29.5.08

Precari, sempre precari…

Se ne parla da così tanto tempo che qualcuno potrebbe essere indotto a pensare che i precari siano nati con la stessa Rai. Non è proprio così ma la situazione, dopo anni, è lontana dall’essere risolta.

Rimane in sospeso (chissà fino a quando) l’infinita questione dei precari Rai. Stiamo parlando di almeno 1.500 lavoratori dei quali la Tv di Stato ha bisogno per realizzare i suoi programmi, nonostante l’enorme “battaglione” di dipendenti a contratto, ben 13.000 circa. I rinnovi contrattuali dei precari Rai ora sono a rischio (ironia della sorte) a causa della nuova legge del Welfare che, tentando di regolarizzare proprio i precari, prevede che i lavoratori siano assunti a titolo definitivo dopo 36 mesi di contratti a termine. Dopo i 36 mesi può esserci solo un ultimo contratto a termine (con accordo delle parti), poi l’assunzione.

Secondo i calcoli effettuati, la Rai dovrebbe iniziare ad assumere, applicando la legge, da aprile 2009 all’incirca 1185 lavoratori tra quadri, impiegati e operai che hanno raggiunto i 36 mesi di contratto a termine. Altri 416 dovrebbero raggiungere la meta nella primavera del 2009.
Una situazione intricata e dall’esito incerto, perché a quel punto l’azienda tende a non rinnovare i contratti dei precari, per non doverli assumere, provocando ‘terrore’ in questi ultimi, che magari lavorano per la Rai (e lavorano sul serio) da molti anni. La Rai ha bisogno dei precari per realizzare quotidianamente i suoi programmi ma non può “permettersi di assumerli”, quindi tende al “congelamento” dei contratti o a dare spazio ad altri precari; del resto, senza questi lavoratori (e anche la loro esperienza’!) molti programmi sono a rischio (e questo nonostante le molte migliaia di dipendenti ricordate prima).

Un primo risultato è invece stato raggiunto per i giornalisti, che possono probabilmente contare su un sindacato più forte. La Rai in questo caso è addivenuta ad accordi impegnandosi ad assumere in via definitiva circa 160 redattori che fino ad ora hanno avuto contratti a termine; ma le assunzioni saranno graduali e si concluderanno nel 2013. Nel frattempo i 160 avranno ancora dei contratti a termine.

Per gli altri precari, nonostante l’incontro dei rappresentanti Rai con i sindacati la soluzione è ancora in stallo. Se ne riparlerà a breve.

13.5.08

La rivolta dei concorrenti dei reality

È iniziato tutto in Francia, dove lo scorso febbraio 3 ex partecipanti a Temptation Island – uno dei tanti reality show che deliziano gli amanti del genere – hanno fatto causa a Glem, il produttore dello show televisivo, sussidiario del broadcaster televisivo francese TF1.

Ad animare i concorrenti sono state le pessime condizioni di lavoro cui sono stati costretti durante lo spettacolo, spesso obbligati a bere alcolici per amplificare reazioni e comportamenti, privati del sonno e forzati a “stare in scena” 24 ore su 24, in nome del reality e senza retribuzione. I protagonisti di Temptation Island hanno chiesto al tribunale di essere considerati come veri dipendenti, e come tali di poter ricevere uno stipendio per il lavoro svolto. E la corte ha dato loro ragione, stabilendo che Glem paghi gli arretrati per la loro prestazione, corrispondenti a circa 27 mila euro.

Ovviamente la società ha fatto ricorso in appello, ma l’iniziativa dei 3 concorrenti è stata seguita da altri concorrenti di vari reality francesi - oltre un centinaio – che si sono rivolti al medesimo avvocato per rivendicare gli stessi diritti. A quanto pare il caso sta avendo ripercussioni anche a livello internazionale, dal momento che l’ufficio legale che segue le varie cause è stato contattato da avvocati americani, tedeschi e anche italiani, interessati a difendere questa nuova categoria di lavoratori anche nel proprio Paese.

Un portavoce di Endemol (produttore, tra gli altri, del Grande Fratello) ha commentato dicendo che in fin dei conti si tratta di un gioco, e che chi partecipa accetta di mettere in piazza la propria vita sperando di vincere ma sapendo di poter perdere. Perché mai si lamentano dunque?

