalismo cognitivo presente. La precarietà è condizione eterogenea e molteplice: è donna, è migrante, è materiale e immateriale, interessa tutte le fasce di età - anche se in misura maggiore quella giovanile - è industriale e terziaria, è interna ed esterna allo stesso tempo. La precarietà si basa sull'individualizzazione del rapporto di lavoro, sul progressivo ma inesorabile smantellamento dei diritti del lavoro così come dei servizi, su miopi politiche concertative sindacali, sulle difficoltà/incapacità di rappresentarla, sulla perdita di valore della contrattazione collettiva, sul diffondersi dei miti della flessibilità e dell'individualismo nei comportamenti privati, sul cedere delle pratiche conflittuali.
Essa viene percepita con modalità differenti a seconda del conteso lavorativo e del tipo di prestazione svolta. Non c'è, dunque, un'unica risposta possibile alla precarietà. Proprio perché riguarda la vita intera degli individui, perché eccede la sola condizione lavorativa e di reddito, non è pensabile un intervento esclusivamente limitato alle politiche del lavoro. Essa deve essere affrontata nella sua ingombrante complessità, sia sul versante dei diritti del lavoro che su quello della rivendicazione di un nuovo welfare, che vuole dire "immaginare un nuovo piano simbolico". La lotta contro la precarietà è infatti, soprattutto, lotta contro le condizioni di ricattabilità che essa comporta, ma è anche lotta contro il crescente condizionamento simbolico del vivente. Bisogna puntare al miglioramento delle condizioni salariali e contrattuali vigenti ma anche a garantire un reddito, a prescindere dalla prestazione lavorativa.

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