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25.10.07

In piazza il 24/10 i precari del comune di Roma

Roma, 23 ott. (APCom) - Scendono in piazza mercoledi 24 ottobre i precari del Comune di Roma. Alle 13.30 di fronte al Campidoglio si svolgerà infatti una dimostrazione pubblica organizzata dai dipendenti precari del Comitato 10 Aprile.

Si tratta di 288 istruttori amministrativi provenienti dalla graduatoria del concorso pubblico del 1998, assunti con contratto a tempo determinato nel 2005, successivamente prorogato fino al maggio 2009.

"Scopo dell'iniziativa - rendono noto gli organizzatori in un comunicato - è la sensibilizzazione della Pubblica amministrazione, soprattutto del sindaco capitolino Walter Veltroni, al rispetto dell'accordo quadro per "la stabilizzazione del personale precario del Comune di Roma" siglato tra l'amministrazione comunale e le organizzazioni sindacali il 18 dicembre 2006.

15.6.07

Pensionati: 200mila in piazza

La giornata di lotta dei pensionati

200 mila in piazza
A Roma la polizia disperde il corteo

Difficile non iniziare il resoconto di questa "Giornata di lotta" dei pensionati italiani da quanto avvenuto a Roma, dove la polizia ha disperso un gruppo di manifestanti nelle vicinanze di Palazzo Chigi. Ne sono scesi 200 mila, in piazza, in tutta Italia, chiedendo al governo politiche sociali più incisive, l'aumento dei vitalizi, un aiuto concreto contro l'erosione del potere d'acquisto. Una manifestazione indignata ma pacifica. Ma chi avrebbe mai immaginato che le forze dell'ordine di un governo di centrosinistra disperdessero un corteo di pensionati? E' successo anche questo. E i sindacati, letteralmente esterrefatti, lo giudicano "un episodio incomprensibile", che fa seguito - aggiungono - "all'inspiegabile diniego da parte della Questura di Roma" di organizzare una "pacifica catena umana da Palazzo Madama a Piazza Montecitorio".

E' quanto affermano in un comunicato congiunto i tre segretari del Lazio di Cgil Walter Schiavella, di Cisl Roma Danilo Reali, e Uil Lazio Luigi Scardaone, annunciando che Cgil Cisl Uil ''oggi stesso inoltreranno una richiesta urgente di incontro al Questore di Roma''. ''Al termine della manifestazione unitaria, cui hanno partecipato circa 5.000 persone, alcune decine di pensionate e pensionati - ricostruiscono i sindacati - si sono radunate sotto la Galleria Alberto Sordi, scatenando una reazione certamente non proporzionata ai reali rischi rappresentati dal passaggio di alcune decine di terribili settantenni armati di palloncini e cappellini colorati''. ''Le forze dell'ordine infatti - ricostruiscono Cgil, Cisl e Uil - su ordine di zelanti funzionari, hanno proceduto all'identificazione dei presenti e di chi si trovava a transitare nella Galleria. Alcuni dirigenti sindacali, intervenuti per verificare quanto stesse accadendo e a difesa di coloro che, sprovvisti di documenti di identita', venivano minacciati di essere portati in Questura, sono stati identificati. Tra essi Pierpaolo Baretta e Salvatore Biondo, rispettivamente segretario generale aggiunto Cisl e segretario Cisl Roma e Walter Schiavella, segretario generale della Cgil Roma e Lazio. Il tutto - sottolineano - sotto le telecamere dei TG nazionali presenti''.

Una ricostruzione dei fatti però smentita dalla Questura di Roma, secondo la quale "i manifestanti hanno lasciato ordinatamente piazza Santi Apostoli e successivamente circa 150 manifestanti hanno raggiunto a piccoli gruppi le adiacenze di piazza Colonna, vicino a Palazzo Chigi. Questi ultimi hanno sostato per una cinquantina di minuti senza alcun intervento nei loro confronti di alcun genere".
In seguito, nel pomeriggio, i rappresentanti sindacali del Lazio hanno incontrato il questore di Roma, Marcello Fulvi, per chiarire quanto avvenuto. Il colloquio - si legge sempre in una nota della Questura della Capitale - è stato "connotato dalla massima cordialita' reciproca" e "nel corso della conversazione sono stati chiariti alcuni episodi di lieve entita' dovuti ad eccesso di zelo, che non inficiano il rapporto di correttezza sempre intercorso tra le organizzazioni sindacali e la Questura di Roma".

Le manifestazioni
I pensionati italiani hanno risposto in maniera massiccia all’appello dei sindacati e sono scesi in piazza, in tanti. Un’ideale manifestazione collettiva rivolta direttamente al governo con due richieste precise: approvare la legge sulla non autosufficienza, dare più soldi alle pensioni. “Le famiglie vanno sostenute nei fatti e non con le parole”, si legge nel volantino di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, che ora chiedono al governo di non ignorare una protesta di tali proporzioni. Le pensioni, ricordano i sindacati, hanno perduto il 30 per cento del potere d’acquisto. Quanto ai fondi per la non autosufficienza, ammontavano a 100 milioni di euro, ora sono diventati 70 perché 30 sono stati utilizzati per ripianare i debiti della sanità. Col risultato che arrivare alla “quarta settimana” del mese, per molti, diventa un’impresa. A suffragare queste considerazioni ci sono le cifre diffuse dall’Istat, che spiegano come un terzo dei pensionati versi in condizioni di povertà. Nel dettaglio, il 24 per cento è costretto a vivere con meno di 500 euro, il 31 per cento con importi che non superano i 1.000 euro.