12.5.08

Cepu, i precari si ribellano


10-05-2008

Antonio Sciotto

Li potremmo prendere a paradigma degli sfruttari italiani, almeno di quelli che hanno passato anni a studiare: alta scolarizzazione, contratto cocoprò, retribuzione di pochi euro l'ora, zero diritti e tutele, mentre intanto il padrone di Cepu e Grandi Scuole - gli istituti che ti promettono la promozione assicurata - macina lauti profitti. I due marchi - molto pubblicizzati, conosciuti in passato anche per gli spot di Alex Del Piero - sono stati fondati da Francesco Polidori: nel 1969 aveva dato vita alla Marcon - casa editrice di materiale didattico per il recupero degli anni scolastici - evolutasi poi in Grandi Scuole nel 1986, a cui nel 1991 si affiancò la Cepu (e tra l'altro nel 1995 il gruppo acquisì la storica Scuola Radio Elettra di Torino). Ebbene, oggi l'azienda di Polidori macina 120 milioni di fatturato annui, ha 120 sedi e 3200 collaboratori a servizio.
Tutti lavoratori super-sfruttati, ovviamente: rigorosamente cocoprò (tranne le receptionist, a termine rinnovate ogni anno, con pause di qualche mese), guadagnano circa 11 euro l'ora, ma la «tariffa» riconosciuta per la prestazione è variabile; cambia a seconda delle città, o della materia che insegni (quelle scientifiche, tipo matematica o fisica, possono arrivare anche a 15 euro). Il recupero di Grandi Scuole - riservato agli istituti superiori - vede corsi con 4-7 studenti per classe, tutti tenuti in sede: ma se gli studenti non si presentano, l'ora non ti viene retribuita; lo stesso quando sei malato, e pure da giugno a settembre, quando la scuola è chiusa, e con essa il tuo contratto.
La Cepu, che opera con gli universitari, invece offre lezioni individuali, e il meccanismo di pagamento è più «perverso»: un pacchetto di ore per la preparazione all'esame ti viene retribuito 310 euro in tutto, che però ti vengono erogati a tranches (il 40% in ogni caso; il 30% se l'allievo si presenta all'esame; il restante 30% solo se viene promosso; altrimenti, per guadagnarti quel «maledetto» 30%, devi continuare a prepararlo, e lavorare altre ore gratis).
A spiegarci le condizioni di lavoro degli insegnanti iper-precari è Simone Vecchi, Nidil Cgil di Bologna, che ha organizzato il primo sciopero Cepu in Italia, limitato per il momento alla sola provincia emiliana. «I lavoratori si sono rivolti a noi perché erano stremati dallo sfruttamento - spiega - A questo punto abbiamo risposto: muoviamoci perché siate regolarizzati, non facciamo una lotta solo per passare da 11 a 13 euro l'ora». Tra l'altro, proprio a Bologna, in una vertenza autorganizzata i precari avevano già ottenuto la retribuzione delle ore non lavorate per il fatto che gli studenti non si presentavano. «Se si è compatti, i risultati si ottengono», conclude Vecchi. E dal sito iprecaridicepu.net, i lavoratori ipotizzano già uno stop nazionale.

6.4.08

Sfruttati in nome di Dio - La ricetta dell’ORP contro precarietà e lavoro nero?! Il licenziamento per chi protesta

Presidio mercoledì 9 Aprile dalle ore 16.00 in Largo di torre Argentina, Roma

L'8 marzo, come è noto [leggi l'articolo su Liberazione e i comunicati Cobas 1 - 2], alcune lavoratrici degli Open Bus dell’Opera Romana Pellegrinaggi (O.R.P.) hanno denunciato la condizione di assoluta precarietà nella quale sono costrette ad operare da anni: un rapporto di lavoro mai formalizzato con un contratto, senza nessuna tutela e senza nessun rispetto delle leggi vigenti in materia di rapporti di lavoro.

Per tutta risposta, l’O.R.P. anziché regolarizzare tutte le lavoratrici in nero, ha allontanato tutto il personale senza contratto e conferito mandato alla Società di lavoro interinale Quanta (che già fornisce circa 20 lavoratrici) il reperimento di nuovo personale in sostituzione di quello lasciato a casa. La Quanta, da parte sua, ha iniziato a selezionare il personale per l’attività di hostess di bordo, tra cui anche parte di quelle hostess che già lavoravano senza contratto, sottoponendo tutti le “aspiranti” hostess ad una prova scritta e orale di conoscenza della lingua inglese.

