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28.11.09

News - novembre 2009

Precari ISPRA
24/11: i precari ISPRA salgono sul tetto
la polizia interviene fra i precari
commenti politici
la notte sul tetto
sul tetto fino a una soluzione positiva
25/11: la prima notte sul tetto
una webcam sul tetto
si prepara la seconda notte sul tetto
26/11: i fantasmi dell'Ispra scaricati dallo Stato
i precari affrontano il terzo giorno sul tetto
Ancora sul tetto
27/11: primi risultati ma restiamo sul tetto
"vogliono denunciarci per la webcam"
un tavolo alla regione il 30 novembre
28/11 i precari attendono risposte

| il blog dei precari ispra | le foto | intervista rainews24 | segui in diretta con la webcam |

Lavoratori Agile (ex Eutelia)
2/11: serve un tavolo nazionale
4/11: occupata sede di Pregnana Milanese
5/11: assemblee permanenti negli stabilimenti di tutta Italia
No ai 237 licenziamenti
6/11: "Una messa per Agile"
7/11: il PD con i lavoratori
9/11: un incontro l'11 a Roma
10/11: blitz nella notte di una squadraccia al Tiburtino
il blitz dei bodyguard nella notte
Samuele Landi in questura
FIOM: il 17 sciopero e manifestazione a Roma
La società si dichiara estranea ai fatti
13/11: intervenga il governo
lavoratori occupano la sede di Padova
14/11: le ombre di Eutelia
14/11: in piazza la Cgil
"siamo più di 100mila"
in piazza per salvare Eutelia
17/11: Eutelia perde affare per 24 milioni
17/11: a Roma corteo Eutelia
urgente il congelamento del debito
la rabbia dei lavoratori invade Roma
Letta riceve i sindacati
assedio a Palazzo Chigi
Tra Rinaldini e Di Pietro, il sitin diventa assemblea
La vicenda Eutelia davanti a Palazzo Chigi
Tavolo convocato per il 27 novembre
23/11 all'Infedele i lavoratori Eutelia
24/11 la lotta va avanti colpo su colpo
spettacolo con i Tetes de Bois
Da Silvestri a Cristicchi il concerto per l'Eutelia
25/11 Eutelia guarda con fiducia al futuro
Eutelia: delibera conferimento ramo d'azienda
26/11: Eutelia in borsa -7,4%
Patria Socialista, RASH e Magazzini Popolari Casal Bertone occupano la sede del gruppo Barani
Giornalista minacciato, vado avanti
In piazza i dipendenti Eutelia
Vertice a Palazzo Chigi
Letta: azienda paghi stipendi e arretrati
Tremonti: commissariamento soluzione giusta
27/11: prosegue il sit in dei lavoratori a Palazzo Chigi
la notte dei lavoratori sotto Palazzo Chigi
Letta conferma l'impegno del governo
la rabbia dei lavoratori dalle piazze reali a quelle virtuali
Il governo si muove, ma i sindacati bocciano il piano
Sono il cattivo di Eutelia, ma le bugie le dice Santoro
Tremonti contro Eutelia, cattiva gestione

| coordinamento sindacale nazionale agile (ex eutelia) | AGILE workers |

Lavoratori Alcoa
3/11: disperazione sulla torre
Cappellacci: pronto a incontrare i lavoratori sul silos
Giovedì a Roma sit in dei sindaci del Sulcis
sit in a Cagliari
5/11 sit in dei sindaci a Roma
"Salvare l'industria del Sulcis"
Sindacati parzialmente soddisfatti
6/11 operai bloccano le strade
7/11 striscione allo stadio Sant'Elia
9/11 mercoledì nuovo sit in dei sindaci a Roma
10/11 malore a sessanta metri da terra
lavoratori bloccano l'attracco della nave Tirrenia
sesto giorno senza cibo
11/11 i lavoratori ALCOA a Palazzo Chigi
12/11 tavolo sull'energia, e Cappellacci sale sul silos
la decisione slitta dal 17 al 30 novembre
13/11 i lavoratori bloccano la SS130
14/11 i lavoratori ALCOA al corteo della Cgil
16/11 i lavoratori puntano a Palazzo Chigi
i sindacati uniti per il Sulcis
17/11 ALCOA premiata per la sostenibilità
18/11: scontri insulti e manganellate
video
Scajola incontra i vertici dell'azienda e i sindacati
Scajola: l'ALCOA non chiude
prima i manganelli, poi spiragli
19/11 FIOM: inaccettabile l'ottimismo del governo
arriva l'accordo, incognita per Vinyls
20/11 L'ALCOA sospende le attività a Fusina e Portovesme
L'ultimatum dell'azienda
Gli operai sequestrano dirigenti e stabilimenti
CGIL: non possiamo tollerare la chiusura dell'ALCOA
Operai sequestrano dirigenti: video choc
il vescovo di Iglesias: apprensione per la crisi
occupazione a oltranza
l'azienda si impegna a non intraprendere azioni per 15 giorni
Alcoa, il parassita (statale) che inquina
La crisi della multinazionale ALCOA
La Commissione Europea chiede 300 milioni all'ALCOA
Carabinieri: nessun sequestro di persona
21/11 tolto il blocco ai cancelli, resta il presidio
sit in a Roma il 26/11
Dopo 20 giorni gli operai scendono dal silos
Si allarga la protesta, assemblea degli operai
22/11 gli operai: lasceremo al buio l'intera Sardegna
23/11 blitz alla centrale ENEL
stop alla centrale ENEL nella notte
Agonia chiamata ALCOA
24/11 giovedì sciopero e manifestazione a Roma
corteo dei lavoratori in Regione
25/11 c'è Alcoa e Alcoa?
partono da Mestre i lavoratori Alcoa
in partenza 500 operai da Olbia
26/11 parte il corteo dei lavoratori ALCOA
scontri a Roma: ferito sindacalista
la questura: nessun poliziotto ha usato manganelli
tensione al corteo dei dipendeti ALCOA, c'è l'accordo
manganellate alla romana per l'ALCOA
questura: 3 agenti contusi
azienda disponibile a ritirare la CIG
ALCOA sospende la cassa integrazione
"ho ricevuto una manganellata alle spalle"
Roma: città chiusa per la rabbia del Sulcis
Alcoa: intesa per il futuro
27/11 assemblea a Marghera


Vinyls
27/11 Sospesa l'occupazione a Porto Torres

MTM-BRC
La fabbrica dei precari a Livorno

Università
Blitz alla CRUI
18/11: a Torino occupato il rettorato
L'Onda protesta anche di notte
19/11 protesta dei precari di lingue a Catania
20/11 il documento dell'assemblea nazionale
26/11 CRUI: a rischio stipendi

Scuola
2/11 sit in davanti alle sedi regionali RAI
La documentazione dell'occupazione del liceo di Ischia
11/11 occupato il Tasso a Roma
11/11 il "posto fisso day"
16/11 coordinamento precari: sciopero l'11 dicembre
17/11 studenti in piazza, tensioni a Milano
17/11 occupato il liceo Fracastoro a Verona
18/11 Decreto precari: ok del senato
19/11 occupato il Mamiani e flashmob a Roma
20/11 Torino. occupata sede del MIUR
23/11 sitin degli studenti al MIUR
23/11 ogni precario fa risparmiare allo stato 9mila euro
23/11 occupato il liceo Volta a Milano
26/11 duemila studenti in corteo a Roma in solidarietà col Mamiani occupato
27/11 il dramma dei precari della scuola diventa un calendario
28/11 Torino, corteo degli studenti

Pubblico impiego e enti locali
3/11 mobilitazione dei precari a Bologna
5/11 Proteste e tafferugli a Taranto
Protesta a Cagliari dei precari disabili della provincia
Calabria: protesta dei precari della regione
25/11 corteo dei precari a Palermo