“Si è trattato di una manifestazione importante, che è andata molto bene e che risulta ancora più influente visto che arriva a pochi giorni dall'apertura del tavolo di concertazione col governo”, commenta il leader della Cgil Guglielmo Epifani. “È un segnale esplicito – aggiunge – che il sindacato manda all’esecutivo perché orienti il confronto in questa direzione, cioè rispondere alle richieste dei lavoratori precari e dei pensionati”.

Erano in 20 mila a Napoli e Torino, 15 mila a Firenze e Bologna, 12 mila a Roma, 5 mila a Palermo, L’Aquila e Cagliari, oltre 6 mila a Bari: sit-in, corteo, comizi e “passeggiate” hanno riguardato oggi oltre cento città italiane.

Soddisfazione sull’esito della manifestazione arriva anche da Silvano Miniati, segretario generale Uil Pensionati: “Il governo tenga conto di questa protesta e decida al più presto misure a favore della popolazione anziana e pensionata”. Il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, da parte sua, chiede il rispetto degli impegni, perché “la gente non ce la fa più”. “Questa – afferma – è l’Italia che ha lavorato e che ora si trova con un pugno di mosche in mano. E poi, ci sono centinaia di migliaia di persone non autosufficienti. Si deve risolvere questa vicenda, altrimenti non saremo disposti a discutere di nessuna altra cosa. Speriamo che Prodi mantenga la parola”.

(www.rassegna.it, 12 giugno 2007)

12.5.07

Ricerca: i precari in piazza

2007-05-11 14:14

ROMA - Sono circa 800 secondo gli organizzatori, 200 per le forze dell'ordine, i precari della ricerca che manifestano da questa mattina davanti alla sede del ministero dell'Economia. La manifestazione a cui aderiscono trenta associazioni di ricercatori sia dell'Università sia di centri di ricerca pubblici, chiede un rilancio del settore, attraverso la regolarizzazione dei precari e l'aumento dei finanziamenti. "Se vuole davvero realizzare un'economia della conoscenza - sostiene Melania Del Santo, uno degli organizzatori - il Governo deve impegnarsi da subito ad immettere nuove risorse in questi settori, mantenendo le promesse della campagna elettorale". Una delegazione dei manifestanti è stata ricevuta dal capo di gabinetto del ministro Tommaso Padoa-Schioppa.

Rai, la ''selezione'' per nuove assunzioni è anticostituzionale

di www.unirai.org

“Alcune centinaia di lavoratori Rai appartenenti alla libera associazione UniRai (autori, registi, produttori esecutivi, programmisti, giornalisti, assistenti ai programmi dell’area editoriale) hanno manifestato di fronte alla sede di Viale Mazzini 14. Le ragioni della protesta che ha visto presenziare anche alcuni parlamentari tra cui la senatrice Tana De Zulueta, e’ quello che evidenzia lo sfascio del servizio pubblico e l’ingovernabilita’ (affatto momentanea ma sistematica da anni) che produce sulla pelle dei dipendenti interni e precari il calpestio dei piu’ elementari diritti di lavoratori, e verso gli utenti lo sperpero di denari dei contribuenti e lo scadimento generalizzato dei programmi radiotelevisivi.

Il presidente Petruccioli che si e’ fermato alcuni minuti tra i dipendenti del sit in, ha evidenziato come alcune importanti ma inquietanti e contraddittorie decisioni dell’azienda non fossero di sua conoscenza. Petruccioli ha ammesso candidamente di “non sapere assolutamente nulla” -per esempio- della “selezione” per nuove assunzioni indetta e pubblicizzata nei giorni scorsi dalla Rai. “Selezione” che oltre a fare carta straccia di recentissimi accordi coi sindacati, secondo noi (ed i nostri legali) e’ anticostituzionale e mortifica e lede la dignita’ e i diritti di centinaia di colleghi professionisti che dopo il precariato (anche da 25 anni) speravano in una assunzione promessa piu’ volte dall’azienda. Cosi’ come le altre centinaia di colleghi reintegrati dopo aver vinto una causa di lavoro (oltre 160 all’anno), che sono sottoutilizzati, sottopagati (1100 euro al mese) quando non mobbizzati e costretti a buttare a mare quella professionalita’ che anche la Rai negli anni ha contribuito a formare.