A prescindere che è altrettanto irregolare per l’O.R.P. gestire il servizio della Roma Cristiana con solo personale in affitto, risulta oltretutto inaccettabile sottoporre il personale che da anni già lavora in nero ad una prova selettiva che, tra le altre cose, è già stata effettuata all’inizio del rapporto di lavoro direttamente dall’Amministratore Delegato dell’O.R.P., Padre Caesar Atuire o altre persone da lui delegate (…o l’O.R.P. vuole sostenere che i milioni di pellegrini venissero accolti dalle “animatrici pastorali” in lingua latina?!).

Riteniamo il tentativo di evitare la dovuta regolarizzazione di tutto il personale che ha già operato senza contratto un’inutile provocazione e per questo invitiamo la dirigenza dell’O.R.P. a stabilizzare con un contratto giusto e dignitoso tutte le lavoratrici. In tal senso, sollecitiamo un intervento a sostegno della vertenza delle precarie dell’O.R.P. da parte degli Assessorati competenti del Comune e Provincia di Roma e della Regione Lazio.

Da parte nostra continueremo a sostenere il percorso legale e di lotta delle hostess della Roma Cristiana fino alla loro effettiva stabilizzazione.

Sosteniamo tutte e tutti la lotta delle precarie dell’O.R.P. partecipando al presidio che si terrà Mercoledì 9 Aprile dalle ore 16.00 in Largo di torre Argentina (lato libreria Feltrinelli), Roma

Roma, 4 aprile 2008 - Cobas del Lavoro Privato (aderente Cobas - Confederazione dei comitati di base)
per info: 3496946710 - 06/77591926

20.3.08

EuroMayday Aachen 2008

EuroMayday Aachen 2008: transnational parade of precari@s and migrants


from email, 13 March 2008:

Mayday! Mayday! Emergency call from Aachen / Aquisgranum (near Koeln/Cologne)

Info Updates: http://euromayday.karlspreis.info

On the First of May in Aachen / Aken / Aix-la-Chapelle / Aquisgrana / Aquisgrán / Akwizgran / Ahan, ancient carolignian city, Nicolas Sarkozy will present Angela Merkel with the EU Oscar, the Prix Charlemagne. Irony of the calendar, syndicalist MayDay this year coincides with catholic Ascension Day, when the Eurocracy Awards are traditionally handed out.

The duo congratulates itself for having finally shielded the EU from the social demands of the people, who scream for an end to free-market theology in europe. The new european diarchy is turning the continent into a police state and would be happy to erase the heretic meaning of MayDay, and the Anarchist and Socialist traditions of europe along with it.

This year for MayDay, two worlds clash together: the global movement vs strong-armed governments; grassroots networks and squatted social centers vs EU power; Utopian Society vs Capitalist Market; the radical europe of multitudes vs the conservative Europe of élites.

We are gonna spoil the party of the powerful, by raising hell in Aachen and holding our own party: the EuroMayDay Parade, the transeuropean demonstration of all precarious and migrants against workfare, discrimination and border controls held in more than twenty cities.

We, the EuroMayDay Network cannot accept that MayDay is turned into the Ascension Day into stardom of the two failing sovereigns of Christian, NATO Europe. We reject Charlemagne as symbol of Europe, just as we denounce the neoliberalism of the Barroso Commission and the monetarism of Trichet's Central Bank.

Forced to live in precarious hell, we're going to trash the heaven of EU élites. Don't miss it: shame the twin rulers of Europe, expose their authoritarian arrogance, join the thousands coming to Aachen (close to Cologne) for the strongest protest against the core of europower ever mounted.

Show Angie and Sarko what the European movement against neoliberalism and militarism is capable of. Come to the special EuroMayDay Protest+Parade+Party that collectives in Aachen, Liège, Maastricht, and other cities of the region are organizing. Facilities, accommodation and food will be provided to protesters in Aachen in the days immediately before and after the First of May.

