Visualizzazione post con etichetta finanziaria2007. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta finanziaria2007. Mostra tutti i post

25.2.08

Lavoro: veterinari precari chiedono stabilizzazione

2008-02-25 13:48

Sono in sit- in sotto il Consiglio regionale a Cagliari
(ANSA) - CAGLIARI, 25 FEB - Una trentina di veterinari coadiutori regionali, alcuni dei quali precari dal 1985 (eta' media 45-55 anni), chiedono stabilizzazione. Ai politici della Regione chiedono di poter rientrare nelle procedure di stabilizzazione previste dalla Finanziaria nazionale 2007, non avendo ne' una specializzazione e ne' garanzie per il futuro occupazionale. E stamani sono in sit-in sotto il Consiglio regionale dov'e' in corso la cerimonia per il 60/mo anniversario dello Statuto Speciale della Sardegna.

16.4.07

Precari: 60.000 immissioni in ruolo dal 1° settembre 2007

Il ministro dell'Economia Padoa Schioppa ha sottoscritto il decreto che autorizza la nomina di 50.000 docenti e 10.000 unità di personale Ata in attuazione delle disposizioni della legge Finanziaria per il 2007.
Dopo la richiesta del ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni, a sua volta sollecitato dai sindacati anche nell’incontro con il Governo del 6 aprile scorso quando è stato siglato l’accordo sui contratti del pubblico impiego, Padoa Schioppa ha sottoscritto il decreto interministeriale relativo alle nomine in ruolo del comparto scuola in attuazione delle disposizioni della legge Finanziaria per il 2007.
A decorrere dal 1° settembre 2007 saranno 50.000 le immissioni in ruolo per il personale docente (un terzo di quanto indicato nella Finanziaria per il triennio) e 10.000 quelle per il personale Ata.
10/04/2007

7.2.07

Ingiustizia per i precari dell'indirizzo musicale

Con la recente approvazione della Legge Finanziaria, il governo ha inteso sanare la questione dei docenti abilitati in Ed. mus. entro il 2 maggio 2005 purché inseriti negli elenchi del D.M. 13/02/96, che in conseguenza della sentenza 2036/2006 del CdS non risultano abilitati ope legis in strumento musicale.
Con quest'ultima sanatoria in occasione della prossima ed ultima integrazione delle graduatorie permanenti (aprile 2007), numerosi tra questi docenti senza vantare nemmeno un giorno d'insegnamento specifico di strumento musicale riceveranno in Luglio, assunzioni in ruolo nella classe A077.
Si verificherà una gravissima disparità di trattamento con violazione dell'art. 3 della Costituzione, proprio perché i colleghi che nel corrente a.s., essendo stati reclutati dalla 3 fascia delle graduatorie d'istituto, stanno servendo lo Stato garantendo l'insegnamento per quelle cattedre che risultano disponibili e libere per mancanza di personale abilitato, il prossimo a.s. in moltissime realtà rimarrano a casa.
Quest'ultimi sono i veri precari dell'indirizzo musicale, ossia coloro che vantano un' anzianità di servizio, il governo ingiustamente, invece, sana la questione di docenti che non hanno maturato nemmeno un giorno di servizio specifico, danneggiando invece chi nell'insegnamento specifico ha lavorato per due, tre, e talvolta quattro.
Se non interverrà prima di marzo una possibile procedura abilitante riservata speci per questi colleghi, significherà disoccupazione certa e garantita.
Occorre fare prestissimo, con una grande mobilitazione generale, ripeto immediata!

Giacomo Zani
26/01/2007

25.1.07

Pisa, stabilizzazione dei lavoratori precari in Comune

L’assessore al Personale chiarisce la posizione dell’Amministrazione. I venti posti, fino ad ora coperti a tempo determinato, saranno messi a concorso

“La Finanziaria, pur non prefigurando nessun automatismo, dà la facoltà agli enti, che abbiano un piano assunzioni, di stabilizzare i lavoratori che abbiano alle spalle almeno tre anni non consecutivi di contratto a tempo determinato e aver sostenuto un prova selettiva pubblica”. L’assessore al Personale del Comune di Pisa, Federico Eligi, spiega la posizione dell’Amministrazione nei confronti dei 20 posti di lavoro coperti, fino ad ora a tempo determinato.

“Il Comune di Pisa – spiega Eligi in una nota - ha da tempo avviato, anche attraverso la costituzione di proprie società (SEPI, Farmacie spa, eccetera) il processo di stabilizzazione dei posti di lavoro precario. A partire dal 2003 si è proceduto tramite il Formez (agenzia della Presidenza del Consiglio), alla individuazione dei posti vacanti all'interno dell’ente. A seguito dell'individuazione delle carenze strutturali dell'ente, che ammontano a 20 unità, si è proceduto alla copertura di quei posti con contratti a tempo determinato, in attesa della possibilità di indire concorsi pubblici. Appena uscito il DPCM che dava la possibilità di assumere dopo anni di blocco, era ancora in carica Berlusconi, abbiamo attivato tutte le procedure per indire i concorsi. A seguito delle anticipazioni della Finanziaria che apriva alla possibilità per i comuni di stabilizzare i lavoratori precari, abbiamo deciso di attendere il testo definivo: infatti dalle indiscrezioni si apriva per il Comune di Pisa la possibilità di stabilizzare non solo il posto di lavoro, così come avevamo fatto, ma anche il lavoratore precario che occupava quel posto”.

Ma per quanto riguarda il Comune di Pisa “nessuno dei lavoratori che occupano i posti individuati dal piano assunzioni, da un attento esame effettuato dai nostri uffici, rientrano nella fattispecie prevista dalla Finanziaria”. Tutto quello che si può fare ora, conclude, è “applicare la legge in modo rigoroso e procedere all'indizione dei concorsi, pur prevedendo all'interno del bando la possibilità di garantire tutte le forme possibili di riconoscimento del lavoro svolto dagli attuali lavoratori precari”.