Chiediamo quindi all’azienda nelle veste del direttore generale Cappon (che oggi ha preferito non riceverci), dello stesso presidente Petruccioli che dovrebbe essere meglio informato su cio’ che accade sulla pelle dei propri dipendenti, al Cda tutto (anche i consiglieri inquisiti dalla magistratura a cui per il bene della Rai e del Paese chiediamo irrevocabili dimissioni) e alla societa’ civile che ha interesse nel salvare il servizio pubblico, di farsi portavoce delle nostre rivendicazioni e revocare immediatamente la “selezione”, nuovo ed elegante metodo di lottizzazione sulla pelle dei lavoratori.

Se questo non accadra’ e se sugli altri nodi scoperti che denunceremo presto alla commissione di Vigilanza non ci saranno interventi urgenti e risolutori, annunceremo presto nuove iniziative.

2.5.07

May Day Parade the day after

[...]
Sono le 21:25 di martedì sera e finalmente sono davanti al mio pc. Le gambe sono a pezzi e il mal di testa impera. Ma ne è valsa la pena. Torno adesso dalla May Day Parade, e torno a piedi perchè i mezzi non vanno, con un buon bottino di foto e con un'ottima impressione della manifestazione dei precari ormai giunta alla sua settima edizione. Il corteo di quest'anno è stato contraddistinto dalla presenza dei tarocchi, XXI carte con varie figure (l'imprenditore, il telfonista, la catena, ecc.) che rappresentano il mondo del lavoro precario. Durante la manifestazione l'occupazione principale dei presenti era quella di correre da un capo all'altro del corteo per racimolare le carte mancanti, se non le trovavano si buttavano nel baratto con gli altri manifestanti. Insomma una vera festa di piazza che oltre a portrare avanti le istanze dei precari pompa ottima musica a tutto volume e soprattutto tanta birra.
[...]

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Reggio Calabria: manifestazione dei precari davanti al Consiglio regionale

(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 30 APR - Manifestazione di centinaia di precari davanti al Consiglio regionale dove e' in programma la discussione del bilancio. Varie le categorie di lavoratori provenienti da tutta la regione, tra cui i precari della pubblica amministrazione, i dipendenti dei lavoratori privati convenzionati, Lsu-Lpu e i lavoratori del fondo sollievo di S.Giovanni in Fiore. Un gruppo e' entrato nel palazzo tentando di raggiungere l'aula dell'assemblea, ma e' stato bloccato dalle forze dell'ordine.

I precari della Regione manifestano davanti al Consiglio

02.05.2007

Una cinquantina di lavoratori della Regione Toscana hanno manifestato davanti alla sede del Consiglio regionale nel momento in cui l'assemblea stava discutendo la proposta di legge sulla stabilizzazione dei precari. I manifestanti, con striscioni e volantini, hanno criticato il testo perché, secondo loro, risolve solo parazialmente il problema del precariato. L'iniziativa è organizzata da Rsu, Cgil, Cisl e Cobas. (ANSA).

Doppio corteo per la sicurezza e i precari

Le manifestazioni per il Primo Maggio a Milano

Nessun problema di ordine pubblico, ma alla Mayday sono apparse scritte pro-Br. Rosati: «Una giornata per ricordare le morti bianche»

Centomila persone, secondo gli organizzatori, hanno partecipato alla Mayday parade a Milano, la manifestazione-happening organizzata da sindacati autonomi, come la Cub, e centri sociali in nome di maggiori tutele per i lavoratori precari. Il corteo, arrivato alla settima edizione, si è svolto contemporaneamente in tredici città e si è concluso in piazza del Cannone. Una manifestazione allegra e ordinata, rovinata però da alcune scritte pro-Br comparse sui muri all'inizio e alla fine del percorso. In via De Amicis, non lontano dal punto di concentramento del corteo, è stato scritto in spray nero e firmato con una stella dello stesso colore «Solidarietà al Gramigna», il centro sociale di Padova coinvolto negli arresti di presunti brigatisti a febbraio. Nelle vicinanze sono state state affisse e distribuite copie di una lettera spedita dal carcere di Opera da Davide Bortolato, accusato di appartenere alle nuove Br. In piazza Castello è poi stato scritto in spray rosso «Milo, Marta, Orlando e Fede liberi» e, in nero, «Milo free», alludendo a persone arrestate. Sempre sugli stessi palazzi, firmato con falce e martello, «Fuori i compagni!» e «Liberi tutti!», scritto in rosso.

La Mayday dei precari d'assalto

Michela Chimenti
2 maggio 2007
Centomila persone anche quest'anno hanno sfilato, ballato e cantato per le strade di Milano, urlando e protestando contro la condizione precaria del lavoro e della vita. Il carnevale milanese si ripete al grido di «Mayday!Mayday!» che, col passare degli anni, non è più un grido spaventato di aiuto, ma un urlo di consapevolezza e di voglia di cambiare. «Dai precari piagnoni del 2001 ai precari d'assalto del 2007!» urla un ragazzo dal carro. Ed è proprio così: precari sono e forse resteranno, ma la Mayday 2007 ha avuto una marcia in più rispetto agli scorsi anni, un miglioramento che l'accompagna di volta in volta.

