11.12.06

Scuola: Ci vorranno dieci anni per assumere in ruolo tutti i precari

11 dicembre 2006 - tuttoscuola.com
Quanto tempo ci vorra' per immetterli tutti in ruolo? Facciamo un po'di conti

L'emendamento presentato dal Governo che prevede di trasformare le graduatorie permanenti in graduatorie ad esaurimento, dispone anche che esse siano aggiornate, per l'ultima volta, per il biennio 2007-2008, consentendo pertanto l'inclusione di altri docenti, oltre ai 237.269 che attualmente risultano in posizione attiva (secondo la verifica del MPI).

Saranno recuperati per questa ultima chiamata i docenti che oggi frequentano i corsi abilitanti speciali, i corsi delle SiSS e i corsi di laurea in scienze della formazione primaria, per un totale complessivo che potrebbe essere stimato tra le 50 e le 60 mila unita'.

Alla fine di quest'ultimo recupero, i precari effettivi potrebbero arrivare complessivamente a circa 300 mila unita'.

Quanto tempo ci vorra' per immetterli tutti in ruolo? Facciamo un po' di conti.

Se il ministero dell'istruzione riuscira' a "sterilizzare", almeno in parte, l'effetto dei tagli di decine di migliaia di posti di organico previsti dalla finanziaria, nel prossimo triennio potrebbero andare in ruolo 130-140 mila insegnanti (quasi l'intera quota dei 150 mila di cui parla la finanziaria).

Sperando che davvero si riesca entro il 2010 ad immettere in ruolo le quantita' programmate, rimarrebbero iscritti nelle graduatorie ad esaurimento almeno altri 150 mila docenti, per il cui reclutamento dipendera' molto dal ritmo dei pensionamenti (il viceministro Bastico ne stimava 30 mila all'anno): potrebbero essere necessari, a meno che non si creino negli anni nuovi posti ad oggi non prevedibili, almeno altri cinque anni.

Si concluderebbe dunque questa operazione di maxireclutamento intorno al 2015, sempre che nel frattempo non vengano banditi nuovi concorsi a cui andrebbe meta' dei posti disponibili.

In tal caso le graduatorie si esaurirebbero non in cinque, bensi' in dieci anni, nel 2020. E a quel punto alcuni precari. potrebbero essere andati in pensione per raggiunti limiti di eta'.

10.12.06

Precari, 300 mila assunzioni con i conti correnti inutilizzati

Una proposta per regolarizzare soprattutto i lavoratori della Pubblica
amministrazione. Un programma in tre anni di entrate

Nella manovra salta la tassa sugli affitti. Via libera alle successioni

ROMA - Week end di lavoro per la Commissione Bilancio. Si suda per spedire la Finanziaria all'aula del Senato martedì. Successioni, affitti e rottamazione i temi che si sono imposti in Commissione. Intanto il Tesoro individua quattro obiettivi politici che saranno centrati in aula. Il primo riceve il plauso forte della sinistra radicale (e il no del Polo). I soldi fermi sui conti correnti dimenticati, "silenti", permetteranno di assumere 300 mila precari della Pubblica Amministrazione centrale. Il piano di assunzioni sarà completato in tre anni. Servono, poi, altri 50 milioni per l'università. E 35 per eliminare il ticket ai Pronto Soccorso per i malati in codice verde. Mentre tra i 130 e 140 verranno spesi per chiudere il contratto con i lavoratori dei trasporti, dopo mesi di scioperi.
Successione. E' la decisione più importante della Commissione. Le nuove regole entreranno in vigore dal 3 ottobre, in modo retroattivo. Non pagheranno tasse di successione i figli che ereditino (o ricevano in donazione) aziende, società di persone, pacchetti di controllo. L'esenzione, che varrà anche per eredità da nonno a nipote, scatta a patto che l'erede mantenga l'attività aperta per 5 anni. Nessuna equiparazione, però, tra coniuge e conviventi. Se la successione avviene tra fratelli o tra parenti fino al quarto grado, non c'è tassa quando il bene ereditato vale fino a 100 mila euro. Oltre questa soglia, si paga il 6% di tassa. Eredi afflitti da handicap non dovranno imposte fino ad una soglia di 1,5 milioni.
Le fiduciarie. Finora papà facoltosi le hanno utilizzate per trasferire ingenti proprietà ai figli, aggirando il Fisco. Ora saranno equiparate alle società e tassate allo stesso modo. Le esenzioni in materia di successioni procurano delle spese: per fronteggiarle, lo Stato venderà proprie case agli inquilini con sconti del 30% sul valore di mercato.
Affitti. Salta la proposta di tassare solo al 20% i fitti incamerati dai proprietari. La misura sarebbe costata fino a un miliardo (dal 2008) e tornerà forse nel disegno di legge sulle rendite finanziarie.
Snam. Rinvii anche sul fronte energetico. Com'è noto, la Camera ha votato perché l'Eni venda Snam. Ma non ha fissato scadenze, che ora i senatori dell'Unione vorrebbero. Prima di fissarle, servono garanzie per i lavoratori coinvolti.
Rottamazione. In nottata avranno il via libera anche le norme sulla rottamazione. Chi cambia una vecchia carretta con un'auto nuova avrà un bonus da 800 a 2.000 euro (per le più ecologiche) e il bollo gratuito per 2-3 anni. Sconti di 80 euro per chi demolisce un auto Euro 0 oppure 1 (oltre a un anno di abbonamento gratis ai bus). Incentivi anche per chi cambia moto (5 anni di bollo gratis).
Protestati. La particolare categoria sarà autorizzata a pagare in contanti le parcelle dei professionisti, non avendo conto corrente.
Confische. No alla confisca di beni personali per gli amministratori colpevoli di abuso d'ufficio (mentre rimane nei casi di corruzione, concussione, malversazione).
Oggi il sottosegretario Letta discuterà con i capigruppo, tra l'altro, dei contributi alla via Pedemontana in Veneto.

(10 dicembre 2006)

9.12.06

Il precariato è donna

Il precariato è donna
di Paola Zanca
Non c´è laurea, master o specializzazione che tenga. Se sei donna, il mondo del lavoro ti accoglie a braccia un po' meno aperte. Niente luoghi comuni, a dirlo è un´indagine del ministero del Lavoro presentata in occasione del «Progetto per l'anno europeo contro le discriminazioni». Che racconta un film già visto: alle donne professioni meno prestigiose nonostante il titolo di studio più elevato («una donna su cinque fa un lavoro che richiede una formazione inferiore a quella di cui è in possesso»), retribuzioni inferiori a parità di posizioni lavorative, («da 3.800 euro annui per i dipendenti a tempo indeterminato agli oltre 10.000 degli autonomi»), e meno garanzie sulla continuità dei contratti, («il 54% dei lavoratori subordinati è donna»).