(25/01/2007)

18.1.07

“Stabilizzare i lavoratori precari del Comune di Firenze”

A chiederlo sono Cgil Funzione Pubblica e Nidil Firenze. Assemblea dei lavoratori il 16 gennaio scorso

Lo scorso 16 gennaio si è tenuta l’assemblea dei lavoratori precari del Comune di Firenze (al 31 dicembre 2005 circa 300 a tempo determinato, 70 interinali e oltre 200 co.co.co.) indetta da Cgil Funzione Pubblica e Nidil di Firenze. Scopo dell’assemblea era illustrare le novità della Finanziaria 2007 riguardo alla stabilizzazione dei lavoratori precari nel pubblico impiego e la posizione del sindacato in materia.

“La Legge Finanziaria 2007 – spiega una nota sindacale - contiene delle importanti novità normative che possono permettere di avviare nella Pubblica amministrazione quel processo di stabilizzazione da noi auspicato da tempo. Il blocco delle assunzioni attuato negli ultimi anni ha determinato che la PA svolga molte attività strutturali con personale precario mettendo così a rischio la qualità del lavoro e quella del servizio. L’Amministrazione si deve impegnare ad utilizzare tutti gli strumenti che la Finanziaria mette per avviare il processo di stabilizzazione nel Comune di Firenze, sapendo che ciò non si potrà risolvere in un’unica soluzione, ma richiede la definizione di un percorso pluriennale. Anche perché sarà necessario coniugare l’applicazione delle norme previste in Finanziaria con l’attività concorsuale già espletata e futura. In tal senso è necessario un impegno nostro, ma anche degli enti locali, affinché le prossime leggi finanziarie continuino ad affrontare il problema”.

Cgil Funzione Pubblica e Nidil di Firenze chiedono l’avvio immediato della trattativa per l’applicazione di tutte le norme della Finanziaria a disposizione, e dunque “la trasformazione da contratto a termine in contratto a tempo indeterminato di tutti i lavoratori che hanno le caratteristiche previste dalla Finanziaria; la trasformazione delle collaborazioni coordinate e continuative, che abbiano acquisito carattere di stabilità, con almeno 12 mesi di lavoro, in contratti di lavoro a tempo determinato possibilmente triennali, per essere avviati a percorsi di stabilizzazione. Per i lavoratori in somministrazione (ex interinali) – prosegue la nota sindacale - che coprono posizioni in organico, per i quali non sussistono norme in Finanziaria, è necessario comunque avviare un confronto circa il loro futuro, al fine di garantire prospettive di lavoro stabile. Nel caso in cui poi “si dovesse intervenire a coprire attività con appalti o concessioni che attualmente sono effettuate da lavoratori precari, l’Amministrazione si impegna a vincolare tali appalti o concessioni all’obbligo dell’assorbimento dei lavoratori che oggi svolgono il servizio, alla loro assunzione come lavoratori dipendenti a tempo indeterminato e all’applicazione di un CCNL comparabile a quello degli enti locali, affinché non vi sia un peggioramento delle condizioni materiali dei lavoratori. Infine, i sindacati chiedono “l’impegno dell’Amministrazione a non utilizzare dopo l’accordo contratti di collaborazione e contratti interinali per coprire fabbisogno strutturale, ma di limitarne l’uso ad eventi eccezionali in coerenza con il CCNL e con l’accordo di Ente, così che non si ricreino condizioni di precariato consolidato; e uno strumento di monitoraggio costante sulle forme contrattuali utilizzate con l’esplicito obiettivo di controllare l’uso del lavoro flessibile, incluse le forme di rapporto finalizzato alla formazione (tempo determinato, co.co.co., somministrazione, borse di studio, tirocinio, stage)”.

(18/01/2007)

Il maxiemendamento alla Finanziaria sulla precarietà.

http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o8262Tante parole, ma nessun percorso serio e generale di stabilizzazione.

(14 gennaio 2007)

La novità rispetto alla prima stesura della finanziaria, consiste nella previsione, al comma 417 e seguenti del maxiemendamento, di un “Fondo per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro pubblici”, finalizzato all’assunzione a tempo indeterminato di personale assunto con tipologie contrattuali non a tempo indeterminato.

In realtà tale comma, che dovrebbe costituire la risposta del governo alla legittima richiesta di assunzione di oltre 350.000 lavoratori pubblici costituisce una norma a dir poco impalpabile.

Il fondo per la stabilizzazione, infatti, sarà da subito finanziato con 5 milioni di euro, ma verrà in seguito alimentato con i conti dormienti, ovvero conti dimenticati dai titolari e dai loro eredi.

Si tratta, in sostanza, di risparmi sugli interessi, conseguenti, alla riduzione del debito pubblico: somme non definibili e non certe, (eppure i dipendenti pubblici non possono essere retribuiti una tantum) che senz’altro non porteranno alla soluzione del problema precariato nella P.A.

Insomma nessuna assunzione a pioggia, come ha tenuto subito a precisare Nicolais, il Ministro della funzione Pubblica, ma la solita propaganda giocata sulla pelle dei precari.

D’altronde che non vi sarà un percorso generalizzato volto all’assorbimento in ruolo di tutti i precari, si desume dal comma 418 del maxiemendamento, laddove si precisa che dovranno essere definiti i requisiti e le modalità di selezione dei soggetti interessati alla stabilizzazione: se il percorso di stabilizzazione riguardasse realmente tutti i precari della P.A, che necessità ci sarebbe di individuare modalità di selezione dei soggetti interessati?

Al di là della propaganda il maxiemendamento non introduce nessun percorso serio e generale di stabilizzazione.

L’unica novità (sic!) è costituita dalla previsione, per i lavoratori assunti con un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, di una riserva del 60% dei posti nell’ambito delle amministrazioni che bandiranno concorsi per l’assunzione a tempo determinato: in sintesi si passa da una forma di precariato (le co.co.co. ) ad un’altra forma di precariato (il lavoro a tempo determinato).

Allo stato attuale l’unica certezze è che le risorse stanziate dal governo porteranno all’assunzione di non più di 8.000 precari (di cui 5.000 assunzioni erano previste già nella scorsa finanziaria).