C'è il signore che sfila sui trampoli, per dimostrare come si sente ogni giorno quando va al lavoro: traballante. C'è una signora con un cartello al collo che dice «scado il 3 maggio». C'è il tradizionale carro dei lavoratori autorganizzati del teatro alla Scala e dei precari dello spettacolo. E poi c'è il carro principale, quello a cui un pò più che ad altri è dedicata la Mayday di quest'anno: i giornalisti. Si denuncia il fatto che, ad esempio, nella holding che controlla il Corriere della sera, Rcs, tre quarti degli articoli provengano da giornalisti precari e senza contratto. Ma il vero grido d'allarme per l'informazione arriva dai freelance, che denunciano il loro malessere [«Informare e NON essere, questo è il freelance»], e dicono di sentirsi come prodotti sul banco di un supermarket, come fantasmi nel mondo del lavoro.
Anche quest'anno, non sono mancati i gadget: un mazzo di «Tarocchi della Precariomanzia», da raccogliere lungo il percorso del corteo, suddivisi in quattro livelli di difficoltà, il più difficile dei quali è il Tarocco XXI, Il Reddito.

Un altro carro si è fatto notare: quello dei cittadini che non vogliono più farsi chiamare immigrati. Persone di varie nazionalità hanno urlato di essere italiani, di sentirsi italiani e soprattutto di lavorare per l'Italia e per il suo benessere. Una sola richiesta, a gran voce: uguali leggi e uguali diritti. Sono arrabbiati e delusi dalle parole della sindaca Letizia Moratti, che nell'ultimo periodo non ha fatto molto più che parlare di «zone franche da sgomberare». Mai. Nemmeno per distinguere fra «buoni e cattivi», soprattutto quando parla di quella ChinaTown milanese che tanto ha sconvolto l'opinione pubblica in queste settimane. Ecco quindi che da un carro spunta un bimbo cinese che sorride, appena sotto di lui due bandiere: una cinese e una italiana. Sono queste le zone franche di cui tanto si ha paura?

Come ogni anno, dopo i carri e i gadget, sfilano immancabili «le polemiche per il futuro». Quest'anno arrivano da Onorio Rosati, segretario generale della Camera del lavoro di Milano, il quale ha fatto un appello affinché nel futuro si possa fare una sola manifestazione del primo maggio milanese e non due [quella dei sindacati al mattino e la Mayday al pomeriggio]. Non che nel corteo mancassero bandiere o sindacati [i Cub in prima linea], ma se si continua a trattare i precari come presenze oscure, che si manifestano per le strade in un pomeriggio assolato, e non si prova a parlare con loro direttamente, non dalle radio o dai giornali la mattina del primo maggio, forse per il corteo comune qualcuno non è ancora pronto...

Michela Chimenti [Precaria]

30.4.07

Lavoro: i precari chiedono l'elemosina per protesta

Se per la ricerca non ci sono fondi a sufficienza, i precari chiederanno l'elemosina. Questa l'idea provocatoria, lanciata nel pomeriggio durante un'assemblea al dipartimento di Matematica, dalla Rete dei ricercatori precari bolognesi che il 7 maggio saranno davanti al rettorato, in via Zamboni a fare la questua.

Una protesta che spera di fare da traino alla manifestazione nazionale prevista quattro giorni dopo a Roma contro il precariato sempre più diffuso nelle aule e laboratori degli atenei italiani.

Sotto le due torri, secondo i rappresentanti della Rete, il 57% dei docenti, ricercatori, assegnisti e dottorandi sono precari, più di 3000 lavoratori, poco più che trentenni.

Così, vestiti da uomini-sandwich, i precari cercheranno di dimostrare che i soldi raccolti con le offerte dei passanti saranno più numerosi di quelli ricevuti dal ministero.

"Ormai un anno di governo Prodi è passato ma nonostante le promesse, per noi non è cambiato niente", ha spiegato Anna Borghi, della Rete dei precari.

"Per il prossimo anno ci saranno 500 nuovi posti per i ricercatori a livello nazionale. E pensare che nei tre anni della Moratti furono 3.500...", sottolinea Anna Borghi.

Una protesta organizzata anche per ribadire la contrarietà dei precari all'invito, sollecitato nei giorni scorsi dal rettore Pier Ugo Calzolari, di devolvere il cinque per mille delle dichiarazioni dei redditi alla ricerca.

"Altro che cinque per mille ci vorrebbe!" hanno concluso i precari.

24.4.07

Cuneo: davanti alla Provincia manifestazione dei precari

La Segreteria Provinciale della Cisl Funzione Pubblica di Cuneo ha proclamato per questa mattina una 'Giornata di Mobilitazione sul lavoro precario in provincia di Cuneo', con presidio a partire dalle 10 presso l'ingresso degli Uffici dell'Amministrazione Provinciale. Scopo della manifestazione è la denuncia della grave situazione di molti lavoratori precari della Pubblica Amministrazione, che si vedono negata la possibilità di una stabilizzazione della propria posizione lavorativa.