Varie
l'agenda 2010 dei lavoratori INNSE

Diario delle aziende in crisi

Una mappa dell'Italia della crisi

Vale Rossi e la Yamaha che licenzia gli operai

Umbria. Prc e Sl: necessario reddito sociale

i precari della partita IVA

Giornalisti e precari: il futuro dell'informazione

il programma EXIT cerca precari

Posti di lavoro in palio al supermercato

4.2.08

Controlli antiabusi per 90mila contratti a progetto

Controlli antiabusi per 90mila contratti a progetto
di Francesca Barbieri

4 febbraio 2008

Insegnanti delle scuole private nel mirino degli ispettori del lavoro. «Non è da escludere - conferma Massimo Pianese, direttore generale per l'attività ispettiva del ministero del Lavoro - un intervento specifico sull'uso delle collaborazioni a progetto negli istituti privati, per accertare se l'attività è svolta nell'ambito di materie obbligatorie o facoltative».
E così un'altra categoria di lavoratori si dovrebbe aggiungere all'elenco individuato dalla circolare numero 4 emanata la scorsa settimana dal ministero del Lavoro: «Il Sole-24 Ore del lunedì» ha stimato circa 90mila contratti a progetto che interessano addetti alla distribuzione di bollette o alla consegna di giornali, riviste ed elenchi telefonici; autisti e autotrasportatori; baby sitter e badanti; addetti alle agenzie ippiche; baristi e camerieri; custodi e portieri. E, poi, commessi, estetiste e parrucchieri, facchini, istruttori di autoscuola, letturisti di contatori, addetti alle pulizie, manutentori. Per finire con muratori, piloti e assistenti di volo, braccianti agricoli e segreterie.
La nuova stretta sul lavoro a progetto (le verifiche partiranno a marzo) nasce dai risultati dell'attività ispettiva svolta negli ultimi anni. «Il quadro generale - sottolinea Pianese - dimostra un consistente ricorso al contratto a progetto anche in settori dove questa tipologia appare oggettivamente poco compatibile con il contesto di riferimento e l'attività delle figure professionali che si muovono al suo interno».
I settori in cui si è registrato, più che in altri, un uso improprio delle collaborazioni a progetto sono quelli individuati dalla circolare n. 4/2008. Le segretarie, per esempio, figurano al terzo posto della classifica «Collaborazioni per professione» elaborata da Italia lavoro, l'agenzia tecnica ministeriale, su dati Istat relativi al 2006: su 404.205 collaboratori complessivi (a progetto e coordinati e continuativi), il personale di segreteria ne "accoglie" circa 19mila, il 4,7% del totale.
Tra baristi e camerieri (insieme ai cuochi) si contano oltre 5.500 collaboratori. Anche se la Fipe, Federazione italiana pubblici esercizi, sottolinea che oggi «il co.co.pro non è una tipologia a cui si fa in genere ricorso per baristi e ristoratori: viene usata per vendite sperimentali dei prodotti del territorio, ma si tratta di un fenomeno molto limitato».
Un'altra attività con un discreto numero di lavoratori a progetto è quella degli addetti alle pulizie: più di 6mila che rappresentano però circa il 2% del totale della categoria. Anche in questo caso, per l'associazione di riferimento, la Fise-Anip, tutti i contratti stipulati nel settore delle pulizie sono a tempo indeterminato, con una prevalenza del part-time. Stesso ritornello per i piloti: l'Anpac – Associazione nazionale piloti aviazione commerciale – sottolinea che «per i piloti gli unici contratti in vigore sono quelli a tempo determinato o indeterminato. Nella nostra categoria non è previsto il co.co.pro».
E se secondo gli ultimi dati disponibili dell'Inps, nel 2007 il numero di posizioni aperte alla gestione separata è sceso di oltre 400mila unità (da 1.932.693 del 2006 a 1.515.530), il ministero del Lavoro ha avuto segnali diversi. «Abbiamo riscontri - dichiara Pianese - di un progressivo aumento dei rapporti di lavoro autonomo in forma coordinata e continuativa in settori, come l'edilizia, nei quali l'attività svolta in concreto presenta caratteristiche tali da risultare poco compatibile con questa tipologia contrattuale».
Interventi sui co.co.pro ce ne sono già comunque stati: da quello limitato ai call center al processo di stabilizzazione dettato dalla Finanziaria 2007, fino al progressivo aumento delle aliquote contributive previsto dal Protocollo sul Welfare. «Il rifiorire delle collaborazioni era tuttavia prevedibile - commenta Pianese –: il nuovo quadro sanzionatorio si è infatti incentrato sul fenomeno del lavoro nero e non su quello "grigio". Basti pensare alla maxi-sanzione prevista dal Dl 223/2006 o alla sospensione dell'attività imprenditoriale, che puniscono severamente l'impiego di lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria, lasciando, invece, indenne il datore di lavoro che ricorre a forme contrattuali del tutto incompatibili con l'attività lavorativa resa, nel concreto, dai propri collaboratori».
Ma cosa rischia un'azienda che ha fatto ricorso a contratti di collaborazione "non genuini"? «Finora – conclude Pianese – le imprese fuori regola sono state oggetto di sanzioni amministrative e di provvedimenti di recupero contributivo. Ciò che più importa è comunque aver ricondotto molti rapporti di lavoro nell'ambito della subordinazione e applicato così maggiori tutele per i lavoratori».

2.2.08

TAR Lazio: Precari in graduatoria senza piu' riserva

SCUOLA/ TAR LAZIO: PRECARI IN GRADUATORIA SENZA PIU' RISERVA
Posizioni 300.000 docenti da rivedere: a rischio migliaia nomine


Roma, 1 feb. (Apcom) - Le graduatorie dei docenti per il conferimento di contratti di lavoro a tempo indeterminato e a determinato devono essere rifatte: è questo il parere del Tar del Lazio che, con la sentenza 708, ha riconosciuto il diritto dei docenti abilitati con i corsi riservati a essere utilmente inseriti nelle graduatorie ad esaurimento, senza l'indicazione della riserva.

Il provvedimento riguarda la posizione di un numero altissimo di docenti: complessivamente i docenti abilitati inseriti nelle graduatorie ad esaurimento sono infatti quasi 300.0000. Di questi, circa 50 mila nei mesi scorsi hanno conseguito l'abilitazione e si sono visti concedere l'inclusione nelle graduatorie solo con riserva.

La sentenza del tribunale laziale potrebbe andare ora ad incidere sui destini di moltissimi insegnanti: se dovesse avere seguito potrebbero essere infatti riviste tutte le procedure di nomina sino ad oggi effettuate dagli uffici scolastici provinciali per l'anno scolastico 2007/08.

Un duro lavoro attenderebbe quindi gli Uffici scolastici provinciali di tutta Italia che a partire dallo scorso luglio hanno prodotto oltre 50.000 immissioni in ruolo e 120.000 contratti sino al termine dell'anno scolastico.

Soddisfatti i sindacati che hanno tutelato i docenti precari: "il tribunale ha accolto in pieno le richieste presentate da tutti quei docenti che avevano subito una evidente lesione dei loro diritti a causa del mancato riconoscimento del titolo conseguito - ha detto l'avvocato Domenico Naso - e le ha accettate in maniera inequivocabile, definendo l'impostazione adottata dall'amministrazione priva della dovuta base normativa, contraddittoria, irragionevole e lesiva del principio di buon andamento dell'azione amministrativa".

"ll decreto ministeriale 85/2005 - ha proseguito l'avvocato, che difende i docenti della Uil Scuola - aveva invece previsto norme precise in conformità alle pressanti esigenze connesse con la soluzione del problema del precariato. E le ha previste in piena consonanza con la tempistica relativa all'inserimento in graduatoria".

"Le successive note ministeriali che con questo ricorso abbiamo impugnato - ha chiarito ancora Naso - erano palesemente e arbitrariamente in contrasto con la traccia così chiaramente fissata dal decreto ministeriale 85".

15.6.07

Per gli insegnati precari nuovo regolamento "Iniquo e penalizzante"

ROMA
«Iniquo e penalizzante». Così i Cip, Comitati Insegnanti Precari, definiscono il regolamento sulle supplenze dei docenti contestando le novità introdotte dal ministero della Pubblica Istruzione. Pur apprezzando la volontà di semplificare le modalità e i tempi per l’assegnazione delle nomine, spiega in una nota il Cip, si contesta sia la diminuzione del numero di istituti nei quali è possibile presentare le domande sia l’indicazione ai presidi di attribuire le ore disponibili al personale di ruolo.

Se l’informatizzazione del sistema e le apposite graduatorie per le supplenze brevi, finalmente, contribuiscono alla rapidità nel reperimento dei supplenti e alla trasparenza delle nomine, la contrazione del numero degli istituti (da 30 a 20) vanifica ogni beneficio, con grave pregiudizio per alunni e insegnanti precari. «L’attribuzione degli spezzoni fino a 6 ore, concesse come straordinario, ai docenti in ruolo a danno dei precari - afferma Gianfranco Pignatelli, presidente nazionale dei Cip - segna un’inaccettabile retromarcia rispetto ai provvedimenti varati solo un anno fa e dimostra, ancora una volta, con quanta contraddittorietà, approssimazione e stoltezza si governi la nostra scuola».