A questo si aggiunga che nel p.i. le stabilizzazioni riguarderanno soltanto i lavoratori a tempo determinato da almeno tre anni e purchè assunti mediante procedure selettive di natura concorsuale, e i CFL nell’ambito delle dotazioni organiche: rimangono fuori tutte le altre tipologie contrattuali precarie. (i co.co.co, gli interinali, gli LSU, senza contare l’esercito degli esternalizzati).

Insomma dei circa 350.000 precari della Pubblica Amministrazione solo una minima parte vedrà stabilizzata la sua posizione lavorativa.

Se questo governo voleva dare un segnale di inversione di tendenza avrebbe dovuto cominciare stabilizzando i precari della P.A. considerato che nelle amministrazioni è lo Stato che assume direttamente ed ha potere per procedere all’assorbimento in ruolo dei lavoratori atipici: d’altronde, la riuscitissima manifestazione del 4 novembre ha posto al centro dell’attenzione la necessità improrogabile di abolire tutte le forme di precariato in tutti i settori lavorativi.

Ma questo governo, in continuità con le politiche del predecessore Berlusconi, continua a considerare la P.A non come una risorsa sulla quale investire, ma come un costo da contrarre sulla pelle dei lavoratori e a scapito dei servizi che vengono resi alla collettività.

COBAS Pubblico Impiego
Confederazione COBAS

14.12.06

Nicolais: Non ci sono fondi per assumere 500mila precari nella PA

Giovedì, 14 dicembre
Appunti Per assumere 500.000 precari nella pubblica amministrazione potrebbero essere necessari circa 15 miliardi l'anno e queste risorse nella Finanziaria "non ci sono". Lo afferma il ministro delle Riforme e innovazione nella pubblica amministrazione, Luigi Nicolais, in un'intervista video all'Ansa nella quale sottolinea che introdurre 500.000 persone "non sarebbe un vantaggio per l'amministrazione" che ha bisogno sì di giovani, ma inserendolo "in maniera graduale".

Secondo Nicolais, le risorse previste nell'emendamento alla manovra che punta alla costituzione di un fondo per la stabilizzazione di 350.000 precari tra ministeri, enti locali e sanità non sarebbero sufficienti anche perché - spiega - i fondi contenuti nei conti correnti bancari "dormienti" sarebbero "una tantum", mentre gli stipendi delle persone eventualmente assunte costituirebbero un costo annuale.

Altra cosa è invece la stabilizzazione nella scuola dei 150.000 insegnanti precari che hanno contratti di supplenza da almeno tre anni. "Questi non sarebbero un costo - dice - perché sono già retribuiti". Secondo Nicolais, nelle amministrazioni centrali nel 2007 dovrebbero essere assunti 8-10.000 precari, mentre altre stabilizzazioni potrebbero essere previste negli enti locali e nella sanità.

Sondaggio: elettori di centrosinistra favorevoli all'assunzione dei precari della pubblica amministrazione

L'assunzione dei 300 mila precari della pubblica amministrazione prevista dalla finanziaria, altro argomento cha ha fatto discutere la coalizione di centrosinistra, fa registrare un ampio consenso: 73 per cento di favorevoli, 22 di contrari.

Finanziaria, l'Università chiude le porte al governo

Linea dura della Conferenza dei Rettori che polemizza contro la manovra
Sospesi gli inviti ai ministri per le manifestazioni organizzate dagli atenei

"Non ospiteremo membri del governo"
Il presidente della Crui, Trombetti: "Dietro questa risposta una amarezza infinita"

"Il contenuto del maxiemendamento alla Finanziaria dimostra la chiusura e la sordità del governo nei confronti delle esigenze di sola sopravvivenza delle università". E' il commento secco che la Crui, la conferenza dei rettori delle università italiane, riserva al testo presentato ieri in senato dal governo. "In segno di forte protesta", oggi la crui "ha sospeso la seduta odierna dell'assemblea generale".

Secondo quanto denunciato dalla Conferenza dei rettori, "1.800.000 studenti e migliaia di ricercatori rischiano di pagare sulla loro pelle il peso delle decisioni assunte". Alla luce della sua protesta, la Crui chiede agli atenei di "sospendere ogni invito a membri del governo a partecipare a significative manifestazioni nelle università".

E altrettanto netto è il commento del presidente della Conferenza dei rettori, Guido Trombetti: "Quello che abbiamo emesso è un comunicato secco, di poche righe, perché esprime l'amarezza infinita del mondo dell'università". E Trombetti spiega: "Non avevamo chiesto l'impossibile, e più volte abbiamo ripetuto di essere coscienti del momento difficile per il Paese. Ma così, lo ripeto, si mette in discussione la sopravvivenza dell'università. Questa è la risposta di una comunità - unanime, voglio sottolinearlo - all'atteggiamento punitivo del governo". E ora, con poche ore a disposizione prima del voto finale? "Domani è un altro giorno", risponde Trombetti. "Sono davvero amareggiato, non mi viene altro da dire".

Intanto già si annunciano le mobilitazioni, come a Firenze, dove domani un presidio in sostegno ai lavoratori precari dell'Ateneo fiorentino è stato organizzato da Rsu e Flc-Cgil Università dalle 8.30 alle 10.30, davanti al rettorato di piazza San Marco. La manifestazione è stata organizzata in concomitanza con la riunione del consiglio di amministrazione dell'Università, il penultimo che si terrà nell'anno, si ricorda, e che precederà la riunione sul bilancio di previsione del 2007.

Scopo dell'iniziativa, spiegano i sindacati, è "evidenziare la condizione di disagio del personale precario dell'Università e sensibilizzare i consiglieri di amministrazione circa i provvedimenti, di ordine economico e normativo, da assumere per evitare di perdere posti di lavoro e consolidate collaborazioni da parte di numerosi colleghi". Il contributo dei lavoratori precari in Ateneo, proseguono i sindacati, "è indispensabile per garantire che i servizi agli studenti, già in pessime condizioni, possano comunque essere erogati con continuità. Il fenomeno del precariato in ateneo è diffusissimo fra i lavoratori della didattica e della ricerca ed i lavoratori dei servizi. Le risorse ad essi dedicate sono le più disparate e sfuggono troppo spesso alla possibilità di controllo del sindacato".