"Occorre richiamare le forze politiche e l'opinione pubblica - ha dichiarato in proposito il segretario generale della Cisl F.P. Gian Piero Porcheddu - a ricordare che senza questi lavoratori molti servizi ai cittadini verrebbero ridimensionati o addirittura cancellati. Sono colleghi che operano da anni e che gravano sui bilanci della ASL o degli uffici pubblici come 'Spese Generali' e che sono stati assunti a tempo determinato per il blocco delle assunzioni che ormai si protrae da molti anni. La loro stabilizzazione non comporta un aggravio di spesa ma un semplice cambio di imputazione di bilancio, dalle spese generali alle spese per personale. Quali precari, non possono ad esempio accedere ad un mutuo bancaro e in certi casi non riescono neppure, proprio perché senza un 'posto fisso', ad ottenere un contratto di affitto per la casa".

Alle 11.30 una delegazione di lavoratori precari e la Segreteria CISL FP incontrerà il Presidente Costa e i Parlamentari della Provincia per individuare soluzioni appropriate e percorribili entro breve tempo.


E. M.

16.4.07

13/4 Mobilitazione dei precari dello stretto

Venerdì 13 aprile alle ore 9, in occasione dello sciopero nazionale del settore trasporti, i “precari dello Stretto” scenderanno nuovamente in piazza, a Messina, per rivendicare il diritto al lavoro ed alla stabilità.

Come realtà di base, impegnata da anni nel contrastare la costruzione di quel mostro chiamato ponte, esprimiamo la nostra piena solidarietà alle lavoratrici ed ai lavoratori che dal 7 marzo portano avanti la loro protesta, occupando gli uffici della Marittima di Messina. È ora che questo governo, votato anche da quei calabresi e siciliani che rifiutano il ponte, prenda una posizione netta, mettendo fine a questa annosa questione, ridiscutendo la politica dei trasporti.

Mentre, infatti, il governo dice che il ponte non si farà -o meglio non è al momento prioritario-, RFI si comporta invece come se questo si dovesse costruire a momenti, dirottando gli investimenti per il traghettamento su altre vie.
Un attraversamento sostenibile dello Stretto non può che passare da un traghettamento pubblico che garantisca sia gli utenti, che oggi vedono le corse diminuire e una qualità del servizio che li spinge a rivolgersi al privato, che i lavoratori, costretti oggi a turni massacranti a dispetto di una assoluta incertezza del posto di lavoro.

Per questo bisogna evitare la riduzione delle tabelle d’armamento e investire nella modernizzazione sia delle imbarcazioni che delle strutture, per garantire alti livelli di qualità e di sicurezza.

c.s.o.a. "A.Cartella"
via Quarnaro I, Gallico
89135 Reggio Calabria

3.4.07

30/3 Pubblico impiego: in piazza contro la precarietà

Quarantamila i partecipanti che hanno partecipato al corteo organizzato a Roma dalla Rdb-Cub, in concomitanza con lo sciopero generale. Il corteo si è concluso attorno alle 13.30

Roma, 30 marzo 2007 - 'Giù le mani dalla pubblica amministrazione': questo lo slogan lanciato stamani a Roma dalla Rdb-Cub del pubblico impiego che ha indetto una manifestazione nazionale, in concomitanza con lo sciopero generale, contro il precariato, il 'memorandum' e la mobilità selvaggia.

Il corteo di dimostranti, arrivati da tutta Italia - 40 mila persone, secondo gli organizzatori - è partito da piazza della Repubblica e si è concluso attorno alle 13.30 in corso Vittorio Emanuele, davanti al ministero della Funzione Pubblica.
Vigili del fuoco, precari della sanità, della ricerca, lavoratori della giustizia e della scuola, aderenti alle Red-Cub hanno sfilato per le vie del Centro sventolando in alto le bandiere della Federazione delle Rappresentanze di base-Cub. Ad aprire il lungo torpedone, lo striscione 'Per la dignità dei lavoratori pubblici, contro la precarietà'. Ma ogni gruppo di manifestanti ha gridato il proprio slogan. "Più precari VVF uguale meno sicurezza per i cittadini. Stabilizzazione per tutti i discontinui": è il cartello innalzato dai pompieri arrivati da Bologna. "No alla privatizzazione delle società miste", recita, invece, lo striscione di Rdb Sma Campania. Ci sono anche le educatrici Farmacap che innalzano "La stabilità del Paese è fondata sul lavoro ma se il lavoro non è stabile?".

In piazza pure i precari della sanità del Lazio che portano il cartello con su la scritta "Da Anni Verdi a Ri.Rei dalla padella alla brace". A sfilare nel lungo corteo anche lo striscione "La giustizia è morta... e anche i lavoratori non stanno tanto bene". E mentre dal camion che apre il serpentone una voce al megafono chiede "assunzione di tutti i precari, valorizzazione del lavoro pubblico" ricordando questa giornata di sciopero generale, il corteo è animato da musica, fischi e accompagnato a tratti dalla sirena accesa di un'ambulanza che sfila tra i manifestanti.