È noto a tutti, infatti, prosegue la nota «che un tale provvedimento, prima ancora di essere punitivo nei confronti dei diritti legittimi dei precari, costituisce un sensibile aggravio per la finanza pubblica, incentiva il cannibalismo professionale nella scuola ed incrementa il nepotismo col quale i dirigenti scolastici, spesso, gestiscono privatisticamente incarichi e risorse».

I Cip, inoltre, denunciano l’inqualificabile destrezza con la quale il ministero ha ritardato ad arte il varo del regolamento, a dimostrazione di quanto sia impresentabile. «Ne chiediamo - conclude Pignatelli - l’immediata modifica perchè manifestamente iniquo, illogico, dispendioso e inutilmente penalizzante per i precari e per la qualità del servizio da loro garantita alla scuola pubblica».

Scuola, nell'ultimo anno 54mila insegnanti in più senza cattedra

Più alunni e più classi, sono quindi aumentati i docenti, ma il tutto a “vantaggio” del precariato

Roma (GiPe) - Dal dossier di Legambiente “Scuola Pubblica: cambio di passo?” emerge in tutte le sfumature lo stato di crisi del sistema scolastico italiano. Situazione sempre più grave di anno in anno. È cambiato il Governo, ma non lo stato della scuola italiana. Crisi che è facilmente leggibile nel dato relativo al precariato: nell’ultimo anno i “senza cattedra” sono aumentati di 54mila unità arrivando a 156.568, ben il 18,3% del totale, il livello più alto di precarietà mai raggiunto. Questa esplosione è stata determinata dall’aumento generalizzato degli alunni, particolarmente significativo nella scuola superiore, più di 140mila: dal 2001 si sono iscritti a scuola 127.994 alunni in più, l’equivalente di 3.694 classi. Si è venuta così a creare una situazione paradossale: sono aumentati gli alunni e le classi, sono quindi aumentati i docenti, ma il tutto a “vantaggio” del precariato.
La scuola è oggi dunque più precaria. Infatti dal 2001 al 2005 gli insegnanti di ruolo sono diminuiti di 46.528 unità, l’incremento di 10.701 unità nell’ultimo anno non inverte la tendenza. L’incremento della precarietà vuol dire non poter garantire alcuna continuità nel percorso formativo e, ciò che è più grave, è che questo avviene in due settori particolarmente delicati del sistema scolastico italiano. La maggioranza dei docenti “a tempo determinato” si trova infatti negli istituti professionali (42,72%), anello debole del nostro sistema scolastico con un altissimo tasso di abbandono, o è impiegata nel sostegno, dove i precari hanno raggiunto il 50% del totale degli insegnanti impiegati in questa funzione.
Il primo paradosso, per cui l’aumento di posti di lavoro determinato dall’aumento del numero di alunni ha determinato una inedita precarizzazione della categoria, è accompagnato da un altro paradosso: aumentano alunni e docenti ma diminuiscono le risorse finanziarie per l’offerta formativa.
«Oltre all’esplosione del precariato, assistiamo a una sempre più significativa riduzione dei finanziamenti - spiega Vittorio Cogliati Dezza, responsabile nazionale di Legambiente Scuola e Formazione, nel commentare i dati del dossier -; i tagli sono oggi ancor più “pesanti” perché la crescita degli alunni è determinata in gran parte dai ragazzi di origine straniera (nell’ultimo anno più di 430mila, pari a quasi il 5% della popolazione studentesca) che, proprio per le difficoltà linguistiche e le differenze culturali, avrebbero bisogno di una scuola ricca di più funzioni, prima fra tutte quella del mediatore linguistico e culturale».
I tagli per l’arricchimento del Piano dell’offerta formativa sono stati del 22% rispetto allo scorso anno, e raggiungo più del 50% rispetto al 2001.
«La scuola è ancora affrontata come un costo – sostiene ancora Cogliati Dezza -. Ma ciò che è più grave è che nelle scuole italiane si respira sempre la stessa aria di sfiducia, sia tra gli insegnanti che tra gli studenti, sempre più demotivati. Nonostante alcune innovazioni molto importanti, come l’innalzamento dell’obbligo scolastico a 16 anni, il rilancio dell’istruzione tecnica e professionale, la riforma dell’esame di stato e l’avvio del riesame delle Indicazioni nazionali piuttosto che la ripresa degli investimenti nell’edilizia, nella vita quotidiana della scuola non si registrano effetti tangibili. La scuola non se n’è accorta».
In calo anche gli investimenti nell’Educazione per gli adulti (in controtendenza con quanto deciso a Lisbona nel 2000) solo lievemente compensati da una piccola crescita dei corsi presso i Centri territoriali permanenti. Come pure si è ridotto l’investimento per la formazione degli insegnanti, che scende del 60% rispetto al 2001 e del 34,49% rispetto all’altr’anno. Del tutto azzerati, come ormai succede dal 2003, i finanziamenti per le nuove tecnologie nelle scuole.
Unico, consolante, dato in controtendenza - secondoLegambiente -: nella Finanziaria 2007 tornano gli investimenti nell’edilizia scolastica, con decreti che dispongono incentivi per l’installazione del solare fotovoltaico nelle scuole.

15.5.07

La mia vita da insegnante precaria storica»

Ho cinquant’anni, sono insegnante di Scuola Primaria e precaria da circa … venti anni. Sono una precaria storica. Ho conseguito la prima delle tre Abilitazioni che possiedo nel lontano 1982. Le altre abilitazioni le ho ottenute dopo e sempre con le stesse modalità: concorsi pubblici con qualche centinaio di posti per migliaia di partecipanti. Naturalmente facevo parte di quelle migliaia che non risultavano vincitori. D’altronde i testi che presentavo per gli esami orali erano quelli che studiavo all’università forse non sempre conosciuti da tutti i membri delle commissioni magari gli stessi che non apprezzavano i testi di M.Lodi. Non ho certo migliorato la mia situazione accettando di farmi preparare da alcun Dirigente scolastico. Diversi anni fa ho conseguito la laurea in Lettere Moderne con tesi in Didattica. Una Laurea "vera" valutata 3 miseri punti, ovvero come un corso Forcom conseguito per via telematica e ottenuto anche con sole 500.000 lire. Non credo che avessimo bisogno di questa ulteriore vergogna! Non sono mancate le gratificazioni, tanta stima e affetto; alunni che mi hanno voluta bene e che mi hanno scritto lettere che augurerei a tutti di avere conservate nei cassetti.

Da diversi anni sono un’incaricata del CSA di Catania e quantomeno posso lavorare con contratti a termine ma cambiando ogni anno scuola, classe, colleghi; senza percepire stipendio nei mesi estivi e nessun scatto di stipendio. Come sempre alla fine dell’anno si prevedeva che non sarei potuta ritornare dai "miei bambini". Questa volta le preghierine dei miei 18 alunni hanno fatto il " miracolo".

Questo nuovo anno scolastico così mi vede nella stessa classe con degli alunni che hanno rischiato e purtroppo rischieranno di avere un forte distacco affettivo e una discontinuità metodologica. Non si sapranno dare una spiegazione ma ciò inciderà negativamente nella loro vita scolastica. Forse per loro sarà l’inizio di una mancanza di fiducia nelle istituzioni e forse di un più grave disagio giovanile. Speravo che il nuovo governo rivolgesse più attenzione al mondo della scuola e soprattutto al bene dei bambini per realizzare una società migliore che inizia proprio dal bambino. Signor ministro. Purtroppo la Sua scuola e la Mia sono ben lontane da modelli ideali e questo anche a causa di come viene reclutato e maltrattato il corpo insegnante e più che mai i docenti precari. In passato, così come oggi, potevo ottenere l’immissione immediata in ruolo tramite l’inserimento nelle graduatorie del nord. Sono, però, anche una mamma, una figlia, una moglie, una donna quindi che ha dei doveri. Oggi ho davanti a me il modello di domanda dell’aggiornamento alla Graduatoria Permanente. Sembrerebbe la solita domanda invece non è così !. Fra due anni io, come tanti altri docenti ,sarò ancora precaria. Infatti le assunzioni dalla Graduatoria permanente previste ,da fonti qualificate, a Catania per la Scuola Primaria, nonostante i titoloni sui giornali che annunciano tantissime nuovi assunzioni, vanno al di sotto del centinaio .Pertanto si seguirà la media delle assunzioni annue come nel passato. Inoltre, con le innovazioni introdotte nel provvedimento a seguito dell’emanazione della legge n. 296/06 e della sentenza n. 11/07, si consentirà, per l’ultima volta, di trasferire la propria posizione in altra provincia al prezzo però di essere di essere messi in coda in graduatoria. Anche potendo non ci sarà più permesso di fare i siciliani emigranti.