Activists, artists, hackers, unionists, migrant associations, queer collectives, critical cyclists, media creatives, leftist radicals of all stripes – red, black, green, pink, purple, silver – are coming to Aachen and other EuroMayDay Parades to join the fight.

First of May in Aachen:

morning: EuroMayDay PROTESTS nearby Rathaus where Karlspreis is given to Merkel by Sarkozy
afternoon: EuroMayDay PARADE starts nearby site of protest
evening: MayDay PARTY in public park

No Borders, No Workfare, No Precarity.
Join Us also in the MayDay Parades in Berlin, Copenhagen, Hamburg,
Lisbon, Milano, Malaga, Maribor, Tokyo, and many other cities!

EuroMayDay
fighting precarity and inequality since 2004

See http://www.euromayday.org

18.3.08

Precari di Action si "sposano" davanti a casa di Berlusconi a Roma

ROMA (17 marzo) - Militanti di Action hanno manifestato oggi davanti alla residenza-ufficio di Silvio Berlusconi a Roma mettendo in scena un finto matrimonio per criticare la battuta con cui la settimana scorsa il leader del Pdl aveva esortato una precaria a risolvere ogni problema sposando suo figlio o qualche altro milionario.

Un centinaio di persone, poco prima delle 15, ha scortato una coppia in abiti da nuziali davanti a Palazzo Grazioli in via del Plebiscito gettando anche riso contro il portone della residenza di Berlusconi. Prima di essere dispersi dalle forze dell'ordine, ha riferito un testimone, i militanti di Action hanno anche distribuito un volantino su cui è scritto: «Altro che contratto di matrimonio, reddito di cittadinanza subito: tuo figlio non lo sposeremo mai».

I manifestanti, «poche decine» secondo la polizia, sono stati identificati. Non è la prima volta che la casa di Berlusconi, viene preso di mira da militanti dell'area della «sinistra antagonista». I «disobbedienti romani» vi scaricarono tre bidoni di letame nel 2003, e nel 2005 la stessa Action, l'agenzia che a Roma si batte per il diritto alla casa, vi improvvisò una manifestazione contro gli sfratti.

E i precari mettono il voto in vendita

ROMA (17 marzo) - «Vendo il mio voto», «Avremo una pensione anche noi?», «Appena laureato e già disoccupato». Sono questi gli slogan scritti su cartelli bianchi da alcuni manifestanti che da qualche giorno «sfilano» per le vie del centro di Roma. Una protesta che approdata anche sul web.

Giovedì scorso una quindicina tra uomini e donne, tutti di età compresa tra i 18 e i 30 anni circa, hanno manifestato con vari cartelloni uno dei quali recitava «Metto in vendita il mio voto», per protestare contro la mancanza della prospettiva di un lavoro stabile. Turisti, negozianti e semplici romani di passaggio per via del Corso, via dei Condotti, piazza di Spagna e vie limitrofe si sono imbattuti nella singolare iniziativa spontanea, mostrando curiosità per le rivendicazioni dei ragazzi ed esprimendo, in alcuni casi, la loro solidarietà. Venerdì i manifestanti si sono dati appuntamento in varie zone della Capitale, da quelle più centrali a quelle più periferiche. Al momento non si sa ancora bene a chi o a cosa faccia capo il gruppo di dimostranti. Unico segno di riconoscimento dei ragazzi è una maglietta con la scritta «Votantonio».



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10.3.08

Alitalia assume i precari

10/03/2008 - 09:52

Tra i 400 e i 1000, grazie a una delibera della Regione LazioAlitalia si appresta a trasformare numerosi contratti a termine in apprendistati, che automaticamente diventeranno poi a tempo indeterminato, grazie alla Regione Lazio, con agevolazioni Ue. E' questa la notizia riportata da alcune fonti di stampa, anche se discorsi sul numero. C'è chi parla di 400 e chi di 1000 precari. Si tratterebbe della regolarizzazione di personale stagionale facente capo ad Az Servizi.
Si tratta di una delibera approvata dalla Giunta del Lazio, e riguardante personale come operai di pista, impiegati, ecc. Resta, ovviamente, la perplessità su come il vettore abbia deciso tale mossa a fronte delle sue perdite (anche se, tra i vantaggi delle assunzioni, ci sarebbero dei risparmi sui contributi previsti dalle norme Ue), e di farla proprio ora a un passo dalla vendita.