E sulla manovra del governo interviene anche l'Unione degli Universitari che in una nota sottolinea come "il maxiemendamento alla legge Finanziaria 2007 presentato al Senato dal governo non accoglie nessuna delle richieste di correzione avanzate non solo dagli studenti ma dalla comunità accademica tutta".

Negativo anche il giudizio dei sindacati che sottolineano, in maniera più generale, come "Sul versante della scuola, dell'università e della ricerca, il maxiemendamento è del tutto insoddisfacente". E' il secco giudizio che il segretario generale della Fflc Cgil, Enrico Panini, riserva al testo portato ieri in senato dall'esecutivo. "Il nuovo testo- spiega il dirigente- dà risposte solo parziali ai problemi avanzati dai sindacati. Ci sono risposte mancate che sono gravissime, come la non eliminazione della clausola di salvaguardia. Quella che opera 3 miliardi di tagli in tre anni sul comparto scuola: soldi che il ministero è costretto a risparmiare per non perdere ulteriori fondi del proprio bilancio".

"Si tratta di una manovra cieca, che avevamo chiesto di eliminare" - conclude Panini puntando il dito sulla clausola di salvaguardia. "Un automatismo pericoloso, che impone il risparmio senza tenere conto delle conseguenze sulla vita scolastica, per questo è inaccettabile". Positiva, per il segretario Flc Cgil, è invece la soluzione sulle graduatorie permanenti: "ma servivano più immissioni per gli Ata (ausiliari, tecnici e amministrativi) tra cui si registra la percentuale più alta di precariato".

(14 dicembre 2006)

12.12.06

Finanziaria, nuove risorse per i precari

Niente contratti che non siano stabili per i prossimi 5 anni

Ma è incerto il numero di assunzioni nella pubblica amministrazione. Bersani contestato a Bologna

ROMA — Il fondo per la stabilizzazione dei precari si rafforza. Oltre agli interessi dai conti «dormienti», il governo sta pensando di incrementarlo con una parte (forse il 5%) degli aumenti dei ricchi dividendi delle società controllate dal Tesoro rispetto all'anno precedente. Tra le novità più importanti che saranno introdotte nell'emendamento pro precari anche il divieto assoluto — per le amministrazioni che utilizzeranno i fondi — di assumere nuovi precari per cinque anni. A parte la cifra di 5 milioni di euro, stanziati subito per attivare il fondo, non ci sono ulteriori indicazioni di quanti precari verrebbero regolarizzati né del costo maggiore per lo Stato. Mentre Oliviero Diliberto, segretario dei Comunisti Italiani, parla di 350 mila precari, ieri il ministro della Funzione pubblica Luigi Nicolais ha ridotto il numero a 8 mila per il 2007 per passare «fino a 240 mila nei prossimi 6 anni». Il ministro dello Sviluppo Pierluigi Bersani parla invece di 500 mila.

CONTI DORMIENTI - Mentre il governo cerca di arginare questa nuova grana, Bersani — peraltro contestato a Bologna da una cinquantina di precari della ricerca con striscioni e volantini — cerca di prendere le distanze dalle polemiche. «Con i soli conti dormienti non si risolve il problema dei precari — ha detto — non è che con la bacchetta magica domani mattina prendiamo quei soldi che sono in banca e risolviamo il problema dei 500 mila precari». A parte il presidente della Confindustria Luca di Montezemolo, che ieri ha colto l'occasione per precisare meglio il suo pensiero sostenendo come non sia «dubbio che c'è un'Italia che rema e una che sta seduta a poppa e che occorre premiare il merito», la polemica si è quasi tutta consumata a sinistra. Se il ministro degli Affari europei Emma Bonino dichiarava che l'emendamento sui precari era la «solita sanatoria» e il senatore Tiziano Treu (nonché presidente della Commissione lavoro a Palazzo Madama) si è detto «nettamente contrario a una infornata indifferenziata perché bisogna fare i concorsi», il senatore diessino Cesare Salvi se l'è presa con i politici.
«SCIOCCHEZZE» - «Stanno dicendo un cumulo di sciocchezze — ha tuonato il presidente della Commissione giustizia al Senato e uno degli autori dell'emendamento in questione — si tratta solo di trasformare lavoro precario in lavoro a tempo determinato. Quei politici che chiedono concorsi pubblici — ha continuato — comincino a liberarsi dei consulenti nei loro uffici che non hanno fatto alcun concorso, nel caso contrario non si devono meravigliare se vanno a Mirafiori e li fischiano». Non si sa con chi ce l'avesse Salvi, visto che a Torino hanno fischiato solo i tre leader sindacali, ma ieri la confusione è stata totale. Lo stesso Nicola Sartor, l'uomo che Romano Prodi ha messo di guardia alla Finanziaria, ha dovuto ammettere che sui precari «credo ci sia stato qualche malinteso». Per esempio, ha precisato, si tratta di mettere «nel fondo solo i risparmi sui minori interessi dal debito pubblico visto che i conti dormienti andranno alla riduzione del debito». «E' evidente — ha precisato — che non si può utilizzare una somma fissa a copertura di oneri permanenti».
PATTO SUL LAVORO - Il sindacato nel frattempo ha mandato un messaggio chiaro al governo: nessun Patto sul lavoro pubblico (destinato ad aumentare l'efficienza dei servizi e la produttività) senza la soluzione del problema del precariato. E sia la Cisl che la Cgil accusano l'esecutivo di «vaghezza di propositi con le sua posizioni inadeguate e lacunose che vanno ad alimentare irresponsabili demagogie». Paolo Nerozzi, della segreteria Cgil, butta acqua sul fuoco. «E' un problema che non esiste — spiega — si tratta di gente che lavora nella pubblica amministrazione (sanità, enti locali, ricerca) da molti anni con contratti a tempo determinato ed è giusto (qualora esistano i requisiti come i concorsi) che venga riconosciuto loro un contratto fisso». E' evidente che in questo caso — e secondo Nerozzi si tratta della stragrande maggioranza — i costi aggiuntivi sono minimi visto che prendono già uno stipendio.
LA GRANDE CONFUSIONE - Anche il ministro Nicolais, a Napoli a margine di un convegno, ha sposato la teoria della «grande confusione» e che comunque l'assunzione dei 300 mila precari della Pubblica amministrazione (che scendono a 240 mila al netto del turn over) «è possibile nel progetto varato con il collega al Lavoro Cesare Damiano». «Il problema dei precari l'abbiamo affrontato tutti insieme con i sindacati — ha detto — e nei prossimi giorni presenteremo il piano di stabilizzazione». Piano che, ha aggiunto, «parte dall'assunto che un precario da stabilizzare senza concorso è soltanto quel precario che ha già fatto un concorso e che lavora da più di tre anni». Quanto ai 150 mila precari «supplenti nella scuola e che stanno nella condizione di poter essere messi in ruolo perché sono nella graduatoria e hanno fatto supplenza per oltre tre anni, hanno già superato un concorso, ci sarà per loro un piano di tre anni di assunzioni». Ma questo era già previsto in un articolo nel maxiemendamento.
Roberto Bagnoli
12 dicembre 2006