Io docente precaria della scuola italiana non ho e non avrò la possibilità di avere alcun trasferimento. Non ho il diritto di organizzare la mia vita come desidero. Non ho diritto alla continuità didattica. Non ho diritto allo stipendio estivo. Non ho il diritto di sapere cosa ne sarà di me! Mi si potrà rispondere che con tale intervento si è solo voluta bloccare una politica che ha visto troppe precarie del Sud emigrare e poi fare un figlio per starsene a casa e per poi avere l’assegnazione provvisoria (a cosa non siamo state costrette !). Ma allora, potrei sapere perché rimangono separate le graduatorie delle scuole con quelle dell’immissione in ruolo? Io una mia idea ce l’avrei. Sono convinta che le scuole del Nord non vivrebbero senza la manovalanza delle povere emigranti del Sud, così snellendo le graduatorie del Sud e gonfiando quelle scarne o del tutto esaurite del nord si sosterranno le scuole del Nord e gli si eviterà di cercare le supplenti disperatamente. Ma questa sarà una soluzione per i 4000(circa) docenti precari della Scuola Primaria della provincia di Catania?

Quale futuro per i precari che al SUD rimarranno nella graduatoria permanente? (Perché al Nord le graduatorie saranno esaurite visto che in molte città già lo sono). Quale futuro per i giovani precari che stanno investendo energie, risorse e speranze in questo ambito lavorativo? Quale futuro per le famiglie del Sud dove c’è un genitore docente precario (e ce ne sono proprio tanti) che può entrare di ruolo solo Padova, Venezia, Biella, etc? (Non mi pare si stia lavorando per la famiglia e poi si litiga in Parlamento per i DICO !)

Lo chiedo al ministro, perché l’ho eletto e non posso e non voglio aspettare un altro Ministro che per scelta politica non mi rappresenti. Penso che sia legittimo chiedere di fare chiarezza al più presto sulle nuove o "non" modalità di assunzione dei precari o meglio di coloro che hanno investito tanti anni della loro vita al servizio dello Stato e che non hanno avuto modo di oziare né in classe e né durante le vacanze estive (non pagate e sempre in attesa di comunicati stampa che annuncino novità, incarichi, nuovi corsi abilitanti, ecc.).

CARMELA COCO

(da www.lasicilia.it)

Scuola: sitin di protesta contro i tagli al personale ATA




Previsto un taglio di oltre 100 unità del personale ausiliario tecnico amministrativo, mentre cresce il numero degli studenti. Protesta di fronte all’Ufficio scolastico regionale

Sit-in di protesta contro il taglio del personale Ata nelle scuole toscane: ad annunciarlo, per il prossimo 16 maggio alle 10 di fronte all’Ufficio scolastico regionale (in via Mannelli 113 a Firenze), le segreterie regionale di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal Gilda e Unams.

Le organizzazioni sindacali denunciano la gravità della situazione nelle istituzioni scolastiche della regione: a fronte di un aumento di circa 6 mila studenti per l’anno scolastico 2007/2008 e di superiori richieste da parte delle scuole, infatti, l’organico del personale ausiliario tecnico amministrativo viene tagliato di 111 unità. Una riduzione, dicono i sindacati, che va ad aggravare lo stato dell’organico del personale Ata, già pesantemente ridotto nei passati anni scolastici; e che graverà essenzialmente sui profili del personale amministrativo e di quello tecnico, mettendo in seria difficoltà la funzionalità amministrativa e didattica delle scuole.

I sindacati segnalano poi la “grave situazione di alcune province dove, particolarmente per gli assistenti tecnici si produrrà una decurtazione del 20% dell’organico. Tale situazione produrrà pesanti ripercussioni con situazioni di sovrannumerarietà e mancata attribuzione di supplenza annuale ai lavoratori precari”.

Alla Direzione scolastica regionale della Toscana i sindacati chiedono che “rappresenti formalmente tale situazione presso il Ministero della Pubblica istruzione e contestualmente richieda risorse aggiuntive da attribuirsi nell’organico di diritto”. Intanto le organizzazioni sindacali “metteranno in campo fin da subito tutte le necessarie iniziative di mobilitazione del personale”, a cominciare dal sit-in di protesta di domani.

(15/05/2007)

24.4.07

Scuola,Assunzioni, 150 mila non bastano.

Rapporto del ministero dell'istruzione: pochi i prof di matematica.

I precari in attesa di un posto fisso sono almeno 237 mila

da Italia Oggi del 24/4/2007

Le immissioni in ruolo programmate dal governo nel prossimo triennio non basteranno a dare un lavoro stabile a tutti i docenti precari abilitati. È quanto si evince confrontando i dati previsionali delle immissioni in ruolo con quelli delle graduatorie permanenti aggiornati al 19 ottobre 2006. Stando a quanto previsto nella Finanziaria di quest'anno, nel prossimo triennio dovrebbero essere disposte 150 mila immissioni in ruolo. Troppo poche se si pensa che nelle graduatorie permanenti attualmente in vigore ci sono non meno di 237 mila precari. E che, a partire dal prossimo anno, se ne aggiungeranno almeno altri 100 mila. I dati sul precariato sono contenuti in un rapporto elaborato dal ministero della pubblica istruzione, denominato Osservatorio sulle graduatorie permanenti 2006, pubblicato sul sito.

In realtà i soggetti inseriti nelle graduatorie permanenti sono esattamente 444.852, ma gli aspiranti in condizioni di effettivo precariato sono 237 mila. La differenza è costituita generalmente da docenti di ruolo, che hanno scelto di rimanere inclusi, sperando in una possibilità in più per la mobilità. Specialmente per quanto riguarda eventuali passaggi di cattedra e di ruolo. Oppure per la mobilità interprovinciale, che è preclusa per 3 anni ai neoimmessi in ruolo. Un altro dato importante è costituito dall'elevato tasso di specializzazione: il 60% dei candidati ha conseguito l'abilitazione tramite il superamento di un concorso per titoli ed esami. E si fa via via più consistente la percentuale dei titolari di laurea specialistica in scienze della formazione primaria fra gli aspiranti all'insegnamento nella scuola dell'infanzia e primaria (tra gli iscritti 2005 è rispettivamente del 24,3% e del 40,9%). Cresce anche la quota dei diplomati presso le scuole di specializzazione all'insegnamento secondario (Ssis) nelle graduatorie per la scuola secondaria, pari al 27,5% degli iscritti alle graduatorie per la scuola media, e al 26,6% degli iscritti alle graduatorie per la scuola superiore.

Ma è anche vero che, ad oggi, le scuole di specializzazione all'insegnamento secondario costituiscono l'unico percorso ordinario per conseguire l'abilitazione. E il numero delle sanatorie è diminuito rispetto al passato. Nel rapporto emerge anche nel Mezzogiorno c'è il numero più alto di precari: il 46,8% del totale nazionale. Pochi i docenti di matematica: una presenza percentuale del solo 10,8%, sempre per la secondaria di primo grado, degli aspiranti all'area della matematica (a fronte di un 17% dell'organico). Anche nella secondaria di secondo grado ci sono percentuali analoghe, con indice molto basso di aspiranti agli insegnamenti di matematica, fisica, informatica, discipline tecnologiche.