Insomma, meno gratificazioni e meno soldi. E il soffitto di cristallo diventa ancora meno infrangibile se la cicogna bussa alla porta. Anche qui, i dati parlano chiaro: «Il 40% delle donne che non lavora, lo fa per prendersi cura dei figli, mentre il 35% è scoraggiata dall'assenza di opportunità lavorative». Un´assenza dal mercato del lavoro che ovviamente ha delle ripercussioni anche sul versante delle pensioni perché «solo l'1,2% delle donne arriva ad avere 40 anni di contributi, il 9% arriva a una contribuzione fra i 35 e i 40 anni e ben il 52% è al di sotto dei 20 anni di contribuzione». Non a caso, il 76% delle pensioni minime (sotto i 500 euro) erogate dagli enti previdenziali riguarda le donne.

La tutela della gravidanza e della maternità perciò sono il punto di partenza per contrastare l´abbandono e la squalifica del lavoro nel mondo femminile. Ma è un lavoro lungo: «Dobbiamo abbattere il danno - ha dichiarato il ministro del Lavoro Cesare Damiano - vuol dire che non possiamo cambiare improvvisamente la situazione ma verificare anno dopo anno i risultati che conseguiamo». L´impegno per il prossimo anno, intanto, è quello di regolarizzare «il 46% delle assunzioni tra uomini e donne». Poi, l´idea in cantiere di Damiano e del ministro per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini è quella di istituire un bollino rosa, una certificazione etica da rilasciare a chi «realizza azioni non discriminanti».

Per gli incentivi concreti, fanno sapere da Palazzo Chigi, bisognerà aspettare la finanziaria del 2008 o quella dell´anno successivo. In attesa del ricatto del soldo, forse l´unico mezzo per ottenere pari opportunità, l´impoverimento del lavoro femminile si fa ancora più pericoloso se aggiunto a quello dell´aumento del numero dei divorzi: un lavoro precario, uno o più figli a carico e un ex-marito irresponsabile lasciano un bollino che non è rosa, ma è altrettanto inconfondibile.

l' Unità on-line, 5 dicembre 2006

Palermo. Cos, sciopero al contrario

Dal Manifesto dell'8 dicembre 2006

Al call center di Palermo inventano un'originale forma di protesta: parlare più a lungo con il cliente per espletare meno chiamate. Il gruppo di Tripi perde così circa 10 mila euro al giorno. E ora tratta. In agitazione pure Roma, Catania e Napoli. Le cuffiette verso lo stop nazionale
Antonio Sciotto
«Grazie, davvero, lei è stato gentilissimo: si potesse parlare sempre così a un call center». I clienti della Wind non ci possono credere: chiamate lunghe, dettagliate, operatori cortesissimi. La telefonata ideale. In realtà è uno sciopero. Attenzione: gli operai dei 2000 non lo fanno più abbandonando le «linee di montaggio», ma, al contrario, eseguono il loro lavoro con la massima accuratezza possibile. Fanno un piacere all'utente, ma danneggiano così i profitti aziendali. L'idea è venuta agli operatori Cos di Palermo, dove da una ventina di giorni è in atto la protesta delle «super chiamate»: i 1100 dipendenti locali del colosso dei call center (la Cos Almaviva di Alberto Tripi conta circa 14 mila addetti in Italia, ed è anche proprietaria di Atesia) vogliono che l'azienda tratti finalmente sull'integrativo e trasformi i part time in full time. «Perché si è precari anche con il tempo indeterminato - spiegano i lavoratori - Quando guadagni 550 euro al mese come fai a vivere in una città come Palermo?».
Palermitani super
In effetti i 550 euro previsti dal contratto nazionale sono davvero pochini per vivere in qualsiasi città. Glii operatori vengono spremuti da anni senza essere inquadrati come i colleghi che lavorano alle dirette dipendenze della Wind o del call center Alicos (sempre della Cos e sempre a Palermo): sono al terzo livello anziché al quarto. Chiedono poi una contrattazione integrativa, dei premi di produzione, il passaggio dei part time al full time, una turnistica agevolata per le lavoratrici madri. A fare nascere la protesta, però, è stato un fatto più contingente: l'azienda, improvvisamente, si è messa in testa di cambiare le matrici turni per le vacanze di Natale, quando uno dei pochi accordi sindacali firmati in passato garantiva proprio la previsione dei turni su tempi molto più lunghi, con diversi mesi di anticipo. Allora un'assemblea dei lavoratori ha deciso di rispondere con l'allungamento delle chiamate: trattare con i guanti gialli il cliente, parlare il più possibile ed essere dettagliati, tutto il contrario dello stress che di solito ti mettono addosso i capisala. Il fatto è che la Wind paga circa 1-1,20 euro per ogni chiamata: se dunque gli operatori espletano 45 mila telefonate al giorno (pari a 45 mila euro) parlando circa per un minuto e mezzo, nel caso in cui allunghino la chiamata a 2-3 minuti si riusciranno a sbrigare solo 33 mila telefonate, e la perdita netta sarà così di almeno 12 mila euro. Le cifre sono ovviamente un esempio, ma l'ordine delle perdite realizzate dalla Cos Palermo da quando è in atto la protesta delle «super chiamate» sta proprio su quei numeri. Una cosa che ha fatto imbufalire il management: a fronte di un normale sciopero, infatti, la Cos si accorda con l'azienda committente (Wind e Sky, nel caso di Palermo), annulla le telefonate nel giorno annunciato e paga solo una piccola penale. Ma questo nuovo tipo di protesta è imprevedibile e può continuare per mesi, dunque ti spiazza anche rispetto alle aziende con cui fai business. La Cos si sarebbe già detta pronta a trattare, ma una nuova assemblea svolta qualche giorno fa al call center ha dato mandato alle Rsu di andare in trattativa solo a fronte di un testo scritto da parte della direzione: se sarà aperto un tavolo a gennaio, allora la protesta delle «super chiamate» potrà avere una tregua. Non bisogna dimenticare infine che accanto ai 1100 dipendenti lavorano 1600 cocoprò: hanno contratti di 3 mesi, sono retribuiti a contatto utile come in Atesia, prendono in media 500 euro al mese per 6 ore al giorno e lavorano per Sky e Wind.
Catania e Napoli: precari non rinnovati
Spostandoci nella parte orientale della Sicilia, troviamo una grande massa di cocoprò a Catania: sono circa 800, impegnati su commesse Wind e Sky, a fronte di soli 130 dipendenti. Anche qui ci sono due rivendicazioni parallele: quelle per stabilizzare i precari, e la piattaforma dell'integrativo nazionale, bloccata dal 2005. I dipendenti chiedono di essere inquadrati al quarto livello perché i colleghi che lavorano alle dipendenze delle imprese committenti sono retribuiti meglio, mentre su di loro si risparmia solo per il fatto che sono in outsourcing. Così rivendicano i premi di produzione, i buoni pasto, i passaggi al full time, tutte richieste che abbiamo visto a Palermo. Quanto ai precari, c'è da segnalare il non rinnovo di un delegato del Nidil Cgil, che negli ultimi mesi organizzava insieme alla struttura provinciale gli scioperi, le manifestazioni, le assemblee. Non è tecnicamente un licenziamento, ma i colleghi segnalano l'«anomalia» che proprio a questo lavoratore non sia stato rinnovato il contratto. Lo stesso problema di «non conferma» lo stanno vivendo a Napoli, dove lavorano 330 dipendenti e 240 cocoprò, su commesse principalmente di Vodafone ed Europcar. L'azienda ha annunciato che non confermerà una trentina di apprendisti che lavorano al 190 della Vodafone, e sono solo una parte dei 97 complessivi in scadenza prossimamente.
A Roma resta calda l'Atesia
I dipendenti Cos di Roma rappresentano il nucleo storico dell'azienda, nata a metà dei Novanta e che solo dopo il 2000 ha acquistato Atesia. Nei tempi d'oro, racconta Alessio De Luca della Cgil, erano 1100 e facevano orari di ufficio, lavorando su commesse Inail, Inps e Inpdap. Ma i dipendenti, si sa, sono «costosi» e così tra mobilità, trasferimenti e dimissioni siamo arrivati a 500 persone. Di recente ha chiuso il centro di Torre Spaccata e ora lavorano tutti in Atesia, sulle stesse commesse Tim dei 3200 precari del noto call center. Su di loro l'azienda sta girando molte telefonate prima riservate ai cocoprò: il fine potrebbe essere quello di indurre questi ultimi a lasciare il lavoro, in modo da allontanarli prima che si concretizzi la stabilizzazione imposta dall'ispezione del ministero, richiesta dal Collettivo precari.
Martedì 12 il gruppo Cos incontrerà i sindacati a Roma. Mercoledì scorso la Slc Cgil ha svolto un'assemblea nazionale dei delegati a Napoli, e minaccia lo sciopero: «L'immediata riassunzione dei lavoratori non confermati è la precondizione per cominciare qualsiasi trattativa - spiega Alessandro Genovesi, segretario nazionale Slc Cgil - Occorrerà inoltre richiamare alle proprie responsabilità anche i grandi committenti pubblici e privati, a nome dei quali i lavoratori Cos rispondono al telefono».