11.12.06

Anche il taglio dei costi della politica a favore dei precari

(AGI) - Roma, 11 dic. - Anche il taglio dei costi della politica servira' in prospettiva a dare un posto "fisso" ai circa 300 mila precari della pubblica amministrazione. La finanziaria stabilisce infatti una riduzione degli stipendi per ministri, sottosegretari, parlamentari e anche per i manager di Stato: i risparmi di spesa andranno ad alimentare il Fondo ad hoc per la stabilizzazione dei precari. E' questo cui punta la maggioranza, ed e' frutto dell'accordo con il Governo nella "cabina di regia" che verra' tradotto in una norma del maxiemendamento sul quale verra' posta la fiducia. Alla stabilizzazione dei precari, verra' destinata inoltre una quota dei dividendi e degli utili delle spa possedute direttamente dallo Stato (come Eni e Enel), e resta confermata l'intenzione di 'dirottare' anche parte dei conti correnti cosiddetti dormienti, e cioe' quei depositi bancari che non registrano movimenti da 15 anni. Ma per rendere operativo il risparmio di interessi sul debito che si ridurra' dai fondi che arriveranno dall'incasso del 20% dei conti dormienti, occorrera' l'emanazione dei regolamenti attuativi (ora allo studio del Tesoro) e quindi un tempo abbastanza lungo. Al momento, il Fondo ad hoc verrebbe quindi alimentato con queste altre due voci (dividendi societa' pubbliche e taglio dei costi della politica).

Dicembre caldo per la scuola; sette giorni di scioperi e cortei

Il 14 si fermano un'ora tutti i docenti. Poi sit in al Ministero di precari
e personale non docente e manifestazione a Roma domenica 17

di SALVO INTRAVAIA

Comincia una settimana di passione per la scuola italiana. Dopo lo sciopero del 7 indetto dai sindacati autonomi (Gilda, Cobas e Snals-Confsal), Flc Cgil, Cisl e Uil scuola hanno organizzato un pacchetto di scioperi, sit-in e manifestazioni di piazza malgrado gli impegni assunti nei giorni scorsi da autorevoli esponenti del governo sulle questioni che mettono in fibrillazione insegnanti, presidi e non docenti.
"Pur apprezzando i segnali positivi la settimana di mobilitazione ci sarà", spiegano i sindacati perché la discussione al Senato della Finanziaria va rilento e, dopo il maxiemendamento del governo, probabilmente sarà posta nuovamente la fiducia.

Ad aprire le ostilità con un sit-in, domani (12 dicembre) davanti al ministero della Pubblica istruzione, sarà il cosiddetto personale Ata (personale di segreteria, bidelli e tecnici di laboratorio). Giovedì 14 incroceranno le braccia per un'ora - la prima o l'ultima - gli tutti gli insegnanti. Nello stesso giorno viale Trastevere verrà bloccata dalla protesta dei precari - che organizzerenno un sit-in davanti al Palazzo della Minerva - e, sempre a Roma, scenderanno in piazza i presidi incaricati. La settimana si concluderà con una manifestazione nazionale per le strade della capitale domenica 17 dicembre.

I motivi del contendere. L'ok del governo al rinnovo del contratto della scuola e le assicurazioni del ministro Fioroni sull'esito del "pacchetto scuola" nelle Finanziaria, non fuga le preoccupazioni dei sindacati per l'impatto sulla scuola della manovra di bilancio disegnata dal ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa. Una delle questioni ancora controverse è la cosiddetta clausola di salvaguardia contenuta nella Finanziaria: quella 'noticina' che vincola le 170 mila assunzioni promesse dal governo alla realizzazione dei risparmi di spesa da ottenere con i tagli agli organici del personale. Scontenti anche gli Ata per i quali le 20 mila assunzioni (ne sono state richieste almeno 40 mila) previste sono poca cosa rispetto ai posti disponibili e per lo spauracchio di nuovi tagli in organico.
Resta ancora la questione precari. Il ministro Fioroni, dopo il lavoro delle scorse settimane, ripete ancora oggi: "L'accordo sui precari c'è, bisogna definire meglio gli aspetti tecnici delle novità per le graduatorie permanenti". Ma la tensione resta alta, e così la pressione sul governo per il rush finale della manovra. Non va giù ai rappresentanti di categoria neppure il taglio di circa 26 mila posti che si determinerebbe per effetto dell'aumento (pari a 0,4) del rapporto alunni-classi e brontolano anche i cosiddetti presidi incaricati che chiedono, per l'imminente concorso a loro riservato, almeno le stesse regole della procedura concorsuale ordinaria ormai quasi conclusa e un consistente aumento di posti.