La CUB Scuola organizza i ricorsi dei precari e delle precarie contro il mancato pagamento

Se un insegnante, a fronte del rendimento insufficiente di alcuni alunni, decidesse di punire tutta la classe vi sarebbe, per ottime ragioni, una rivolta degli studenti e dei genitori. In situazioni decisamente più gravi sembra non valere lo stesso criterio. Infatti, a fronte del non pagamento delle spettanze dovute a decine di migliaia di insegnanti precari che hanno coperto supplenze brevi, Tommaso Padoa-Schioppa, Ministro dell'economia e delle finanze, in occasione del “question time” durante la seduta della Camera del 18 marzo 2007 afferma serenamente che:
“per quanto riguarda le spese per supplenze brevi....le stesse sono state fissate dalla legge in 565 milioni di euro, a decorrere dall'anno 2006. Questo importo è stato ridotto di 25 milioni, a decorrere dal corrente anno, in applicazione della legge finanziaria per il 2007, che prevede l'obiettivo di ricondurre gli scostamenti più significativi delle assenze ai valori medi nazionali”.
In altri termini, se in una regione o in una scuola ci sono “scostamenti” dai “valori medi nazionali” si penalizzano tutti con buona pace dei diritti dei colleghi precari temporanei.
D'altro canto il Ministro insiste in maniera quantomeno singolare e dice ”Ci sono buone ragioni per avere dubbi sulla validità di questi scostamenti e ritenere, quindi, che un migliore controllo possa ridurre quelle assenze”.

A questo punto siamo di fronte ad un'attitudine surreale, “ci sono buone ragioni”, infatti, vuol dire tutto e nulla. Se l'amministrazione ha ragione di ritenere che vi sono dirigenti scolastici che assumono dei precari quando non ve n'è necessità è suo diritto e dovere sanzionarli. In ogni caso non si capisce, a meno di non spiegare questa scelta con la tradizionale abitudine di colpire i più deboli, cosa c'entri il diritto del personale della scuola a vedersi retribuito nei tempi normali il lavoro svolto.

La CUB Scuola sta organizzando i ricorsi dei precari e delle precarie contro il mancato pagamento e porrà la questione dei diritti dei precari come centrale nella vertenza per il contratto.
Crediamo infatti evidente che ad eguale lavoro si debba riconoscere eguale trattamento economico e normativo.
Se l'amministrazione non provvederà a breve a risolvere questa emergenza il sindacalismo di base organizzerà nuove forme di lotta sino allo sciopero degli scrutini.

Per la CUB Scuola
Il Coordinatore Nazionale
Cosimo Scarinzi

Storia della professoressa Sofia, precaria dal punteggio precario

di Laura Eduati

Se l'unico cruccio dei supplenti fosse la precarietà, dormirebbero sonni tranquilli. A guastare la vita degli insegnanti senza cattedra intervengono convocazioni a sorpresa, master inutili, graduatorie scivolose e levatacce.

Sofia Bartali, romana di 33 anni, ha appena finito di leggere. La classe fa la ola quando spiego , la raccolta delle note date a studenti che in classe scardinano le porte, mettono le fette di salame nei registri o si assentano per tagliarsi i capelli.
Sofia è supplente di lettere e latino nei licei e negli istituti magistrali, ma ammette di non aver mai avuto problemi gravi di disciplina. A parte il sequestro dei telefonini: «Li ho vietati ben prima della circolare di Fioroni. E se li vogliono indietro, devono venire accompagnati dai genitori». A Sofia piace il suo lavoro: «Ho sempre desiderato insegnare. Quando entro in classe mi concentro sulla lezione e dimentico tutta la fatica». Doppia fatica: da professoressa e da precaria. Aggravata dall'ansia per il punteggio, quei dannati numeri che ti permettono di salire in graduatoria e di sperare che l'anno prossimo ti andrà meglio. Ma non basta accettare cattedre a 250 chilometri di distanza, alzarsi alle 5 del mattino e frequentare master inutili dal punto di vista didattico: a complicare la vita ci si mette il ministero della Pubblica Istruzione. Basta che la Moratti (ieri) e Fioroni (oggi) si sveglino e cambino il metodo di calcolo e all'improvviso il punteggio di quella cattedra che avevi rifiutato raddoppia. Oppure quel master che consideravi superfluo diventa magicamente fondamentale per la carriera. E' successo anche a Sofia.
La prima vera esperienza di insegnamento capita a Solano, un paesino di 700 anime nel grossetano. «Dovevo coprire una maternità. Non mi fecero un unico contratto ma mi assumevano e mi licenziavano di volta in volta stando attenti a non includere le festività come il Natale e il primo maggio, naturalmente per non pagarmi le ferie».
L'anno dopo è il 2003 e la professoressa Bartali prende in affitto una casa a Castel Del Piano (Grosseto) perché è lì che ha preso servizio da settembre. Ma solo per due mesi. Il resto dell'anno scolastico prosegue a Grosseto città, una cattedra di 9 ore che poco dopo si riducono a 4 settimanali, ognuna in un giorno diverso. Stipendio: 300 euro. «Accetti perché devi acquisire punteggio» dice Sofia. La casa di Castel Del Piano non è cara ma comunque costa, «così mia madre mi mandava ogni mese dei soldi per pagare le bollette». Non è la prima volta che succede. Sofia si è laureata a 25 anni alla Sapienza di Roma ed è stata una delle prime sissine d'Italia. I sissini, termine che i precari storici ormai utilizzano con disprezzo, si chiamano così perché hanno frequentato la Ssis, la scuola di specializzazione per insegnanti delle secondarie. Istituita nel 1999 su base regionale, la Ssis sostituisce il vecchio concorso per insegnanti: dura due anni di frequenza obbligatoria e sfibrante, e al termine si acquisisce un punteggio che serve per l'iscrizione in graduatoria. «Non so in quale altro mestiere bisogna pagare un corso di specializzazione obbligatorio», si chiede Sofia. I medici e gli avvocati, ad esempio, non vengono pagati durante il tirocinio, ma nemmeno devono sborsare denaro. Alla famiglia di Sofia la Ssis è costata cinque milioni di lire. Senza contare l'appartamento a Venezia, i viaggi per tornare a Roma e il materiale didattico.
Torniamo a Grosseto: una scuola di Arcidosso, paesino confinante con Castel del Piano, cerca un'insegnante di sostegno. Sofia rifiuta. Poi scopre che Arcidosso è incluso nella lista dei paesi di montagna, dove insegnare vale il doppio del punteggio.
Il 2004 scoppia la rivoluzione dei punteggi. La ministra Moratti stabilisce che frequentare un corso di didattica vale 2 punti. A quel punto i precari si iscrivono in massa per non scivolare nella graduatoria. Nella bolgia di università che offrono corsi di specializzazione a caro prezzo, Sofia e altre colleghe decidono di puntare sulla For.com, istituto privato riconosciuto dal ministero: «800 euro per una farsa. Il corso è on-line, progettato male e povero di contenuti. All'esame finale puoi facilmente copiare, nessuno controlla». L'angoscia dei precari alimenta il mercato dei corsi costosi e male organizzati. Inutilmente: se tutti seguono lo stesso master, alla fine tutti saranno saliti del medesimo punteggio e la graduatoria rimane uguale.
Tornata a Roma nel 2004, la prof Bartali viene chiamata per una nuova supplenza a Grosseto: due volte la settimana si sveglia alle 5 meno un quarto, macina 250 chilometri in treno, fa lezione, torna a casa, prepara i compiti e corregge le verifiche.
Meglio a settembre dell'anno dopo: cattedra annuale in un liceo scientifico di Ladispoli, cittadina a 40 chilometri da Roma. Sveglia alle 5, cambio a Trastevere e via col treno. «Negli scompartimenti salivano soltanto insegnanti precari destinati alle scuole della provincia, dove c'è un turn over pazzesco di supplenti». A detrimento degli alunni, che ogni sei mesi cambiano professore e la continuità didattica va a farsi benedire.
Oggi Sofia insegna in un liceo scientifico di Centocelle, a Roma. Il contratto scade il 30 giugno, non sarà pagata quest'estate. Non può nemmeno organizzarsi una vacanza, perché le convocazioni per il prossimo anno scolastico capitano all'improvviso e danno un preavviso di pochi giorni. «Come fai a vivere se fino al 31 agosto non sai dove sarai il 1 settembre? Come fai a prendere un affitto una casa, se non sai dove ti destineranno?».