8.12.06

11/12 Libro bianco sul lavoro nero giornalistico

LIBRO BIANCO SUL LAVORO NERO GIORNALISTICO
LUNEDI' 11 DICEMBRE CON IL PRESIDENTE DELLA CAMERA

giornalismo“Giornalisti collaboratori pagati dai 5 ai 10 euro lordi ad articolo, nessuna tutela previdenziale e sanitaria, nessun diritto sindacale per migliaia di giovani e non giovani colleghi nel panorama editoriale del nostro Paese.
Una situazione davvero insopportabile, anche negli uffici stampa pubblici e privati, fatta di continui soprusi e pericolosi ricatti che minano alle fondamenta la libera informazione. I dati e le storie di questa nuova emergenza sociale sono all’interno della seconda edizione del ‘Libro bianco sul lavoro nero’ ( con un capitolo specifico sui colleghi degli uffici stampa) che sarà presentato a Roma lunedì 11 dicembre prossimo alle 10,30 nella sede della Fnsi (Corso Vittorio Emanuele II, 349) a cui seguirà, nel primo pomeriggio, l’Assemblea nazionale dei collaboratori e dei freelance.
All’iniziativa della Fnsi, che si inquadra nella più generale battaglia di riconoscimento dei diritti dei collaboratori al centro del rinnovo contrattuale pervicacemente osteggiato dalla Federazione degli editori, parteciperà il Presidente della Camera, Fausto Bertinotti.
Hanno, inoltre, confermato la loro presenza: il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per l’Editoria Ricardo Franco Levi, il Presidente della Commissione Cultura della Camera Pietro Folena, il capogruppo Pdci alla Camera, Pino Sgobio, l’ex ministro della Comunicazione, Maurizio Gasparri, i responsabili Informazione della Margherita Enzo Carra, dell’Udc Rodolfo De Laurentiis, dei Ds Roberto Cuillo, di Forza Italia Piero Testoni e il portavoce dell’Associazione Articolo 21 Giuseppe Giulietti. Hanno assicurato la loro presenza dirigenti sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Rdb Cub”.

Gruppo Cos-Finsiel, licenziamenti e Brasile

Gruppo Cos-Finsiel, licenziamenti e Brasile

Sono in vista 400 licenziamenti. Si prepara uno sciopero nazionale dei call center del gruppo, che intanto si espande in Brasile.

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 08-12-2006]

Otto ore di sciopero promosso dalle Rsu e dai sindacati dei metalmeccanici di Finsiel, la più grande azienda informatica del Paese, che dopo la fusione con i call center Cos di patron Tripi (l'azionista di maggioranza di Atesia) formano Almaviva.

In ballo c'è la ristrutturazione di Finsiel e degli uffici amministrativi di Almaviva che prevede 400 esuberi e il futuro del gruppo. La Telecom Italia di Tronchetti Provera dismettendo Finsiel ha privilegiato una soluzione italiana ma Cos non ha dimostrato di avere, per ora, la cultura per gestire un'azienda informatica molto diversa da un call center e i mezzi finanziari per rilanciarla se pensiamo che, al momento dell'acquisto, Cos fatturava un terzo di quello che fatturava Finsiel.

Sul settore dei call center, se Tripi ha bloccato con un'azione giudiziaria l'assunzione dei precari di Atesia, a rischio oggi ci sono gli operatori dell'892021, il call center delle Ferrovie dello Stato, gestito da una società partecipata dalle Ferrovie stesse, dalla Tsf e dalla Cos.

Le Ferrovie vogliono bandire una nuova gara per la gestione del call center e se dovesse saltare l'appalto per la Cos sono centinaia di posti di lavoro a saltare.

Anche a Palermo Cos licenzia una parte dei lavoratori che gestivano in outsourcing il call center del 190 di Vodafone. I sindacati pensano a un imminente sciopero generale nazionale dei call center Cos.

Intanto però Tripi, se in Italia licenzia, assume in Brasile: 600 posti di lavoro a Belo Horizonte nel primo call center, aperto in questi giorni, della Cos brasiliana, con l'obbiettivo di raggiungere i 6000 operatori nel 2008, gestendo le chiamate di Tim Brasil (che però potrebbe essere venduta) come in Italia dove Cos gestisce le chiamate di Tim e Telecom Italia.

Pier Luigi Tolardo

7.12.06

CNR 13/12: Il nuovo mercato del lavoro scientifico

13/12/2006
ricercatori più flessibili o più precari?

Roma
Aula Marconi - P.le Aldo Moro, 7
orario: 10:30

La tavola rotonda è organizzata in occasione della presentazione del volume “Portati dal vento. Il nuovo mercato del lavoro scientifico: ricercatori più flessibili o più precari?”

La tavola rotonda è organizzata in occasione della presentazione del volume “Portati dal vento. Il nuovo mercato del lavoro scientifico: ricercatori più flessibili o più precari?”, (Odradek 2006) di Maria Carolina Brandi, ricercatrice presso l'Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali (Irpps) del Cnr.