(11 dicembre 2006)

7.12.06

La manifestazione dei vigili del fuoco 6/12

di EMANUELA ZONCU «VERGOGNA, vergogna».
Un messaggio carico di rabbia, quello gridato ieri dai Vigili del Fuoco davanti al Parlamento. Un corteo che secondo gli organizzatori ha visto sfilare circa 2000 pompieri aderenti ai tre sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, personale libero dal servizio perché il lavoro dei vigili del fuoco viene garantito costantemente. Rigorosamente con la divisa, sono arrivati da tutta Italia per gridare il loro «no» alla Finanziaria. A spiegare le ragioni della protesta, Fabio Angiulli, coordinatore generale della Uil dei vigili del fuoco: «Ora è prevista una ulteriore decurtazione del personale. In tante zone d’Italia si rischia la chiusura delle caserme per la mancanza di personale e turni sempre più massacranti». Angiulli ha ricordato le «carenze organiche» e «i tagli per le spese del normale funzionamento dei mezzi. Inoltre c’è la questione dello stipendio: dopo 15 anni di servizio un vigile del fuoco prende 1.200 euro al mese». Problematiche ribadite anche da Pompeo Mannone, segretario generale della Cisl del Corpo: «Tra i punti critici - ha detto - c’è la carenza insopportabile di organico. Un turn over pesante e il rischio di chiusure delle sedi di servizio». Mannone, facendo riferimento alla retribuzione, ha sottolineato che «da tempo i Vigili del Fuoco non vengono pagati per il lavoro svolto». Intanto, ieri, in mattinata, una delegazione sindacale è stata ricevuta in Senato dalle commissioni Lavoro e Finanza. Il Governo adesso sembrerebbe infatti intenzionato a soddisfare le richieste, con un fondo di 57 milioni di euro. Al termine dell’incontro i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil hanno riferito ai partecipanti della mobilitazione nazionale che le due commissioni hanno preso l’impegno a «sostenere tutti i punti della vertenza». «Si sono resi disponibili a una seria riforma strutturale già da gennaio e ad affrontare le questioni che abbiamo presentato», ha detto Fabio Angiulli della Uil. Il sindacalista ha ribadito che se poi non «saremo soddisfatti scenderemo di nuovo in piazza e proporremo delle agitazioni in tutte le province d’Italia con manifestazioni spontanee». Pompeo Mannone della Cisl ha aggiunto che le due commissioni «hanno ascoltato i tre punti fondamentali: la questione degli organici legata anche ai precari, il bilancio e la retribuzione, perchè deve essere riconosciuto il nostro lavoro altamente professionale e fortemente a rischio. Siamo stanchi delle promesse e vogliamo fatti concreti. Ci aspettiamo quindi impegni precisi». «Oggi (ieri, ndr) ho detto loro - ha spiegato Stefano Zuccherini vicepresidente della commissione Lavoro del Senato - che siamo consapevoli dei gravi problemi della categoria e in particolare di quelli dei discontinui, lavoratori precari che possono raggiungere solo un dato monte di ore di lavoro dopo il quale il comando non li chiama più a prestare servizio». Secondo Zuccherini «la misura su cui è stato trovato l’accordo nella riunione della Cabina di regia della finanziaria al Senato è un primo passo nella direzione giusta». La misura in questione, come spiega Zuccherini, «prevede l’assunzione di 600 vigili e aumenta le giornate lavorative che i vigili discontinui possono effettuare, da 120 a 160, così da poter rientrare nelle graduatorie per l’assunzione. Rifondazione chiederà al Governo l'istituzione di un tavolo di confronto con le organizzzazioni sindacali». «Ieri la polizia, oggi i vigili del fuoco sono la testimonianza di come l’Esecutivo abbiamo completamente ignorato le esigenze del comparto sicurezza» è stato invece il commento di Jole Santelli, Responsabile sicurezza e immigrazione di Forza Italia. Mentre con una nota, la deputata Udc Anna Teresa Formisano chiede che «il Governo salvaguardi la funzione indispensabile svolta dai Vigili del Fuoco».

giovedì 7 dicembre 2006

Mirafiori, alle assemblee sulla Finanziaria contestati Epifani, Angeletti e l'Ugl

Diversi operai intervenuti nel corso degli incontri hanno chiesto un atteggiamento maggiormente critico nei confronti del governo

TORINO - Sindacati confederali contestati stamane nel corso delle assemblee sulla Finanziaria allo stabilimento Mirafiori della Fiat. In particolare gli operai hanno incalzato i segretari generali di Cgil e Uil, Guglielmo Epifani e Luigi Angeletti. Nel pomeriggio è previsto anche l'intervento del segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni in un'altra assemblea.

"Guglielmo, questa non può essere la Finanziaria dei lavoratori, il sindacato deve mantenere un atteggiamento critico e incalzare il governo anche quando è di centrosinistra", ha detto un operaio delle Carrozzerie, dove si sono riuniti circa duemila lavoratori nella grandissima sala dove si fanno i test delle auto.

Stesso tono, poco distante, alle Presse, dove Angeletti parlava davanti a 1.500 dipendenti anche delle ex Meccaniche e della Costruzione stampi. Negli interventi introduttivi dei leader c'è stato qualche momento di contestazione quando si è parlato di pensioni e di Tfr.

Alle Presse è stato anche presentato un ordine del giorno su Tfr e altre questioni della Finanziaria. "Non dobbiamo fare la stampella del governo", ha detto un lavoratore ad Angeletti, che ha respinto questa critica: "Ci dipingono così ma non è vero, non ci sono governi amici. Gli unici amici siamo noi stessi e dobbiamo pensare a difenderci".

E c'è stato anche chi ha chiesto di scioperare contro il governo: "Lo abbiamo fatto contro Berlusconi, perché non lo facciamo anche ora?". Alle Carrozzerie è stato molto fischiato l'intervento di un rappresentante della Ugl, il sindacato vicino ad An.

(7 dicembre 2006)

Finanziaria: accordo su fondo per la stabilizzazione dei precari della Pubblica Amministrazione

FINANZIARIA: ACCORDO SU FONDO PER STABILIZZAZIONE PRECARI P.A.

Roma, 7 dic. - (Adnkronos) - Un fondo per la stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione. Questo il tema su cui e' stato raggiunto l'accordo nel corso della cabina di regia che si e' tenuta al Senato. Tra le ipotesi allo studio per la copertura iniziale spunta di nuovo l'utilizzo dei conti correnti silenti. Altre risorse potrebbero essere reperite attraverso i maggiori utili, rispetto a quento stimato, delle societa' statali o a partecipazione statale.