Alle 13.30, come spiegato dagli organizzatori della manifestazione di Roma, una delegazione della Rdb-Cub pubblico impiego si è recata a Palazzo Chigi per incontrare il sottosegretario Enrico Letta e il ministro della Funzione Pubblica Luigi Nicolais. Alle 14, inoltre, è previsto un altro incontro al Ministero della Pubblica Istruzione.

30/3 Corrispondenza dal corteo nazionale delle Rdb

Radio Città Aperta

Oggi mi alzo e sciopero! In tanti hanno seguito questo invito a manifestare controlo smantellamento della Pubblica Amministrazione.
Il corteo partito dopo le 11 da piazza della Repubblica si sta snodando per le strade di Roma. Una partecipazione che Nazareno Festuccia delle RdB definisce enorme e variegata.
"All’interno del corteo di oggi si saldano i percorsi di lotta dei lavoratori precari e dei lavori stabili, un percorso di lotta che deve trovare la sua continuazione e la sua amplificazione in una opposizione sociale crescente alle politiche di questo governo, che coinvolga anche altri settori del mondo del lavoro e della società.
Oggi sono tanti i lavoratori della sanità in piazza. Noi subiamo in pochi anni una seconda riforma operata da questo governo che mira alla destrutturazione della sanità pubblica. Occorre costruire con gli utenti e i lavoratori la difesa delle strutture sanitarie nel territorio per evitare la proliferare degli errori e delle morti che tra l’altro vengono strumentalizzati per giustificare le scelte di privatizzazione. Noi lottiamo per un sistema sanitario pubblico che rispetti le esigenze dei cittadini e non i criteri dei manager."

Una lavoratrice di Bologna ha denunciato ai nostri microfoni l’oscuramento dello sciopero di oggi da parte dei mezzi di informazione, tra l’altro contravvenendo alle normative che impongono a quotidiani e Tv di informare correttamente e tempestivamente i cittadini sulle mobilitazioni sindacali.

"Si assunzioni, no esternalizzazioni" chiede uno striscione firmato dalle Flsu-Cub della scuola. "Sono cococo da ormai 11 anni, con contratti precari che si rinnovano ogni anno nel mese di dicembre. Ora ho 51 anni e non ne posso più di questa situazione. Il governo Prodi ha promesso fondi per stabilizzare i lavoratori precari ma finora non abbiamo visto nessun risultato concreto."

All’interno del corteo è presente un enorme pupazzo di Prodi che porta un pacco. Il riferimento è allo scippo del TFR a favore dei fondi pensione privati, contro il quale da settimane è in corso una campagna delle RdB con mobilitazioni territoriali.

Un altro striscione recita "Puglia deprecarizzata". "Con la scusa che siamo dei fannulloni vogliono regalare la pubblica amministrazione ai privati come succede ad esempio nella sanità. Le poche risorse pubbliche stanziate vengono regalate ai privati: il caso delle aziende che gestiscono l’erogazione dell’acqua, del gas e dell’elettricità è eclatante." La denuncia è di un lavoratore proveniente dalla provincia di Bari che mette in rilievo anche la violazione da parte del governo di una Legge sulla rappresentanza che è già di per sé antidemocratica e restrittiva ma che non viene rispettata escludendo dai tavoli di trattativa i sindacati di base. Il governo si sceglie i sindacati confederali come interlocutori di comodo escludendo le organizzazioni sindacali realmente rappresentative".

In piazza presente anche il deputato Francesco Caruso eletto nelle liste del PRC ma molto critico col Governo: "Sono convinto anch’io che la manifestazione di oggi è un segnale importante contro Palazzo Chigi da parte del mondo della disoccupazione e della precarietà che esige risposte concrete sul fronte della garanzia di un reddito e di un lavoro degno. Se il precariato è di per sé una aberrazione e rappresenta una forma estrema di sfruttamento che lo promuova lo Stato è qualcosa di vergognoso.

Questo corteo, tra l’altro di enorme impatto a livello di partecipazione, deve essere un trampolino di lancio per riaprire una vertenza nazionale per rimettere all’ordine del giorno gli interessi delle classi popolari e non i diktat del Fondo Monetario Internazionale che guidano l’azione dei ministri di questo governo che ha disatteso ampiamente le aspettative dei lavoratori. Reputo assurda l’esclusione delle RdB dai tavoli di trattativa col governo perché si deve discutere con chi rappresenta realmente i lavoratori e non con i sindacati conniventi e di comodo. Le differenze tra un governo di destra che ci spara addosso e uno di centrosinistra che fa finta di non sentire sono veramente minime. Occorre alzare il livello della mobilitazione anche a livello locale al di fuori dei sindacati confederali così come hanno fatto ad esempio i lavoratori LSU della Calabria che dopo essersi autorganizzati ed aver adoperato forme di lotta radicali hanno ottenuto qualche risultato".