Presidio contro precariato Vigili del Fuoco

Il COMITATO VIGILI DEL FUOCO DISCONTINUI-PRECARI NAPOLETANI è un'associazione costituita da vigili del fuoco discontinui (ex vigili ausiliari militari e vigili civili) tutti operativi e regolarmente iscritti con decreto del Ministero dell’Interno nell’elenco del Comando provinciale VVF di Napoli.

Il Comitato invita tutti i vigili discontinui a partecipare al PRESIDIO CONTRO IL PRECARIATO DI STATO PER L’ASSUNZIONE IMMEDIATA DEI VIGILI DEL FUOCO DISCONTINUI che si terrà lunedì 10 marzo 2008 alle ore 10 in piazza Carità a Napoli.

Il Comitato considera la procedura di stabilizzazione del personale precario dei VVF del Ministero dell’Interno (decreto 30 luglio 2007) una manovra discriminatoria nei confronti di tutti i vigili del fuoco discontinui-precari napoletani in quanto i parametri utilizzati ai fini della selezione (eta’ max 37anni, 3 anni di decreto ministeriale e 120 giorni di servizio negli ultimi 5 anni) escludono dal concorso centinaia di vigili discontinui che fino ad oggi hanno prestato e continuano a prestare servizio di precariato (incarichi di 20 giorni) presso il Comando provinciale VVF di Napoli.

Questi parametri discriminatori delineati nella procedura di stabilizzazione sono inaccettabili e deve essere adottata dalle autorità competenti in materia un piano specifico per le assunzioni dei vigili discontinui adottando come riferimento la nuova graduatoria costituita presso l’ufficio del personale del Comando provinciale VVF di Napoli secondo i nuovi criteri attualmente utilizzati (figli a carico, disoccupazione, anzianità ) per richiami in servizio del precariato. Sarà nostra premura vigilare su tale graduatoria affinché vengano rispettati tutti i parametri presi in considerazione.
Il nostro lavoro precario serve a coprire la carenza cronica del personale permanente del Comando provinciale VVF di Napoli che con l’impiego dei vigili discontinui durante tutto l’anno con difficoltà riesce a coprire al minimo il funzionamento del Soccorso tecnico urgente ai cittadini.

Se i vigili del fuoco discontinui sono idonei durante tutto l’anno a svolgere il servizio d’istituto (soccorso ai cittadini) da precari non vediamo il motivo per cui ci debba essere una selezione nel processo di stabilizzazione essendo tutti già operativi, considerando anche il fatto che esiste una carenza di organico a livello nazionale di circa 15mila unità per il raggiungimento minimo degli standard europei. E’ chiaro che una volta avviato il processo di stabilizzazione siamo favorevoli affinché i vigili discontinui siano inviati a Roma per il superamento del corso obbligatorio di aggiornamento e formazione professionale. Siamo i primi ad attenerci alla sicurezza sul lavoro!!!
Alla luce di tale analisi il potenziamento del Corpo nazionale deve avvenire in primo luogo assorbendo il precariato costituito dai vigili discontinui che aspirano a diventare permanenti e soltanto dopo questa fase attraverso il bando di un nuovo concorso pubblico.

La nuova stabilizzazione dovrà dunque avvenire prendendo in considerazione le necessità di organico dei singoli Comandi provinciali e le assunzioni ribadiamo dovranno essere fatte attraverso le graduatorie provinciali esistenti NON quelle nazionali in quanto queste garantiscono l’assunzione solo di vigili che hanno più giorni di servizio essendo arruolati nei Comandi del Nord Italia che garantiscono richiami enormemente superiori rispetto a quelli del Sud.

Il COMITATO dunque porterà avanti la lotta per l’assunzione con contratto a tempo indeterminato di tutti i vigili del fuoco discontinui-precari del Comando provinciale VVF di Napoli. Noi siamo per l’unità di tutti i discontinui che intendono perseguire questo obiettivo.
Noi amiamo il lavoro di vigili del fuoco ma siamo stanchi di essere dei vigili del fuoco precari, dei vigili del fuoco di serie C, vogliamo diventare PERMANENTI !!!
Basta col PRECARIATO di Stato, abbiamo diritto ad un LAVORO STABILE!!!