Intervengono, tra gli altri, Rino Falcone, Consigliere del Ministro dell'Università e della ricerca, Umberto Guidoni, europarlamentare, membro della Commissione ricerca ed energia, le associazioni di ricercatori con contratto a termine

La manifestazione dei vigili del fuoco 6/12

di EMANUELA ZONCU «VERGOGNA, vergogna».
Un messaggio carico di rabbia, quello gridato ieri dai Vigili del Fuoco davanti al Parlamento. Un corteo che secondo gli organizzatori ha visto sfilare circa 2000 pompieri aderenti ai tre sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, personale libero dal servizio perché il lavoro dei vigili del fuoco viene garantito costantemente. Rigorosamente con la divisa, sono arrivati da tutta Italia per gridare il loro «no» alla Finanziaria. A spiegare le ragioni della protesta, Fabio Angiulli, coordinatore generale della Uil dei vigili del fuoco: «Ora è prevista una ulteriore decurtazione del personale. In tante zone d’Italia si rischia la chiusura delle caserme per la mancanza di personale e turni sempre più massacranti». Angiulli ha ricordato le «carenze organiche» e «i tagli per le spese del normale funzionamento dei mezzi. Inoltre c’è la questione dello stipendio: dopo 15 anni di servizio un vigile del fuoco prende 1.200 euro al mese». Problematiche ribadite anche da Pompeo Mannone, segretario generale della Cisl del Corpo: «Tra i punti critici - ha detto - c’è la carenza insopportabile di organico. Un turn over pesante e il rischio di chiusure delle sedi di servizio». Mannone, facendo riferimento alla retribuzione, ha sottolineato che «da tempo i Vigili del Fuoco non vengono pagati per il lavoro svolto». Intanto, ieri, in mattinata, una delegazione sindacale è stata ricevuta in Senato dalle commissioni Lavoro e Finanza. Il Governo adesso sembrerebbe infatti intenzionato a soddisfare le richieste, con un fondo di 57 milioni di euro. Al termine dell’incontro i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil hanno riferito ai partecipanti della mobilitazione nazionale che le due commissioni hanno preso l’impegno a «sostenere tutti i punti della vertenza». «Si sono resi disponibili a una seria riforma strutturale già da gennaio e ad affrontare le questioni che abbiamo presentato», ha detto Fabio Angiulli della Uil. Il sindacalista ha ribadito che se poi non «saremo soddisfatti scenderemo di nuovo in piazza e proporremo delle agitazioni in tutte le province d’Italia con manifestazioni spontanee». Pompeo Mannone della Cisl ha aggiunto che le due commissioni «hanno ascoltato i tre punti fondamentali: la questione degli organici legata anche ai precari, il bilancio e la retribuzione, perchè deve essere riconosciuto il nostro lavoro altamente professionale e fortemente a rischio. Siamo stanchi delle promesse e vogliamo fatti concreti. Ci aspettiamo quindi impegni precisi». «Oggi (ieri, ndr) ho detto loro - ha spiegato Stefano Zuccherini vicepresidente della commissione Lavoro del Senato - che siamo consapevoli dei gravi problemi della categoria e in particolare di quelli dei discontinui, lavoratori precari che possono raggiungere solo un dato monte di ore di lavoro dopo il quale il comando non li chiama più a prestare servizio». Secondo Zuccherini «la misura su cui è stato trovato l’accordo nella riunione della Cabina di regia della finanziaria al Senato è un primo passo nella direzione giusta». La misura in questione, come spiega Zuccherini, «prevede l’assunzione di 600 vigili e aumenta le giornate lavorative che i vigili discontinui possono effettuare, da 120 a 160, così da poter rientrare nelle graduatorie per l’assunzione. Rifondazione chiederà al Governo l'istituzione di un tavolo di confronto con le organizzzazioni sindacali». «Ieri la polizia, oggi i vigili del fuoco sono la testimonianza di come l’Esecutivo abbiamo completamente ignorato le esigenze del comparto sicurezza» è stato invece il commento di Jole Santelli, Responsabile sicurezza e immigrazione di Forza Italia. Mentre con una nota, la deputata Udc Anna Teresa Formisano chiede che «il Governo salvaguardi la funzione indispensabile svolta dai Vigili del Fuoco».

giovedì 7 dicembre 2006

Mirafiori, alle assemblee sulla Finanziaria contestati Epifani, Angeletti e l'Ugl

Diversi operai intervenuti nel corso degli incontri hanno chiesto un atteggiamento maggiormente critico nei confronti del governo

TORINO - Sindacati confederali contestati stamane nel corso delle assemblee sulla Finanziaria allo stabilimento Mirafiori della Fiat. In particolare gli operai hanno incalzato i segretari generali di Cgil e Uil, Guglielmo Epifani e Luigi Angeletti. Nel pomeriggio è previsto anche l'intervento del segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni in un'altra assemblea.

"Guglielmo, questa non può essere la Finanziaria dei lavoratori, il sindacato deve mantenere un atteggiamento critico e incalzare il governo anche quando è di centrosinistra", ha detto un operaio delle Carrozzerie, dove si sono riuniti circa duemila lavoratori nella grandissima sala dove si fanno i test delle auto.

Stesso tono, poco distante, alle Presse, dove Angeletti parlava davanti a 1.500 dipendenti anche delle ex Meccaniche e della Costruzione stampi. Negli interventi introduttivi dei leader c'è stato qualche momento di contestazione quando si è parlato di pensioni e di Tfr.

Alle Presse è stato anche presentato un ordine del giorno su Tfr e altre questioni della Finanziaria. "Non dobbiamo fare la stampella del governo", ha detto un lavoratore ad Angeletti, che ha respinto questa critica: "Ci dipingono così ma non è vero, non ci sono governi amici. Gli unici amici siamo noi stessi e dobbiamo pensare a difenderci".

E c'è stato anche chi ha chiesto di scioperare contro il governo: "Lo abbiamo fatto contro Berlusconi, perché non lo facciamo anche ora?". Alle Carrozzerie è stato molto fischiato l'intervento di un rappresentante della Ugl, il sindacato vicino ad An.

(7 dicembre 2006)

Stop Precarietà Ora: manda il tuo video a Liberazione

Stop precarietà, ora!

Vogliamo realizzare un videofilm collettivo sulla manifestazione del 4 a Roma da far uscire in un DVD con "Liberazione".

Per raggiungere questo obiettivo ti chiediamo inviarci un videomontaggio della durata massima di 10 minuti in cui ci mostri come hai vissuto la manifestazione, ma soprattutto un fatto, un pezzo di vita, una situazione che pensi sia importante per raccontare la precarietà nella tua realtà di partenza.

Chi meglio di te può farlo?

Il film finale avrà la durata massima di 90 minuti e quindi sentiti libero di raccontare ciò che vuoi con il tuo stile, ma più il tuo montato sarà incisivo, sintetico e interessante per tutti e più possibilità avrà di essere inserito intero!