(Sim/Pn/Adnkronos)

E i Cobas scioperano per i precari (Il Giornale 7/12/06)

«No alle assunzioni decise direttamente dai capi d’istituto»

da Roma

Braccia incrociate nella scuola. Oggi, infatti, i Cobas «sciopereranno e manifesteranno nuovamente (dopo il successo dello sciopero di tutto il lavoro dipendente del 17 novembre con trecentomila manifestanti in piazza) contro i tagli alla scuola pubblica della Finanziaria (migliaia di classi e 50mila posti di lavoro) e i finanziamenti alla scuola privata (150 milioni di euro in più rispetto al governo Berlusconi)».
Tra le altre questioni al centro della protesta, spiega in una nota il portavoce nazionale dei Cobas,
Piero Bernocchi, «l'abrogazione delle leggi Moratti; l'assunzione di tutti i precari, poiché non è affatto sufficiente il mantenimento delle graduatorie permanenti, visto che il governo vuole arrivare all'assunzione diretta del personale da parte dei capi di istituto; il rinnovo del contratto scaduto da un anno, con 300 euro di aumento per docenti e Ata, e per la corresponsione immediata dell'indennità di vacanza contrattuale».
«Anche lo Snals e Gilda - prosegue Bernocchi - dopo mesi di passività, hanno promosso per il 7 lo sciopero: è dunque una buona occasione per far sì che diventi lo sciopero di tutti. È davanti al Senato, conclude Bernocchi «interverranno anche senatori per spiegare gli impegni dei rispettivi partiti nei confronti della politica scolastica del governo e della Finanziaria».

4.12.06

Scuola, arriva la norma "salvasupplenti" le graduatorie diventano a esaurimento

Modificato l'emendamento: le liste che non saranno più cancellate nel giro
di 3 anni, ma congelate in attesa che tutti gli iscritti trovino una cattedra fissa
Scuola, arriva la norma "salvasupplenti"
le graduatorie diventano a esaurimento
E intanto rinviati ai 14 dicembre gli scioperi previsti per l'11 e il 13
di SALVO INTRAVAIA

In arrivo la norma "salvasupplenti" per la scuola. Il governo ha infatti presentato un emendamento al comma 262 della Finanziaria che dovrebbe porre fine alla querelle sulle graduatorie provinciali permanenti (le liste utilizzate il reclutamento del 50 per cento degli insegnanti assunti nella scuola) sollevate all'indomani della presentazione della manovra di bilancio alla Camera.

Il nuovo testo che, secondo le prime indiscrezioni ha già raccolto il parere favorevole di tutte le forze politiche all'interno della maggioranza, e di parte della opposizione, modifica la precedente formulazione - che prevedeva la cancellazione delle graduatorie permanenti a partire dall'anno scolastico 2010/2011 - nella versione più soft delle graduatorie 'ad esaurimento'. "Si vogliono tutelare, da un lato, tutti coloro che hanno maturato aspettative" - spiega Mariangela Bastico, veceministro della Pubblica istruzione. Ma non solo. "Bloccando l'aggiornamento delle graduatorie, tranne per coloro che hanno già intrapreso la strada dell'insegnamento - prosegue la Bastico - e dopo la verifica intermedia entro 18 mesi dall'entrata in vigore della Finanziaria, si vogliono riscrivere le regole per il reclutamento degli insegnanti per evitare di produrre nuovo precariato. L'auspicio è che l'eventuale approvazione dell'emendamento in commissione Bilancio del Senato produca la modifica del testo in aula".

In altre parole le graduatorie permanenti, che al momento vedono presenti a livello nazionale 304 mila insegnanti abilitati, non verrebbero più cancellate nel giro di tre anni ma, anche in vista delle 150 mila assunzioni programmate dal governo Prodi, verrebbero congelate in attesa che tutti gli iscritti trovino una cattedra fissa. Insomma, la modifica metterebbe al sicuro i diritti maturati da coloro che avevano investito sull'insegnamento.

Secondo le prime informazioni gli ultimi a potersi inserire in graduatoria saranno coloro che hanno iniziato un percorso di abilitazione (Ssis e corsi abilitanti riservati) o che sono già in possesso dell'abilitazione all'insegnamento. Dopo, l'esecutivo penserà un nuovo sistema di reclutamento degli insegnanti, attualmente reclutati per metà attraverso le graduatorie permanenti e per l'altro 50 per cento per mezzo dei concorsi a cattedre banditi ogni tre anni.

I sindacati. Le prime reazioni dei sindacati, che anche per questo motivo hanno proclamato scioperi per dicembre (che ora dovranno essere spostati, ma ci torniamo dopo) sono positive. "Si tratterebbe di un atto di giustizia nei confronti di tutti gli insegnanti che hanno maturato diritti negli ultimi anni e per coloro che hanno già intrapreso la strada dell'insegnamento - dichiara Francesco Scrima, segretario generale della Cisl Scuola - Ma allo stesso tempo una risposta alle rivendicazioni del sindacato e un importante segnale positivo di continuità per l'intero sistema scolastico nazionale".
Più cauto Massimo Di Menna, della Uil Scuola. "Se verrà approvato, è un fatto sicuramente positivo per chi aspetta da anni l'immissione in ruolo - dice Di Menna - Ma si tratta solo di un punto della vertenza sulla scuola che resta aperta".
"Soddisfatto" Enrico Panini, della Flc Cgil, che valuta l'apertura del governo come "Un primo passo. Occorre vigilare l'iter parlamentare della Finanziaria - aggiunge - per non avere sorprese finali".

Gli scioperi spostati. Slitta lo sciopero della scuola dell'11 e 13 dicembre. Le due giornate di astensione per un'ora dalle lezioni indette da Flc Cgil, Cisl e Uil scuola - l'11 per gli insegnanti della scuola materna, elementare e media e il 13 per quelli del superiore - sono state accorpate in un unico sciopero per giovedì 14 dicembre cui parteciperanno docenti, dirigenti e Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari). La decisione è maturata dopo i rilievi sollevati dalla Commissione di garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero che ha contestato il mancato rispetto dell'intervallo minimo (7 giorni) fra uno sciopero e il successivo dello stesso comparto. Giovedì 7 infatti scenderà in piazza il personale della scuola aderente a Gilda e Snals.

