12.9.06

4/11 Roma: manifestazione nazionale Stop Precarietà Ora

Il movimento torna in piazza: Stop Precarietà Ora, manifestazione il 4 novembre

C’è un grande assente nel dibattito politico: il movimento, e in particolare il movimento dei lavoratori. Il governo che pone al centro dell’agenda la questione dei tagli e del risanamento, infatti, sembra aver dimenticato la grande “questione sociale” del precariato che pure aveva investito con forza la campagna elettorale. Il 4 novembre sarà l’attesa data del ritorno di quel movimento, a circa un’anno dalla grande manifestazione dei metalmeccanici per il rinnovo dei contratti. Lo ha comunicato ieri l’ufficio stampa di Stop Precarietà Ora, un vasto universo di sigle sindacali, di associazioni e partiti (Arci, Fiom, Prc, Cobas etc...) che lo scorso 8 luglio avevano dato vita alla partecipatissima assemblea del Teatro Brancaccio di Roma, con l’obiettivo di costruire una grande manifestazione nazionale. Con una piattaforma senza tentennamenti: abrograzione delle tre leggi simbolo della precarietà varate dal governo Berlusconi: la Bossi-Fini sui migranti, la Legge 30 sul lavoro, la legge Moratti sulla scuola. Una data non troppo vicina, che permetterà ai promotori di organizzare una partecipazione «che sia in grado di reggere il confronto coi grandi numeri delle manifestazioni contro il governo Berlusconi», come afferma il segretario confederale della Fiom Giorgio Cremaschi, tra i più attivi promotori dell’iniziativa. «La precarietà è il buco nero dell’agenda politica. Noi vogliamo ribaltare la discussione, oggi ferma alla proposte di rigore che sembrano provenire dagli anni ’80», continua il sindacalista. «Già l’8 luglio avevamo criticato duramente l’impostazione del Dpef. Se la Finanziaria continuerà a basarsi sui tagli allora la nostra manifestazione sarà rivolta direttamente contro quel provvedimento», aggiunge Cremaschi. «Il corteo sarà un punto d’arrivo una sintesi di tutte le inizitive di lotta di questo autunno», conclude il sindacalista, che annuncia anche la partecipazione della Rete 28 Aprile alla manifestazione nazionale dei call center prevista il 29 settembre.
Intanto ieri un nutrito gruppo di lavoratori, dietro uno striscione con scritto «Lavoro, Salario, Diritti e Reddito per tutti», ha contestato a Pisa il ministro del lavoro Cesare Damiano impegnato nella festa dell’Unità in un dibattito insieme al segretario della Cgil Guglielmo Epifani. «Una protesta pacifica», afferma Federico Giusti dei Cobas pisani, «con la quale vogliamo chiede al ministro del Lavoro se il suo governo ha intenzione di procedere sulla strada dei tagli tracciata dalla Bce o vuole impegnarsi in scelte concrete per sconfiggere la precarietà, abrogando la legge 30». A Pisa, intorno ai combattivi sindacalisti dei Cobas, è nato il comitato locale Stop Precarietà, che ha in calendario numerose iniziative di lotta. La manifestazione del 4 novembre, dunque, diventerà il punto d’arrivo di un percorso che affronterà, dagli altri, il problema dei precari nella Pubblica Amministrazione, in particolare quelli della provincia di Pisa, «dove ci sono almeno 100 precari su un totale di 600 lavoratori».

Sul tema del pubblico impiego- dove lavorano 350mila atipici, il 10% dell’intero segmento del mercato del lavoro- ieri è intervenuto anche il ministro della Funzione Pubblica Luigi Nicolais, che ha partecipato al forum su innovazione e sviluppo dal titolo “Mezzogiorno: futuro dell'Europa e del Mediterraneo”. «Abbiamo già avviato una discussione molto seria con il sindacato e ci prepariamo a realizzare un programma di eliminazione del precariato», ha annunciato il ministro. Nicolais ha inoltre confermato che è allo studio del ministero l' ipotesi di sviluppare forme di part-time per gli statali vicini alla pensione per consentirne una uscita morbida dal mondo del lavoro. Il ministro ha anche parlato dell’inserimento nella finanziaria di investimenti nella ricerca e per lo sviluppo del Mezzogiorno.

Man. Bon.
DA LIBERAZIONE
del 10/09/2006

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