Caratteristiche tecniche del video da inviare:

* formato MINIDV 4:3 pieno non "letterbox"
* durata massima del montaggio: 10 minuti
* cerca di curare un po’ l’audio e la qualità dell’immagine
* se proprio vuoi mettere musica, utilizza pezzi di gruppi che conosci personalmente ai quali puoi far firmare la liberatoria per l’utilizzo gratuito del pezzo montato. Quindi non usare musica commerciale perché non ci sono soldi per pagare diritti d’autore!
* se possibile invia il video con canali audio mono separati: l’uno per audio della ripresa e il due per la musica o effetti aggiunti in montaggio
* inviaci il montato di prima generazione e tieni per te eventualmente una copia di riserva
* i nastri dovranno essere spediti entro il 30 novembre 2006 e non saranno restituiti.

Allega al nastro:

1. la scheda di partecipazione
2. la liberatoria per l’utilizzo del video
3. la lista delle musiche montate e le relative liberatorie

Invia tutto a:

LIBERAZIONE – Video "Stop precarietà, ora!"
Viale del Policlinico, 131 00161 Roma

Calabria: LSU in piazza a Catanzaro il 23/1

Il 23 gennaio sciopero generale
Lsu-Lpu/ Prevista una manifestazione a Catanzaro contro “l’immobilismo della Regione”

CATANZARO. I sindacati hanno proclamato lo sciopero generale dei Lpu-Lsu della Calabria per martedì 23 gennaio 2007 con manifestazione a Catanzaro “contro l’immobilismo della Giunta regionale e per il rilancio del processo di stabilizzazione dell’intero bacino regionale”. La decisione è stata presa al termine di una riunione dei responsabili sindacali provinciali dei Lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità, cui hanno preso parte i segretari regionali Orlando Bonadies (Cgil), Domenico Zannino (Cisl) e Luciano Prestia (Uil), per fare il punto sulle diverse problematiche ed in particolare sul percorso di stabilizzazione che interessa oltre 8.000 lavoratori precari del bacino regionale calabrese tra Lpu e Lsu. Nel corso della riunione è stato confermato lo stato di agitazione della categoria, già proclamato da Cgil, Cisl e Uil a conclusione “del deludente incontro del 2 dicembre tenutosi a Reggio Calabria con l’assessore regionale al Lavoro, Nino De Gaetano, assumendo, tra l’altro, la decisione di intraprendere un percorso d’assemblee unitarie nei luoghi di lavoro e nelle 5 province calabresi in preparazione dello sciopero generale regionale dei Lpu-Lsu del 23 gennaio, e organizzando, a partire dalla settimana prossima, una serie di presidi da tenersi presso le Prefetture e la sede della Giunta regionale per sollecitare e rivendicare alla stessa la proroga dei progetti e dell’integrazione dell’orario settimanale per tutto il 2007”. “Il ricorso alla lotta e alla mobilitazione - è scritto in una nota dei sindacati - è stato condiviso unanimemente da tutti i dirigenti sindacali per come proposto a conclusione della riunione e si rende necessario dopo mesi di estenuanti solleciti e riunioni che non hanno portato a nessuna azione concreta da parte della Giunta e dall’Assessore al Lavoro, rispetto al percorso di stabilizzazione definito negli accordi sindacali di marzo 2006 risollecitati negli accordi sindacali di luglio e ottobre 2006 che impegnavano la Giunta alla predisposizione del disegno di legge per l’istituzione delle 2 Agenzie regionali, quella per il Rischio e quella per la gestione dei siti archeologici e dei musei, al fine di dare occupazione vera, stabile e duratura a oltre 3.000 precari”. “La mobilitazione, i presidi, lo sciopero generale con la manifestazione - prosegue la nota - scaturisce, infatti, per rivendicare il rispetto degli impegni dei tempi e delle scadenze senza dilazioni da parte di un governo regionale che si è caratterizzato nel corso dell’anno per annunci e promesse non mantenute. Per l’ennesima volta De Gaetano e la Giunta non hanno inteso approvare con formale delibera le modifiche e le integrazioni al Disciplinare Regionale più volte sollecitate fin da maggio e concertate e contrattate con il sindacato a novembre, tanto attese sia dagli Enti che dai lavoratori per porre fine a tanti equivoci interpretativi che hanno avvelenato i rapporti in questi mesi tra lavoratori ed alcuni enti e per riconoscere un minimo diritti e di tutele a favore dei precari”. Bonadies, Zannino e Prestia, a conclusione della riunione, prosegue la nota, “si sono impegnati a valutare positivamente il recente provvedimento legislativo sul precariato, in quanto in controtendenza dopo tre anni di totale blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione, anche se parziale ed insufficiente ed a sollecitare tutta la deputazione parlamentare calabrese ad adoperarsi sul Parlamento affinché, il provvedimento approvato dalla Camera dei Deputati a fine novembre contenuto nel max emendamento presentato dal Governo alla Legge Finanziaria 2007”. “Tale provvedimento - conclude la nota -, consentirà una parziale stabilizzazione dei lavoratori Lpu-Lsu in quanto la deroga al blocco delle assunzioni nella Pubblica amministrazione, agirà solo nei comuni al disotto dei 5.000 abitanti. Per questo motivo ci si auspica che nel corso della discussione sulla Finanziaria in atto al Senato possano essere apportati ulteriori miglioramenti tendenti al superamento generalizzato del blocco all’assunzione in tutti i Comuni calabresi e in tutta la pubblica amministrazione che utilizza Lpu-Lsu, la copertura assicurativa e previdenziale del periodo d’utilizzo, il prepensionamento degli ultracinquantenni”.

Finanziaria: accordo su fondo per la stabilizzazione dei precari della Pubblica Amministrazione

FINANZIARIA: ACCORDO SU FONDO PER STABILIZZAZIONE PRECARI P.A.

Roma, 7 dic. - (Adnkronos) - Un fondo per la stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione. Questo il tema su cui e' stato raggiunto l'accordo nel corso della cabina di regia che si e' tenuta al Senato. Tra le ipotesi allo studio per la copertura iniziale spunta di nuovo l'utilizzo dei conti correnti silenti. Altre risorse potrebbero essere reperite attraverso i maggiori utili, rispetto a quento stimato, delle societa' statali o a partecipazione statale.