(4 dicembre 2006)

30.11.06

Atesia, un caso ancora aperto

"Si legge nell'ordinanza 6365 del Tar del Lazio, pronunciata il 22 novembre: l'esercizio di potere di diffida da parte degli ispettori del lavoro 'appare idoneo ad arrecare una lesione concreta ed attuale all'impresa destinataria dell'accertamento... a fronte dei molteplici rischi paventati dalla ricorrente ed alla luce dell'imminente (ancorchè eventuale) mutamento del quadro giuridico di riferimento appare preminente garantire il mantenimento della situazione in essere'. Ma qual è l'imminente mutamento del quadro giuridico di riferimento' che ha condizionato la sospensiva del Tar del Lazio sui provvedimenti presi dagli ispettori?". Così il coordinamento nazionale Rdb Ministero del Lavoro interviene in merito alla vicenda Atesia. "E' l'articolo 178 della Finanziaria 2007 - si legge nella nota - che, se dovesse passare, modificherebbe in peggio il decreto legislativo 10 settembre 2003, 276 (Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro di cui alla legge 14/2/2003 30). Infatti l'art. 69 del decreto legislativo 276 attuativo della legge 30 (Divieto di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa atipici e conversione del contratto) al primo comma recita: 'i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa instaurati senza l'individuazione di uno specifico progetto, programma di lavoro o fase di esso ai sensi dell'articolo 61, comma 1, sono considerati rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato sin dalla data di costituzione del rapporto'. Gli ispettori del lavoro nel loro rapporto, a seguito dell'accesso ispettivo presso l'Atesia, hanno applicato, tra gli altri, gli artt. 61 e 69 di una legge iper liberista come la Biagi che solo al Capo I (lavoro a progetto e lavoro occasionale), offre alcune garanzie ai lavoratori co.co.co. e co. co.pro proprio negli articoli sopracitati". "Potevano durare quegli articoli? - sottolinea Rdb - Certo che no. E così la Riforma Biagi è stata modificata, ma in peggio. Ci hanno, infatti, pensato Cgil, Cisl, Uil con la loro ormai consolidata tradizione di accordi aziendali peggiorativi della legge 30 e con i loro 'avvisi comuni' (es. quello siglato il 4 ottobre
2006 insieme a Confindustria alla presenza di Damiano), e ci ha pensato il Ministro con la sua circolare salomonica (la n.17 del 14 giugno 2006) a predisporre il 'clima giusto' a cancellare gli unici e imbarazzanti articoli della riforma Biagi potenzialmente a favore dei collaboratori a progetto. Questo a seguito dei risultati ottenuti dagli ispettori che, va ricordato, hanno agito in piena autonomia tanto che, secondo qualche illustre personaggio politico del centrosinistra, non hanno avuto la 'creanza' di avvisare per tempo il Ministro del loro operato, spiazzandolo". "Ecco allora l'inserimento nella legge Finanziaria del 2007 dell'articolo 178 - aggiunge la nota - che prevede che mediante accordi sindacali e con atti di conciliazione individuali sottoscritti dai lavoratori, questi vedranno trasformati i contratti di lavoro autonomo in contratti di lavoro subordinato a condizione però di rinunciare a qualsiasi rivendicazione pregressa". "L'Atesia ringrazia - conclude la nota - continuerà a macinare miliardi sulla pelle di migliaia di precari sottopagati e ricattati e a minacciare la chiusura se costretta a rispettare le leggi. Ci auguriamo che l'Unione al Governo dimostri di non essere del tutto subalterna alla Confindustra e che l'articolo 178 sia quindi cancellato dalla Finanziaria o seriamente emendato. Una cosa è certa: la lotta dei precari, di Atesia e non solo, si farà ancora più incisiva: c'è da giurarlo. Noi continueremo a sostenerla".

28.11.06

28/11 Conferenza nazionale di precarietà. La cronaca.

Stamattina, alle prime luci dell’alba (verso le 9) hanno cominciato ad affluire i partecipanti alla Conferenza nazionale di statistica, al Palazzo dei congressi dell’EUR.
Un gruppo di lavoratori (precari e non) si è dato appuntamento all’entrata, dove ha volantinato fino all’inizio della conferenza.

Iniziata la conferenza nell’aula magna con l’intervento del presidente Biggeri, che ha iniziato lamentandosi dei tagli alla ricerca presenti nella Finanziaria 2007 licenziata alla Camera, i precari hanno cominciato ad entrare, in molti portando addosso cartelli che spiegavano la loro condizione: con data di scadenza e (antica) data di ingresso all’Istat.

L’ingresso è stato rallentato dalle forze dell’ordine, che hanno cercato di bloccare l’entrata dei pericolosi lavoratori Istat con dei cartelli appesi al collo. Dopo una trattativa tutti i lavoratori sono entrati e hanno volantinato nella platea, informando giornalisti, politici e dirigenti pubblici della loro situazione.

E’ così che Franco Marini, il presidente del senato, ha iniziato il suo intervento con il nostro volantino in mano. Promettendo che al senato qualcosa cambierà. “Sicurezza e ricerca sono le priorità” - ha detto Marini, fra gli applausi (per la ricerca, un po’ meno per la sicurezza. Anche se a quel punto abbiamo guardato i carabinieri e per un secondo ci siamo chiesti se non dovessimo tentare di allearci…).

Sciolta la plenaria, molti giornalisti si sono interessati alla problematica dei lavoratori dell’Istat, in particolare per quanto riguarda i rilevatori delle forze lavoro. Sono 320, attualmente co.co.co., e in questo momento senza nessun futuro. A gennaio non hanno più un contratto. Sono arrivate le agenzie di stampa e i TG delle 13 (pare) hanno trasmesso la notizia e le immagini.

Preoccupante uno degli stand della conferenza, dedicato alle ricerche low cost. E’ il nostro futuro?