da Liberazione 18 aprile 2007

16.4.07

Precari: 60.000 immissioni in ruolo dal 1° settembre 2007

Il ministro dell'Economia Padoa Schioppa ha sottoscritto il decreto che autorizza la nomina di 50.000 docenti e 10.000 unità di personale Ata in attuazione delle disposizioni della legge Finanziaria per il 2007.
Dopo la richiesta del ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni, a sua volta sollecitato dai sindacati anche nell’incontro con il Governo del 6 aprile scorso quando è stato siglato l’accordo sui contratti del pubblico impiego, Padoa Schioppa ha sottoscritto il decreto interministeriale relativo alle nomine in ruolo del comparto scuola in attuazione delle disposizioni della legge Finanziaria per il 2007.
A decorrere dal 1° settembre 2007 saranno 50.000 le immissioni in ruolo per il personale docente (un terzo di quanto indicato nella Finanziaria per il triennio) e 10.000 quelle per il personale Ata.
10/04/2007

3.4.07

Scuola: petizione per 80mila assunzioni

Per la sollecita attivazione delle 80.000 immissioni in ruolo previste per l'anno scolastico 2007/08

Al Parlamento, al Governo, con particolare riferimento ai Ministri Fioroni e Padoa Schioppa

L'ultima Legge Finanziaria prevede un piano di assunzioni di 150.000 insegnanti e di 20.000 lavoratori ATA.
Considerato, peraltro, il numero altissimo di pensionamenti previsto per il prossimo anno scolastico - che libereranno cattedre che vanno ad aggiungersi al grande numero di posti vacanti già disponibili nell'anno scolastico in corso - riteniamo incredibile che, a tutt'oggi, non vi siano ancora certezze sulle immissioni in ruolo!
Va, altresì, rimarcato che il numero di assunzioni previsto per il personale ATA è assai esiguo.
Queste circostanze figurano tra le motivazioni per le quali le organizzazioni sindacali hanno dichiarato lo stato di agitazione e hanno indetto uno sciopero tra le cui rivendicazioni figura l'assunzione degli oltre 200.000 docenti e dei tantissimi lavoratori ATA attualmente in servizio a tempo determinato.
Il programma dell'Unione è chiarissimo nel prevedere la stabilizzazione del personale precario della scuola. Lo stesso Ministro Fioroni e il Viceministro Bastico hanno ripetutamente manifestato rassicurazioni in tal senso, rassicurazioni cui, oggi, senza indugiare oltre, occorre dare seguito.
Retrocedere da questi impegni rappresenterebbe un atto di grave irresponsabilità politica che minerebbe, in maniera irreparabile, la fiducia che i precari della scuola hanno massicciamente profuso nelle forze che sostengono questa maggioranza. Per tali motivi chiediamo:

* che venga dato subito corso alle procedure che portano alla realizzazione delle 80.000 immissioni in ruolo annunciate per il prossimo anno scolastico;
* che venga aumentato il contingente di assunzioni previsto per il personale ATA.

Riteniamo che questo Governo, per la sua natura e per le forze politiche che lo sostengono possa e debba dimostrare l'attenzione e la sensibilità dovute alle legittime aspettative e agli inalienabili diritti dei dipendenti dello Stato.
Pertanto, fiduciosamente, attendiamo positive risposte in merito dalle SS.LL.

22.3.07

E il prof a giornata aspetta in stazione

22/3/2007 - REPORTAGE

Precari: la corsa per le supplenze da una lezione
ROSARIA TALARICO
Partono un bel po’ prima delle cinque dalla provincia di Napoli o di Avellino. Salgono sul pullman della speranza e arrivano a Roma, stazione degli autobus Tiburtina, oltre due ore dopo. La speranza è quella di guadagnarsi anche oggi una supplenza.

Sull’autobus degli insegnanti precari e pendolari forzati si conoscono tutti. Una familiarità da compagni di viaggio con cui si dividono gli sbadigli e il freddo delle albe invernali. Tra loro c’è chi non sa neanche dove gli toccherà insegnare. Aspettano una chiamata dalla scuola. Se non arriva si torna a casa. Ma di solito, per fortuna, a telefonare sono anche più istituti contemporaneamente. Camminando a passo svelto verso la fermata dell’autobus che la porterà alla scuola elementare di viale Adriatico, zona Nomentana, Carmela (Carmelina) Monda racconta che «di noi non parla nessuno. Siamo pure più sfortunati, quelli di Caserta intervistati da Ballarò hanno la comodità del treno. Si possono svegliare un’ora dopo».

Quelli di Caserta: ovvero altri insegnanti precari che, incastrati nelle graduatorie gonfie e immobili della provincia di Napoli, migrano verso Roma in cerca di supplenze brevi: anche solo un giorno. Così, il treno che arriva a Termini alle 7.45 lo chiamano «il vagone del Provveditorato». Partenza alle cinque, sperando che durante il viaggio il preside di qualche scuola, sprovvisto di un docente, alzi il telefono per convocare un supplente d’emergenza. Al secondo piano della stazione Termini c’è un bar self service, a quell’ora è chiuso. Le sedie e i tavolini vuoti accolgono maestre col cellulare tra le mani e la batteria carica. «A Tiburtina andiamo al Cristal Bar - continua Carmelina -, e se la chiamata arriva entro le 8 bene, è per la mattina. Se arriva più tardi bisogna far passare il tempo fino al turno del pomeriggio».

Per poi piovere in classi ostili, dove «se un professore è violento lo licenziano in tronco - osserva Carmelina -. Gli studenti violenti, però non li licenzia nessuno. In classe ci arrivano le sedie sulla schiena...». Carmelina ha due figli di 13 e 19 anni, e alle spalle già un anno di viaggi a Roma per le supplenze brevissime saltando da un’aula all’altra, da un autobus all’altro. «Quest’anno invece sono fortunata: insegno dal 21 novembre fino all’8 giugno, e sempre nella stessa scuola». Non c’è imbarazzo a parlare di fortuna con un lavoro da 1.100 euro al mese (ci sono 300 euro di abbonamenti tra pullman e metropolitana) che la fa rientrare a casa tra le sei e le nove di sera con la cena ancora da preparare. «Che fine faremo noi precari?» si chiede l’ insegnante, mentre l’arrivo dell’autobus mette fine alla conversazione. La domanda, annotata sul taccuino, galleggia tra cifre sconfortanti: sono 180mila i precari a livello nazionale.

I pendolari dalla Campania al Lazio riproducono gli spostamenti storici di insegnanti che dal Sud vanno a lavorare al Nord. Un esodo destinato ad aumentare con la stabilizzazione prevista dalla Finanziaria di 150mila insegnanti. «Questo è un periodo di vacche grasse per i precari» afferma sorprendentemente Gianfranco Pignatelli, presidente nazionale del Cip (il Comitato insegnanti precari, associazione riconosciuta dal ministero dell’Istruzione che esiste da dieci anni). Presto svelato il motivo del tono trionfale: «Dopo la sfacchinata degli scrutini - spiega Pignatelli - molti titolari di cattedra si prendono un periodo di riposo». Per i precari si tratta invece di fare gli straordinari. I peggiori sono gli insegnanti che si mettono in congedo prima degli scrutini, abbandonando il compito vitale della valutazione degli studenti a un supplente che neanche li conosce e si sobbarca la fatica di riunioni e consigli. Sul pullman, di ritorno a casa, quando la frenesia della mattina lascia il posto alla stanchezza e c’è il tempo per raccontare meglio la propria inesorabile quotidianità. Francesco (Franco) Melissa ha 50 anni e parte da Baiano, provincia di Avellino, alle 4.40 di mattina. Ha moglie e tre figli. Fino al 2001 era disoccupato. Ora è collaboratore scolastico, fa il bidello in una scuola dalle parti di piazza Fiume. Rientra nelle categorie protette perché è orfano di guerra. Da quattro anni fa avanti e indietro ogni giorno per mettere insieme poco più di 900 euro al mese.

Marietta Squillante è di Civitile, provincia di Napoli: insegnante di sostegno alle superiori. Anche a lei quest’anno è andata tutto sommato bene. «Ho una supplenza annuale a Tivoli. Prima insegnavo nelle scuole private vicino casa, poi mi sono sposata e ho avuto una bambina. Sono in graduatoria a Napoli, ma lì non arrivano mai a chiamarmi. Così ho fatto la scelta di viaggiare, anche se mia figlia sente la mancanza della mamma».

C’è anche un servizio di aiuto notturno: per chi è costretto a restare a Roma fino a tardi - magari un collegio dei docenti va per le lunghe - si mette in moto la rete di solidarietà degli alloggi di fortuna a casa di colleghi, parenti e amici. Basta un posto per stendersi, e d’altronde tutto va bene pur di non pagare il conto di una stanza e intaccare lo stipendio. «La stabilizzazione per molti, sarà l’ultimo treno» conclude Pignatelli, 25 anni di vita da precario. «Non sai da quale stazione passerà, ma non hai nessuna intenzione di perderlo». Di certo agli insegnanti-pendolari l’allenamento non manca: anche questi, che fanno pratica con gli autobus.