(Sim/Pn/Adnkronos)

A Natale blackout dell’informazione

Roma - Non si diradano le nubi sull’annosa questione del rinnovo del contratto dei giornalisti. Anzi, minacciano temporali e tempeste. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana annuncia una lunga serie di agitazioni e di lotte «per protestare contro l’ennesimo rifiuto della Fieg ad aprire le trattative per la vertenza contrattuale». Le iniziative sindacali prevedono annuncia una nota del sindacato:

«La conferma dell’attuazione di più giorni consecutivi senza preavviso di sciopero nei quotidiani, nelle agenzie di stampa, nel web e negli uffici stampa, prima delle festività natalizie; due giornate di sciopero nell’emittenza radiotelevisiva nazionale pubblica e privata secondo le regole previste dalla legge sugli scioperi nei servizi pubblici; la proclamazione di più giornate di sciopero nazionale delle firme; l’attuazione rigorosa delle norme contrattuali in applicazione dello stato di agitazione della categoria; il sostegno sindacale alle numerose iniziative di sciopero decise dai comitati di redazione per la vertenza contrattuale e per specifiche situazioni aziendali; la manifestazione nazionale dei giornalisti precari in occasione della presentazione della seconda edizione del ’Libro bianco sul lavoro nero’, che avverrà lunedi’ 11 dicembre prossimo». «Altre iniziative sindacali di protesta -prosegue la nota della Giunta della Federazione - saranno decise per i mesi di gennaio e di febbraio. Allo stesso tempo dall’Fnsi è stato dato mandato alla Segreteria di partecipare alla nuova riunione del tavolo tecnico sulla previdenza dell’Inpgi con la volontà di ricercare ogni soluzione positiva che consenta di sbloccare la riforma delle prestazioni Inpgi e gli sgravi contributivi per l’assunzione dei giornalisti disoccupati. Il Sindacato dei Giornalisti, insieme alla Presidenza dell’Inpgi, verificherà al tavolo ministeriale le reali disponibilità degli editori a definire un accordo». «La Fnsi valuterà inoltre la disponibilità della Fieg a definire le intese sulla modifica dello Statuto del Fondo di Previdenza Complementare che consenta l’estensione delle norme di legge relative alla devoluzione del trattamento di fine rapporto a tutti i giornalisti italiani, compresi i praticanti, i pubblicisti contrattualizzati, i collaboratori fissi e i corrispondenti». La Federazione della Stampa auspica che il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’Editoria, Ricardo Franco Levi, e il ministro del Lavoro, Cesare Damiano possano avviare rapidamente i tavoli di confronto sulla riforma del settore per uno sviluppo certo del pluralismo dell’informazione, e quelli relativi al mercato del lavoro giornalistico, al precariato e alla riforma degli ammortizzatori sociali annunciati nel recente incontro del Governo con la Fieg e la Fnsi. In questo ambito è possibile addivenire ad una soluzione per alcuni dei temi posti dai giornalisti relativamente all’applicazione della legge 30 e al rispetto della dignità dei collaboratori. L’adesione agli scioperi e alle astensioni dalle firme delle scorse settimane, hanno prodotto primi timidi risultati con l’impegno del Governo al superamento degli ostacoli alla riforma previdenziale. Resta grave il rifiuto del confronto contrattuale, mentre in tutto il Paese si moltiplicano gli episodi di rottura delle relazioni sindacali a livello aziendale, fatti che costringono il Sindacato dei Giornalisti a proseguire nelle azioni di sciopero.

E i Cobas scioperano per i precari (Il Giornale 7/12/06)

«No alle assunzioni decise direttamente dai capi d’istituto»

da Roma

Braccia incrociate nella scuola. Oggi, infatti, i Cobas «sciopereranno e manifesteranno nuovamente (dopo il successo dello sciopero di tutto il lavoro dipendente del 17 novembre con trecentomila manifestanti in piazza) contro i tagli alla scuola pubblica della Finanziaria (migliaia di classi e 50mila posti di lavoro) e i finanziamenti alla scuola privata (150 milioni di euro in più rispetto al governo Berlusconi)».
Tra le altre questioni al centro della protesta, spiega in una nota il portavoce nazionale dei Cobas,
Piero Bernocchi, «l'abrogazione delle leggi Moratti; l'assunzione di tutti i precari, poiché non è affatto sufficiente il mantenimento delle graduatorie permanenti, visto che il governo vuole arrivare all'assunzione diretta del personale da parte dei capi di istituto; il rinnovo del contratto scaduto da un anno, con 300 euro di aumento per docenti e Ata, e per la corresponsione immediata dell'indennità di vacanza contrattuale».
«Anche lo Snals e Gilda - prosegue Bernocchi - dopo mesi di passività, hanno promosso per il 7 lo sciopero: è dunque una buona occasione per far sì che diventi lo sciopero di tutti. È davanti al Senato, conclude Bernocchi «interverranno anche senatori per spiegare gli impegni dei rispettivi partiti nei confronti della politica scolastica del governo e della Finanziaria».

Atipici più cari per frenare lo sfruttamento?

In arrivo maggiori tutele e aumento dei contributi, ma non certo diminuzione della flessibilità.

Tra i più prossimi e probabili cambiamenti nello scenario del mercato del lavoro italiano ci saranno: un aumento dei versamenti contributivi per i collaboratori e gli autonomi, un aumento della tutela normativa e provvedimenti per accelerare il ritorno al lavoro in caso di licenziamenti e trasferimenti.

«Di fatto si tratta di applicare la riforma Biagi in modo completo», afferma Gaetano Zilio Grandi, docente di diritto del lavoro a Ca' Foscari.

«Come era stata inizialmente concepita dallo studioso e secondo la vecchia idea di Massimo D'Antona di garantire una base minima di diritti per tutti e che via via si allarga a seconda delle diverse tipologie di lavoro. Maggiori contributi ai collaboratori dovrebbero incentivare la convenienza delle assunzioni a tempo indeterminato».

L'attuale mercato del lavoro e la situazione economica non prescinderanno dalla flessibilità: è previsto comunque un aumento delle forme lavorative atipiche. «Anche l'aumento del lavoro autonomo è un dato tendenzialmente in crescita - afferma il docente - ma spesso si tratta di una convenienza per i lavoratori prima che per i committenti. La logica dovrebbe essere questa: la flessibilità deve essere a favore del lavoratore, dunque anche a livello di orari di lavoro, di tempi e di modalità. C'è bisogno di ripensare al concetto stesso di lavoro, di introdurre il concetto di risultato anche per il lavoro subordinato, di superare il sistema binario basato sulla contrapposizione autonomo-subordinato, di maggiore meritocrazia».

Spesso però il problema denunciato dai "precari" è l'inadeguata applicazione di contratti di collaborazione o a progetto quando invece si svolge un lavoro perfettamente assimilabile alla categoria del lavoro subordinato: «Manca infatti la legalità. Ristabilirla è compito dell'ispettorato al lavoro, che necessita di una riforma».

Francesca Bellemo
Tratto da Gente Veneta , no.45 del 2006

6.12.06

Assemblea 6/12 Precarietà, diritti e reddito

6 dicembre ore 18.30, Circolo PRC Garbatella, Via degli Armatori, 3.