Presenti all’interno del lungo corteo anche gli immigrati aderenti alle RdB che chiedono la chiusura definitiva dei CPT, definiti giustamente "prigioni etniche". "La proposta da parte del governo di rendere migliori le condizioni di detenzione è semplicemente ridicola" afferma il coordinatore nazionale delle Rdb immigrati che ricorda le tante iniziative locali - cortei e presidi - realizzati in questi giorni in numerose città italiane.

Spezia: La Rete Contro la precarietà "chiude" il Nidil

I precari spezzini proseguono le loro iniziative simboliche contro confederali e istituzioni

(23 marzo 2007)

La Spezia - Ieri con un'azione simbolica la "Rete contro la precarietà" della Spezia ha ostretto alla chiusura la sede locale del Nidil (il sindacato dei lavoratori atipici della CGIL) : dopo aver occupato l'assessorato alla Buona Occupazione, l'attenzione della rete si ora rivolta alla CGIL, che secondo i promotori dell'iniziativa sarebbe ormai diventata "mera parvenza di se stessa e strumento di pacificazione sociale, dannosa solo per quanti lavorano e sono sfruttati". In particolare secondo i "precari spezzini" proprio il NIDIL, rappresenterebbe palesemente un ulteriore tentativo di gestire e soffocare un conflitto, vale a dire quello tra dipendenti precari e datori di lavoro.

"Con la nostra azione - dicono dalla Rete contro la precarietà - vogliamo sottolineare l'atteggiamento connivente con il padronato manifestato sempre più spesso da parte dei sindacati locali". A mo' di esempio di tale atteggiamento la rete cita il caso dell'accordo di Cgil, Cisl, e Uil con ComData oppure il licenziamento politico di un lavoratore della Call&Call, il call center spezzino di proprietà di Umberto Costamagna.

"Con la nostra azione vogliamo anche sottolineare - proseguono i precari - come in un desolante panorama di perdita di diritti e di dignità della classe lavoratrice, la posizione dei sindacati locali non faccia altro che avvallare le logiche della imprenditoria locale sempre più legata all'utilizzo di manodopera atipica".

27/3: i precari del CRA in piazza

27.3.07

Firenze: manifestazione in piazza contro il precariato


24/03/2007 - Basta con il precariato: con questa rivendicazione i lavoratori di tutte le categorie, dall'Universita' alla pubblica amministrazione, sono scesi in piazza questa mattina per chiedere la tutela dei loro diritti.

Un problema, quello del precariato, che secondo la Rappresentanza di Base coinvolge migliaia di persone solo nella provincia di Firenze e che finisce poi col creare situazioni di grave disagio, non ultimo il problema della casa e le relative difficolta' ad ottenere un mutuo. Partito da piazza San Marco, il corteo si e' soffermato sotto i palazzi del potere del capoluogo toscano, chiedendo alle istituzioni interventi indispensabili contro il lavoro nero, e soprattutto volti a regolarizzare la posizione di chi, con il precariato, rischia di perdere il lavoro da un giorno all'altro. Alla protesta organizzata dai sindacati hanno partecipato anche alcuni esponenti politici che non hanno risparmiato critiche alla giunta provinciale, rea di una grave immobilita' nei confronti di un problema reale, quello del lavoro precario, che invece richiede una serie di attenzioni e interventi urgenti. 'All'amministrazione chiediamo di ascoltare la voce dei precari - ha dichiarato Andrea Calo, consigliere provinciale di Rifondazione Comunista e presidente della Commissione lavoro - e non continuare a mostrarsi sorde di fronte a questi problema'.

Lazio Service, iniziative per la stabilizzazione

25 marzo 2007

- L’assemblea dei dipendenti di Lazio Service ha approvato alla unanimità la proposta sindacale di iniziative per conquistare la stabilizzazione dei 900 lavoratori precari così come previsto dagli accordi sindacali.

Già nell’incontro dello scorso 16 marzo Cgil Cisl Uil e Fim Fiom Uilm avevano richiesto :

· la riconferma dei contenuti degli accordi del 6 luglio e del 29 dicembre 2006 e il superamento degli ostacoli intervenuti,

· la proroga di tutti i contratti già scaduti

· forme di sostegno al reddito per i lavoratori che avrebbero già dovuti essere stabilizzati ma che da circa due mesi sono senza lavoro e senza retribuzione. Si tratta di 280 lavoratori a cui si aggiungeranno almeno altri 140 lavoratori e lavoratrici interinali alla fine del mese di marzo.

La giunta ha riconfermato positivamente la validità degli accordi ma sulle proroghe non dà risposte mentre sulle forme di sostegno al reddito vi è una disponibilità che va però tutta concretizzata.

A fronte di tale situazione le Organizzazioni Sindacali e l’assemblea dei dipendenti di Lazio Service hanno deciso le seguenti iniziative:

· Realizzare a partire dal prossimo lunedì 26 marzo un presidio permanente dei lavoratori e delle lavoratrici sotto la Regione Lazio

· Indicono una conferenza stampa per il 26 marzo sotto la Regione Lazio per pubblicizzare e spiegare alla stampa e all’opinione pubblica gli obbiettivi e le motivazioni della protesta.