(La Stampa on line)

17.3.07

Docenti precari di strumento musicale

Nei giorni scorsi, Flc Cgil, Cisl-Scuola, Uil-Scuola e Snals-Confsal hanno rinnovato al Ministero della Pubblica Istruzione la richiesta di un incontro specifico per affrontare il problema dei docenti precari di strumento musicale che non hanno l’opportunità di conseguire l'abilitazione.
I sindacati evidenziano che “questi docenti hanno subito una grave discriminazione, in quanto, per la loro classe di concorso A077, non sono mai stati definiti i titoli d’accesso e pertanto non si sono mai avviate regolari procedure di abilitazione (Ssis prima e Cobaslid poi)”. Quindi, i docenti di strumento musicale, pur avendo maturato i 360 giorni di servizio, non hanno alcuna opportunità di conseguire l'abilitazione e di conseguenza di inserirsi nelle graduatorie ad esaurimento.
In un documento a firma dei segretari Enrico Panini, Francesco Scrima, Massimo Di Menna, Marco Paolo Nigi si rileva che “la questione riveste carattere d’urgenza in considerazione dell’imminente apertura dei termini per l’inserimento nelle graduatorie, che in base alla legge finanziaria dovrebbe costituire l’ultima opportunità per l’accesso ai ruoli”.
Il comunicato prosegue ricordando le opportunità di abilitazione conseguenti a provvedimenti legislativi (da ultimo la legge n. 143/04) che, a sanatoria, hanno individuato specifiche categorie di aventi titolo a partecipare a percorsi abilitanti speciali (D.M. n. 100).
"A questo personale in sostanza non è mai stata offerta alcuna opportunità di abilitazione - sottolinea il comunicato - ed ora rischia di essere escluso per sempre dalla possibilità di consolidare il proprio rapporto di lavoro, a fronte tra l’altro di una consistente disponibilità di posti su cui ha lavorato finora”.
Infine, Flc Cgil, Cisl-Scuola, Uil-Scuola e Snals-Confsal concludono ribadendo la necessità che l’Amministrazione colmi questa ingiustizia e individui le formule più opportune per consentire l’inserimento in graduatoria.
13/03/2007

26.2.07

Vi racconto 34 anni di precariato nella scuola»

23 febbraio 2007 - Unità
L’ultima beffa è stata un assegno non trasferibile da 0,43 euro ricevuto come pagamento di arretrati per ore di sostituzione di docenti fatte nel 2004 all’istituto Paradisi di Vignola

«Lo tengo come ricordo, non mi cambia la vita», commenta con ironia la destinataria dell'assegno. Lia Pacchioni, 53 anni, residente a Modena, si definisce un'insegnante precaria «storica, anzi preistorica». Con un curriculum che mostra «come può essere avvilente e ricca di incertezze la carriera di una docente della scuola statale in Italia». «In possesso di diploma magistrale - racconta Lia in un incontro promosso dalla Cisl - nel ‘73 ho cominciato a insegnare in una scuola elementare di Modena mentre frequentavo l'università. Per 8 anni ho lavorato come supplente in dieci scuole elementari; supplenze da un giorno, ma anche due interi anni scolastici. Nel 1978 mi sono laureata in Biologia. Poi mi sono sposata e ho avuto due figli in due anni, continuando a fare supplenze di pochi giorni, settimane, mesi.

Ho insegnato matematica, scienze naturali, chimica, tecnologia delle arti applicate, igiene e tutte le materie relative come patologia, patologia medica, ostetricia, dietetica, anatomia umana. Ho lavorato in venti diverse scuole, tra medie inferiori e superiori. Per fortuna mio marito ha sempre compensato il mio misero stipendio, che talvolta impiegava mesi ad arrivare. Finalmente nel 2000 sono usciti i corsi abilitanti. Nel 2000 mi sono abilitata in Scienze e nel 2001 in Chimica. Alla prima abilitazione la presidente di commissione ha cominciato a inveire dicendo che ero troppo anziana e che avrei dovuto lasciare il posto alle nuove generazioni. Mi sono riscattata con la successiva abilitazione, dove invece è stata molto apprezzata la mia lunga esperienza. Pronta e speranzosa in un'assunzione a tempo indeterminato, ho scoperto con immensa delusione che nella graduatoria di ciascuna materia valevano solo i punteggi acquisiti in quella disciplina. In pratica, tutti i servizi accumulati a fatica in una trentina di anni non avevano nessun valore! A Fioroni chiedo: cosa devo fare per un'assunzione a tempo indeterminato?».

7.2.07

Ingiustizia per i precari dell'indirizzo musicale

Con la recente approvazione della Legge Finanziaria, il governo ha inteso sanare la questione dei docenti abilitati in Ed. mus. entro il 2 maggio 2005 purché inseriti negli elenchi del D.M. 13/02/96, che in conseguenza della sentenza 2036/2006 del CdS non risultano abilitati ope legis in strumento musicale.
Con quest'ultima sanatoria in occasione della prossima ed ultima integrazione delle graduatorie permanenti (aprile 2007), numerosi tra questi docenti senza vantare nemmeno un giorno d'insegnamento specifico di strumento musicale riceveranno in Luglio, assunzioni in ruolo nella classe A077.
Si verificherà una gravissima disparità di trattamento con violazione dell'art. 3 della Costituzione, proprio perché i colleghi che nel corrente a.s., essendo stati reclutati dalla 3 fascia delle graduatorie d'istituto, stanno servendo lo Stato garantendo l'insegnamento per quelle cattedre che risultano disponibili e libere per mancanza di personale abilitato, il prossimo a.s. in moltissime realtà rimarrano a casa.
Quest'ultimi sono i veri precari dell'indirizzo musicale, ossia coloro che vantano un' anzianità di servizio, il governo ingiustamente, invece, sana la questione di docenti che non hanno maturato nemmeno un giorno di servizio specifico, danneggiando invece chi nell'insegnamento specifico ha lavorato per due, tre, e talvolta quattro.
Se non interverrà prima di marzo una possibile procedura abilitante riservata speci per questi colleghi, significherà disoccupazione certa e garantita.
Occorre fare prestissimo, con una grande mobilitazione generale, ripeto immediata!

Giacomo Zani
26/01/2007

26.1.07

La beffa dei corsi abilitanti

17 gennaio 2007 - Gildains.it
Presso le sedi provinciali della Gilda degli Insegnanti pervengono sempre più numerose segnalazioni di disagio e di disappunto da parte dei docenti precari che si sentono presi in giro dalla gestione dei corsi speciali per l’abilitazione indetti con il DM 85/2005.

Il DM in questione dava mandato alle varie sedi universitarie di organizzare i corsi in modo da concluderli nell'anno accademico 2005/06, in tempo utile quindi per l'inserimento nelle graduatorie permanenti che saranno redatte nella prossima primavera.

E' accaduto invece che, malgrado la scadenza per le iscrizioni fosse il 22 dicembre 2005, le università abbiano tardato nell'avviare le procedure organizzative dei corsi ed operato in modo da indurre i Ministeri dell'Università e dell'Istruzione ad emanare due note ( 18 e 19 dicembre 2006 ) che di fatto fanno slittare di un anno la possibilità di inserimento effettivo nelle graduatorie permanenti con un danno evidente per tutti i partecipanti.

Ancora una volta quindi si intende far pagare all'anello più debole- i docenti precari- i costi di colpe che dipendono da altri.

Tutto ciò è inammissibile anche alla luce del fatto che, per la prima volta in assoluto, è stata chiesta ai corsisti una cifra che si aggira intorno ai 2.000 €, somma che è stata pagata con la certezza del rispetto di disposizioni precise relative alla durata dei corsi e del termine ultimo per la loro conclusione.

La GILDA Degli INSEGNANTI intende quindi procedere presso il Ministero della Pubblica Istruzione al fine di indurlo ad intervenire presso il Ministero dell'Università con l'obiettivo di accelerare la conclusione dei corsi in tempo utile per l'apertura delle prossime graduatorie permanenti.