Assemblea Precarietà Diritti e Reddito

intervengno:
S.Gobetti (Rivista InfoXoa), S.Salvagni (resp. Lavoro PRC Roma), R.Faranda (Avvocato del Lavoro), P.Allegri (ricercatori precari), F.Stocchi (precario ISTAT), C.Tajani (Rete lombarda precarietà Reddito)"

5.12.06

Taranto, presidi il 4 e 5 dicembre: Agitazioni dei lavoratori delle pulizie

Oggi presidio in piazza castello e lungo incontro con la dott/ssa Di stani
Domani nuovo presidio sotto la prefettura dalle ore 11.30 con incontro in Provincia
sono invitati i lavoratori indipendentemente dalla tessera sindacale
E' ripresa l'iniziativa di lotta dei lavoratori delle ditte di pulizia Polignano vega bolognini contro la mobilità per 350 lavoratori I lavoratori passano dalla protesta alla proposta per difendere il lavoro nell'incontro visti i tempi delle gare d'appalto, che nelle intenzioni del comune dovrebbero essere entro il 15 per gli uffici comunali e fra due mesi - con proroga - per asili e scuole comunali da parte dei lavoratori slai cobas consegnato e discusso un documento domani il confronto prosegue in Provincia con il Presidente Florido e per mercoledì é richiesto incontro in prefettura per slai cobas § margherita calderazzi 347_5301704 il documento dei lavoratori Al Prefetto di Taranto Al Presidente della Provincia Al Presidente della Regione Al Commissario Prefettizio Al dott. Boccia all¹On. Battafarano alle OO.Sindacali confederali IL ŒDOPO ROMAŒ ALLA PROVA DEI FATTI LA PAROLA PASSA AI LAVORATORI. Gli incontri romani, se hanno portato delle notizie positive sul fronte del possibile pagamento degli stipendi per i dipendenti comunali e presumibilmente per i lavoratori dell¹appalto, dell¹Amiu, ecc., hanno lasciato la situazione tuttora allo stesso punto sul fronte del lavoro. Anzi, la mobilità per 350 lavoratori delle ditte di pulizia, che vuol dire licenziamenti, è considerata ormai un fatto scontato e irreversibile. Tutti sanno che questa mobilità ha tutte le caratteristiche di essere senza ritorno, in una città dissestata, con finanziamenti utili, al massimo, a mantenere lo stipendio di chi resti al lavoro. Tutti sanno che questo getta nell¹estremo disagio, e anche disperazione, circa 350 lavoratori, molte donne, tutti con famiglie a carico. SI SCEGLIE L¹ASSISTENZA, INVECE CHE IL LAVORO! SI AUMENTA IL CARICO DI LAVORO PER I POCHI CHE RIMANGONO SI PEGGIORANO I SERVIZI A DANNO DEI CITTADINI E si aumentano i precari e i disoccupati in una città già così priva di prospettive di lavoro. Si cerca di scatenare una guerra tra poveri, tra chi rimane al lavoro e chi va in mobilità, incrementando quel fenomeno di discriminazione, clientelismo e favoritismi che è stato tra le case del dissesto da parte delle giunte e dei politici che ci hanno governato. In sostanza si scarica il dissesto sui lavoratori! IL LAVORO E¹ IL BENE PRIMARIO IN QUESTA CITTÀ¹ CHE BISOGNA TUTELARE! Se si conserva il lavoro e si riduce la precarietà, questa città rinasce, altrimenti andrà di più allo sfascio. Per questo i lavoratori delle Ditte dell¹appalto riprendono la loro lotta, intorno a proposte concrete: 1) ALLARGARE AL MASSIMO LA PLATEA DELLE GARE D¹APPALTO, GARANTENDO UN SERVIZIO ALL¹ALTEZZA DELLE NECESSITÀ; 2) GARANTIRE IL PASSAGGIO DA LAVORO A LAVORO DA SUBITO PER TUTTI, CHIAMANDO REALMENTE IN CAUSA REGIONE, PROVINCIA, AMIU PER ASSORBIRE I LAVORATORI CHE EVENTUALMENTE SIANO IN ESUBERO - INTORNO A DUE SOLUZIONI POSSIBILI: QUELLA DELLE DUE SOCIETÀ DI MULTISERVIZI GIÀ ESISTENTI: ISOLA VERDE E AMIU CHE E¹ STATA APPUNTO TRASFORMATA IN MULTISERVIZI; OPPURE CREARE UNA NUOVA MULTISERVIZI. Investendo su questo i soldi che invece verranno dilapidati in assistenza, richiamando a questo scopo i Fondi regionali -a partire da quelli per la formazione - e utilizzando i Fondi governativi per gli ammortizzatori sociali e gli investimenti. In questo modo si risparmierebbero anche tanti soldi degli appalti a varie Ditte. L¹Amiu da parte sua deve assorbire da subito tutti i lavoratori dell¹Ecopolis licenziati per fine convenzione, perchè la raccolta differenziata è un lavoro obbligato, che deve essere potenziato col raggiungimento degli obiettivi regionali e il passaggio a ³porta a porta², creando così anche ulteriori posti di lavoro. A ROMA E¹ STATO DEFINITO UN TAVOLO PRESSO LA PREFETTURA CON DIVERSI MINISTERI CHE DEVE ESSERE UN TAVOLO PER IL LAVORO, NON PER I LICENZIAMENTI. ! FIN DAI PRIMI GIORNI DI QUESTA SETTIMANA LA LOTTA DEI LAVORATORI DEVE ESSERE UNITARIA E COMPATTA SU QUESTI OBIETTIVI. LE FESTE DI NATALE NON POSSONO ESSERE SEGNATE DA MANCANZA DI STIPENDI E PERDITA DEL LAVORO PER TANTE FAMIGLIE Tutte le forme di lotta necessarie saranno messe in campo dai lavoratori e hanno bisogno del sostegno della cittadinanza, perchè il Natale deve essere il Natale per tutti! [Fonte: SLAI COBAS TARANTO]

4.12.06

Scuola, arriva la norma "salvasupplenti" le graduatorie diventano a esaurimento

Modificato l'emendamento: le liste che non saranno più cancellate nel giro
di 3 anni, ma congelate in attesa che tutti gli iscritti trovino una cattedra fissa
Scuola, arriva la norma "salvasupplenti"
le graduatorie diventano a esaurimento
E intanto rinviati ai 14 dicembre gli scioperi previsti per l'11 e il 13
di SALVO INTRAVAIA

In arrivo la norma "salvasupplenti" per la scuola. Il governo ha infatti presentato un emendamento al comma 262 della Finanziaria che dovrebbe porre fine alla querelle sulle graduatorie provinciali permanenti (le liste utilizzate il reclutamento del 50 per cento degli insegnanti assunti nella scuola) sollevate all'indomani della presentazione della manovra di bilancio alla Camera.

Il nuovo testo che, secondo le prime indiscrezioni ha già raccolto il parere favorevole di tutte le forze politiche all'interno della maggioranza, e di parte della opposizione, modifica la precedente formulazione - che prevedeva la cancellazione delle graduatorie permanenti a partire dall'anno scolastico 2010/2011 - nella versione più soft delle graduatorie 'ad esaurimento'. "Si vogliono tutelare, da un lato, tutti coloro che hanno maturato aspettative" - spiega Mariangela Bastico, veceministro della Pubblica istruzione. Ma non solo. "Bloccando l'aggiornamento delle graduatorie, tranne per coloro che hanno già intrapreso la strada dell'insegnamento - prosegue la Bastico - e dopo la verifica intermedia entro 18 mesi dall'entrata in vigore della Finanziaria, si vogliono riscrivere le regole per il reclutamento degli insegnanti per evitare di produrre nuovo precariato. L'auspicio è che l'eventuale approvazione dell'emendamento in commissione Bilancio del Senato produca la modifica del testo in aula".

