24.4.07

Termoli. Ospedali: cala la mannaia

Ospedali: cala la mannaia
Infermieri precari, tutti a casa
Il ‘San Timoteo’ e il ‘Vietri’ devono rinunciare fin da ora a 40 dipendenti, numero che aumenterà nei prossimi mesi. Il direttore sanitario: “Rischiamo di dover mandare a casa gli ammalati”. L’assessore alla Sanità: “Tagli inevitabili, ce lo impone l’accordo con il Governo. Ma se gli infermieri lavorassero di più non ci sarebbero problemi”.

di Monica Vignale

«Siamo al collasso»: più o meno questa la frase che si sente ripetere fra le corsie ospedaliere del San Timoteo, mentre il personale in camice, sfiancato, fa la spola senza sosta da una stanza all’altra. Stavolta nessuno minimizza, il problema è serio: in pochi giorni, per colpa del blocco delle assunzioni a tempo determinato imposto dal manager dell’Asrem Sergio Florio per evitare le ‘emorragie’ di denaro che hanno contraddistinto l’azienda sanitaria molisana per decenni, gli ospedali di Termoli e Larino si sono ritrovati di colpo con venticinque infermieri e venti ausiliari in meno. Una specie di dimezzamento del personale, che spinge medici e paramedici a lanciare l’identico avvertimento: «Non possiamo lavorare in queste condizioni, rischiamo la paralisi del servizio sanitario». E’ successo quello che tutti sapevano benissimo, e cioè che i contratti a termine per infermieri e portantini, assunti in dosi massicce attraverso il ricorso all’agenzia interinale WorkNet (sempre la solita, con la quale la Asl ha stipulato una convenzione) sono scaduti. In altri tempi non sarebbe stata una tragedia: la Asl avrebbe riassunto per qualche altro mese le “risorse umane” necessarie al funzionamento degli ospedali, andando avanti di proroga in proroga secondo l’estenuante meccanismo del rinnovo interminabile dei contratti a termine.

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