Al fine di favorire la conclusione dei corsi su tutto il territorio nazionale, la GILDA Degli INSEGNANTI suggerisce, a chi di competenza, la possibilità di utilizzare procedure on-line per ultimare le ore di formazione mancanti in modo da concludere i corsi in tempo utile da terminare gli esami alla fine del mese di maggio 2007.

Qualora la politica non volesse dare una risposta alle richieste dei docenti precari, non potremmo esimerci dal dare tutto il supporto necessario al fine del rispetto di norme e regole fissate dai nostri stessi Organi Istituzionali e per il recupero dei danni economici e morali che derivano dal mancato rispetto di tali norme e regole.

IL COORDINATORE NAZIONALE
(Rino Di Meglio)

25.1.07

Scuola. Rimborsi negati ai precari

24 gennaio 2007 - ItaliaOggi
Il ministro dell'economia e delle finanze, Tommaso Padoa-Schioppa, dovrà spiegare in parlamento perché ai precari della scuola viene impedito di utilizzare il modello 730 per la dichiarazione dei redditi. La questione è stata sollevata da Salvatore Bonadonna, senatore di rifondazione comunista, che ha presentato un'interrogazione a risposta scritta il 17 gennaio scorso

Il problema riguarda i precari che vengono assunti con supplenze che terminano il 30 giugno.


In questi casi, infatti, l'amministrazione fiscale non consente la presentazione del modello 730, perché mancherebbe il requisito della costanza del rapporto di lavoro nel mese di luglio. Requisito indispensabile, secondo l'agenzia delle entrate, per consentire agli interessati la possibilità di accesso agli eventuali rimborsi anticipati, tipica della dichiarazione con il 730.

Secondo l'interrogante, questa cosa si tradurrebbe in una discriminazione a danno dei precari, che sarebbero costretti a presentare il modello Unico. Il che comporterebbe, a sua volta, l'impossibilità di usufruire dei centri di assistenza fiscale. E dunque, a un notevole esborso per effetto della necessità di rivolgersi a professionisti privati. Insomma, un'ulteriore penalizzazione, che si aggiunge alla disoccupazione forzata nei mesi di luglio e agosto.

Antimo Di Geronimo

18.1.07

Supplenze “appese” al cellulare

10 gennaio 2007 - Il Messaggero Veneto
Convocazioni via telefonino: escluso chi l’ha spento
Le nuove regole mettono in fibrillazione i candidati

Supplenze definite via cellulare dall'anno scolastico 2007-2008 e addio a fonogrammi o telegrammi di convocazione per mille docenti precari: meno spese postali, per le segreterie scolastiche, da questo settembre. Parola di viale Trastevere e chi non risponde alla chiamata, perderà la supplenza breve. Deve restare reperibile 24 ore su 24 il popolo dei supplenti, altrimenti addio cattedra. Scongiuri sul black-out del telefonino scarico, da evitare come peste bubbonica le zone dove non c'è campo (come i tunnel autostradali o garage sotterranei) e giro di vite sui costi delle bollette per le 49 scuole provinciali. Addio all'odissea della caccia a vuoto per le sostituzioni di pochi giorni nelle primarie: anno nuovo e buoni propositi di risparmio sulle linee del telefono, dicono dalla Minerva romana.

«Le nuove regole sulle nomine dei supplenti cominceranno in via sperimentale forse da gennaio in scuole-pilota scelte dal ministero - anticipano dal palazzo dell'Istruzione -. Da settembre, poi, le chiamate delle scuole al cellulare degli aspiranti sostituiranno i telegrammi e chi non accetta l'incarico sarà penalizzato, con arretramento in graduatoria. Il nuovo regolamento sarà emanato dopo il confronto con i sindacati».

Guai a chiudere il cellulare: chi rinuncerà a una supplenza o manca alla convocazione, farà il “pit-stop” per un anno in coda all'elenco dei precari (“Per le supplenze oltre i 30 giorni rimarrà la comunicazione cartacea” rassicurano da Cisl scuola), oppure escluso.
Probabile anche una contrazione nel numero delle scuole scelte per le supplenze. «Dalle attuali 30 a 20 - secondo fonti sindacali che usano il condizionale - e 5 per supplenze non superiori a 15 giorni».

«Confronto aperto sulle nuove regole per le supplenze - sono possibilisti i sindacati confederali della scuola -, ma ragioniamo anche su incarichi pluriennali. Contratti di supplenza su 2 o 3 anni sarebbero la giusta prospettiva per superare, a piccoli passi, la piaga annosa del precariato che in provincia di Pordenone conta mille supplenti abilitati e altri mille nel girone delle supplenze brevi».

Per loro, in arrivo l'obbligo di residenza. Salvati per il rotto della cuffia dall'estinzione delle graduatorie permanenti provinciali, trasformate in graduatorie a esaurimento (Gae, nell'acrostico burocratico), finiscono castigati dal nuovo regolamento in cantiere.
«Servirà la residenza nella provincia prescelta per inserirsi nelle graduatorie di istituto - anticipa il nuovo codice il segretario provinciale cislino Marisa Susanna ai supplenti che arrivano da Centro-sud e dalle Isole nel Nordest -. Con l'obbligo della reperibilità, per garantire la presenza a scuola nello stesso giorno della chiamata: a tutela del diritto allo studio dell'utenza».

((c.b.))

9.1.07

Addio telegrammi e taglio netto alle spese postali dal prossimo mese di settembre

Supplenze “appese” al cellulare
((c.b.))

Convocazioni via telefonino: escluso chi l’ha spento
Le nuove regole mettono in fibrillazione i candidati

Supplenze definite via cellulare dall’anno scolastico 2007-2008 e addio a fonogrammi o telegrammi di convocazione per mille docenti precari: meno spese postali, per le segreterie scolastiche, da questo settembre. Parola di viale Trastevere e chi non risponde alla chiamata, perderà la supplenza breve. Deve restare reperibile 24 ore su 24 il popolo dei supplenti, altrimenti addio cattedra. Scongiuri sul black-out del telefonino scarico, da evitare come peste bubbonica le zone dove non c’è campo (come i tunnel autostradali o garage sotterranei) e giro di vite sui costi delle bollette per le 49 scuole provinciali. Addio all’odissea della caccia a vuoto per le sostituzioni di pochi giorni nelle primarie: anno nuovo e buoni propositi di risparmio sulle linee del telefono, dicono dalla Minerva romana.
«Le nuove regole sulle nomine dei supplenti cominceranno in via sperimentale forse da gennaio in scuole-pilota scelte dal ministero - anticipano dal palazzo dell’Istruzione -. Da settembre, poi, le chiamate delle scuole al cellulare degli aspiranti sostituiranno i telegrammi e chi non accetta l’incarico sarà penalizzato, con arretramento in graduatoria. Il nuovo regolamento sarà emanato dopo il confronto con i sindacati».
Guai a chiudere il cellulare: chi rinuncerà a una supplenza o manca alla convocazione, farà il “pit-stop” per un anno in coda all’elenco dei precari (“Per le supplenze oltre i 30 giorni rimarrà la comunicazione cartacea” rassicurano da Cisl scuola), oppure escluso.
Probabile anche una contrazione nel numero delle scuole scelte per le supplenze. «Dalle attuali 30 a 20 - secondo fonti sindacali che usano il condizionale - e 5 per supplenze non superiori a 15 giorni».
«Confronto aperto sulle nuove regole per le supplenze - sono possibilisti i sindacati confederali della scuola -, ma ragioniamo anche su incarichi pluriennali. Contratti di supplenza su 2 o 3 anni sarebbero la giusta prospettiva per superare, a piccoli passi, la piaga annosa del precariato che in provincia di Pordenone conta mille supplenti abilitati e altri mille nel girone delle supplenze brevi».
Per loro, in arrivo l’obbligo di residenza. Salvati per il rotto della cuffia dall’estinzione delle graduatorie permanenti provinciali, trasformate in graduatorie a esaurimento (Gae, nell’acrostico burocratico), finiscono castigati dal nuovo regolamento in cantiere.
«Servirà la residenza nella provincia prescelta per inserirsi nelle graduatorie di istituto - anticipa il nuovo codice il segretario provinciale cislino Marisa Susanna ai supplenti che arrivano da Centro-sud e dalle Isole nel Nordest -. Con l’obbligo della reperibilità, per garantire la presenza a scuola nello stesso giorno della chiamata: a tutela del diritto allo studio dell’utenza».

(09 gennaio 2007)