In altre parole le graduatorie permanenti, che al momento vedono presenti a livello nazionale 304 mila insegnanti abilitati, non verrebbero più cancellate nel giro di tre anni ma, anche in vista delle 150 mila assunzioni programmate dal governo Prodi, verrebbero congelate in attesa che tutti gli iscritti trovino una cattedra fissa. Insomma, la modifica metterebbe al sicuro i diritti maturati da coloro che avevano investito sull'insegnamento.

Secondo le prime informazioni gli ultimi a potersi inserire in graduatoria saranno coloro che hanno iniziato un percorso di abilitazione (Ssis e corsi abilitanti riservati) o che sono già in possesso dell'abilitazione all'insegnamento. Dopo, l'esecutivo penserà un nuovo sistema di reclutamento degli insegnanti, attualmente reclutati per metà attraverso le graduatorie permanenti e per l'altro 50 per cento per mezzo dei concorsi a cattedre banditi ogni tre anni.

I sindacati. Le prime reazioni dei sindacati, che anche per questo motivo hanno proclamato scioperi per dicembre (che ora dovranno essere spostati, ma ci torniamo dopo) sono positive. "Si tratterebbe di un atto di giustizia nei confronti di tutti gli insegnanti che hanno maturato diritti negli ultimi anni e per coloro che hanno già intrapreso la strada dell'insegnamento - dichiara Francesco Scrima, segretario generale della Cisl Scuola - Ma allo stesso tempo una risposta alle rivendicazioni del sindacato e un importante segnale positivo di continuità per l'intero sistema scolastico nazionale".
Più cauto Massimo Di Menna, della Uil Scuola. "Se verrà approvato, è un fatto sicuramente positivo per chi aspetta da anni l'immissione in ruolo - dice Di Menna - Ma si tratta solo di un punto della vertenza sulla scuola che resta aperta".
"Soddisfatto" Enrico Panini, della Flc Cgil, che valuta l'apertura del governo come "Un primo passo. Occorre vigilare l'iter parlamentare della Finanziaria - aggiunge - per non avere sorprese finali".

Gli scioperi spostati. Slitta lo sciopero della scuola dell'11 e 13 dicembre. Le due giornate di astensione per un'ora dalle lezioni indette da Flc Cgil, Cisl e Uil scuola - l'11 per gli insegnanti della scuola materna, elementare e media e il 13 per quelli del superiore - sono state accorpate in un unico sciopero per giovedì 14 dicembre cui parteciperanno docenti, dirigenti e Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari). La decisione è maturata dopo i rilievi sollevati dalla Commissione di garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero che ha contestato il mancato rispetto dell'intervallo minimo (7 giorni) fra uno sciopero e il successivo dello stesso comparto. Giovedì 7 infatti scenderà in piazza il personale della scuola aderente a Gilda e Snals.

(4 dicembre 2006)

3.12.06

Sul caso dei precari Lazio Service

COMUNICATO STAMPA -PRECARI LAZIO SERVICE... di Peppe Rossi

TIBALDI SUI PRECARI LAZIO SERVICE: “DEPLORO LA MANCATA PROROGA DEI CONTRATTI IN SCADENZA. L’ENTE RIVEDA TALE DECISIONE”

“Deploro la decisione di Lazio Service relativa alla mancata proroga dei contratti in scadenza. Invito pertanto i vertici della società a ritornare sui propri passi, rispettando quanto previsto nell’accordo del 6 luglio e nell’incontro del 20 novembre. La riunione del 7 dicembre sancisca la coerenza tra quanto dichiarato in tema di stabilizzazione dei lavoratori temporanei e relative decisioni sul futuro occupazionale degli 800 precari”.

Alessandra Tibaldi

Assessora al Lavoro, Pari Opportunità e Politiche Giovanili della Regione Lazio

Roma, 1 dicembre 2006

1.12.06

Su 10 assunti nei Servizi, 9 sono precari

IL TERRITORIO CHE CAMBIA
Su 10 assunti nei Servizi, 9 sono precari
Alessandro Abbadir
La Cgil lancia un appello ai Comuni: «Appalti solo a chi ha manodopera fissa»

DOLO. Il precariato sta diventando una vera piaga per la Riviera del Brenta e il Miranese. Qui nel giro di un anno i posti di lavoro precari sono aumentati del 25%. Ora i precari o lavoratori flessibili nei 17 comuni sfiorano le 10 mila unità e sono destinati ad aumentare. Il sindacato chiede una moratoria ai Comuni: date lavoro in appalto solo a ditte che non usano manodopera precaria.
«A chiedere sempre più precari sono le piccole e medie imprese della zona che - spiega Ezio De Rossi segretario della Cgil e della Riviera e del Miranese - puntano a licenziare e a riassumere a tempo determinato o con contratti come il coordinato continuativo e quello a progetto». Secondo De Rossi il precariato in Riviera e nel Miranese sta prendendo piede soprattutto nel settore dei Servizi. «In questo settore - spiega - i problemi sono legati ad una volontà delle aziende di assumere solo precari. La percentuale sfiora il 90 % delle assunzioni. C’è da chiedersi come può un giovane progettare il futuro con una situazione sociale di questo tipo. I giovani più colpiti poi sono quelli che hanno un grado di istruzione più alto. In settori come l’edilizia o il tessile invece si punta a fideizzare l’operaio anche se il fenomeno del tempo determinato ormai raggiunge percentuali che arrivano al 30 % della manodopera in metà delle aziende». Per ciò che riguarda la produzione i valori per il sindacato non sono buoni: ci sono valori positivi nel settore metalmeccanico, nei servizi e nella gomma-plastica. Il settore edile cresce solo del 0,2%, mentre il tessile calzaturiero registra una contrazione del 1,3%. Male l’occupazione nel settore metalmeccanico dove si registra un calo pari al 2%, nei servizi un saldo positivo del 1,5%. E’ entrato in una fase di stagnazione il settore edile. Insomma nonostante il lavoro precario sia utilizzato come metodo, l’occupazione non cresce. Stabile il settore chimico con licenziamenti e messa in mobilità aumentate del 5% rispetto allo scorso anno. Vanno bene Nuova Pansac e Reckitt Benckiser. Per De Rossi il governo e il sottosegretario Franca Donaggio, che è mirese, dovrebbero dare risposte più forti. In attesa di una revisione della Legge Biagi la Cgil lancia l’idea di una moratoria degli appalti con precari all’interno delle pubbliche amministrazioni. «Chiediamo ai Comuni - dice - di non dare appalti ad aziende che utilizzano la manodopera precaria in maniera massiccia. Questo dovrebbe diventare un principio etico discriminante da far partire da questo territorio come esempio». In realtà sono gli stessi Comuni a usare personale precario. La Cgil auspica un assorbimento in pianta stabile di tutti i giovani che vi lavorano, con nuove manovre finanziarie del governo.
(01 dicembre 2006)