25.1.07

Protesta precari a Catanzaro, scontri tra manifestanti e forze dell'ordine

Incendiati cassonetti, 4 feriti

Durante la manifestazione promossa dal Cgil, Cil e Uil

Lamezia Terme, 24 gen. - (Adnkronos) - Alcuni lavoratori socialmente utili e di pubblica utilita' che da stamattina stanno manifestando davanti alla sede della giunta regionale della Calabria, nel corso di una manifestazione promossa dal Cgil, Cil e Uil, hanno lanciato contro le forze dell'ordine poste a presidio della sede della regione alcuni oggetti tentando inoltre di forzare i cancelli. Alla ''provocazione'' dei lavoratori le Forze dell'ordine hanno reagito intervenendo per evitare un tentativo di forzare i cancelli di ingresso della sede regionale. Quattro lavoratori sono rimasti feriti. I manifestanti hanno anche incendiato alcuni cassonetti per la raccolta dei rifiuti.

La riunione in corso nella sala giunta, alla quale erano presenti gli assessori al Lavoro, Antonino De Gaetano, al Bilancio, Vincenzo Spaziante, i dirigenti di settore, i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, e una rappresentanza di dieci lavoratori, e' stata sospesa.

LSU/LPU - Protesta 6 mila manifestanti bloccano la città

Contributo di Francesco VALLONE
24 gennaio 2007

Oltre 6 mila precari, secondo i Sindacati, partecipano nalla manifestazione di sciopero generale a Catanzaro. I Precari, dopo aver sfilato per le vie cittadine, si sono portati dinanzi alla Sede della Giunta
regionele, in attesa di essere ricevuti dagli Amministratori.. ''Se non arrivano, nelle prossime ore, segnali da parte del Governo e del Ministro del Lavoro, On. Cesare Damiano, con la convocazione di un tavolo di concertazione nazionale sulla vertenza dei Lpu-Lsu calabresi, la giornata di protesta dei precari con lo sciopero , la manifestazione e il presidio davanti alla sede della Giunta Regionale di oggi, dovra', per forza di cose, continuare con altre iniziative di lotta e di mobilitazione''. E' quanto affermato da Luigi Sbarra segretario generale Cisl Calabria. La Giunta Regionale e Il Ministro del Lavoro - continua Sbarra - che sono stati sollecitati per tempo attraverso l'invio della piattaforma, che sta alla base della protesta dei lavoratori, non possono ignorare la necessita' di dover dare risposte chiare esaustive e verificabili, con scadenze certe, per rispondere ad una sacrosanta richiesta di superamento del lungo periodo di precariato attraverso un processo di stabilizzazione che porti nel giro di qualche anno , partendo da subito, alla regolarizzazione del rapporto di lavoro''. ''Le risposte le deve dare la Giunta Regionale - dice Sbarra - onorando gli impegni assunti negli accordi sindacali del 2006 , ma altrettante risposte non meno importanti li aspettiamo dal Ministro del Lavoro''.
'' La Cisl Regionale ritiene urgente ed inderogabile la risposta da parte del Governo Nazionale alla copertura assicurativa e previdenziale dei periodi lavorativi d'utilizzo dei Lpu-Lsu ( periodo d'utilizzo che varia per ogni lavoratore da 8 a 15 anni) e al ripristino della norma sul prepensionamento per i precari anziani , che dovra' trovare spazio e soluzione all'interno della verifica che partira' in questi giorni con organizzazioni sindacali nazionali ''sulla manutenzione del sistema previdenziale'' per affrontare congiuntamente al problema del corretto equilibrio di gestione del sistema non solo le problematicita' dei lavori usuranti e degli incentivi, ma anche la giusta soluzione previdenziale per i lavoratori precari''.
''Sarebbe importante e suggeriamo al Ministro del Lavoro Damiano - dice Sbarra - di mettere nell'agenda delle misure finanziarie della previdenza complementare annunciate per i lavori flessibili anche i LPU-LSU, al fine di consentire a migliaia di giovani e non, la possibilita', in prospettiva, di una pensione futura dignitosa . Occorre, inoltre, attivare un confronto congiunto tra Ministero, Regione, ANCI e Sindacato per cogliere e attualizzare tutte le opportunita' previste dalla Legge Finanziaria 2007 in materia di stabilizzazioni che, anche se parziali e insufficienti, come il superamento del blocco delle assunzioni solo nei comuni al disotto dei 5.000 abitanti, possono rappresentare un concreto avvio di un nuovo percorso orientato al superamento del precariato e alla creazione di lavoro stabile e duraturo''.
''Anche la Regione, in ogni caso - secono Sbarra - deve fare la propria parte passando dalle parole ai fatti.
Recuperando ritardi, omissioni e colpevoli responsabilita' impegnandosi in una rinnovata azione politica, amministrativa e legislativa ed attivando, a tale scopo, un tavolo permanente di confronto e concertazione con il Sindacato per risolvere definitivamente la vertenza dei precari LSU - LPU''.