10/3/2008

25.2.08

Lavoro: veterinari precari chiedono stabilizzazione

2008-02-25 13:48

Sono in sit- in sotto il Consiglio regionale a Cagliari
(ANSA) - CAGLIARI, 25 FEB - Una trentina di veterinari coadiutori regionali, alcuni dei quali precari dal 1985 (eta' media 45-55 anni), chiedono stabilizzazione. Ai politici della Regione chiedono di poter rientrare nelle procedure di stabilizzazione previste dalla Finanziaria nazionale 2007, non avendo ne' una specializzazione e ne' garanzie per il futuro occupazionale. E stamani sono in sit-in sotto il Consiglio regionale dov'e' in corso la cerimonia per il 60/mo anniversario dello Statuto Speciale della Sardegna.

19.2.08

Finalmente gli Artisti di Roma hanno un “mercato”

Finalmente gli Artisti di Roma hanno un “mercato”………

Sabato 16 febbraio 2008 il Coordinamento in rappresentanza di 30 associazioni di artisti visivi di Roma, ha “liberato” a Corviale uno spazio progettato e costruito come mercato coperto e mai utilizzato.
Gli artisti di Roma denunciano come in questi ultimi 10 anni, gli spazi per l’arte contemporanea si siano sempre più ridotti. La causa è nella logica amministrativa che ha preferito “favorire” solo grandi eventi e in generale il “magna e bevi” con l’invasione di pizzetterie e wine bar.
Il risultato di questa politica è sotto gli occhi di tutti, con l’aumento proporzionato dei prezzi e degli affitti e l’espulsione dal centro di artigiani, abitanti storici e artisti.
A fronte di questa situazione, gli artisti di Roma pongono con urgenza la questione dell’utilizzo del patrimonio immobiliare e chiedono l’assegnazione di spazi, affinché si possa costituire quella rete d’attività culturali e artistiche, necessaria alla connessione con Accademie, Musei e Fondazioni,
primo passo per colmare il vuoto tra la formazione e la professione.
La nostra azione vuole rendere visibile il patrimonio di opere e artisti che anima la città, per fare di Roma un luogo che vada oltre i suoi “ruderi” storici, ed entrare finalmente e a pieno diritto, nella “Contemporaneità”.

Su questi temi, Domenica 17 febbraio alle ore 15 si terrà un’assemblea generale per concordare modalità e obbiettivi.


Coordinamento Associazioni Artisti Visivi di Roma.

4.2.08

Controlli antiabusi per 90mila contratti a progetto

Controlli antiabusi per 90mila contratti a progetto
di Francesca Barbieri

4 febbraio 2008

Insegnanti delle scuole private nel mirino degli ispettori del lavoro. «Non è da escludere - conferma Massimo Pianese, direttore generale per l'attività ispettiva del ministero del Lavoro - un intervento specifico sull'uso delle collaborazioni a progetto negli istituti privati, per accertare se l'attività è svolta nell'ambito di materie obbligatorie o facoltative».
E così un'altra categoria di lavoratori si dovrebbe aggiungere all'elenco individuato dalla circolare numero 4 emanata la scorsa settimana dal ministero del Lavoro: «Il Sole-24 Ore del lunedì» ha stimato circa 90mila contratti a progetto che interessano addetti alla distribuzione di bollette o alla consegna di giornali, riviste ed elenchi telefonici; autisti e autotrasportatori; baby sitter e badanti; addetti alle agenzie ippiche; baristi e camerieri; custodi e portieri. E, poi, commessi, estetiste e parrucchieri, facchini, istruttori di autoscuola, letturisti di contatori, addetti alle pulizie, manutentori. Per finire con muratori, piloti e assistenti di volo, braccianti agricoli e segreterie.
La nuova stretta sul lavoro a progetto (le verifiche partiranno a marzo) nasce dai risultati dell'attività ispettiva svolta negli ultimi anni. «Il quadro generale - sottolinea Pianese - dimostra un consistente ricorso al contratto a progetto anche in settori dove questa tipologia appare oggettivamente poco compatibile con il contesto di riferimento e l'attività delle figure professionali che si muovono al suo interno».
I settori in cui si è registrato, più che in altri, un uso improprio delle collaborazioni a progetto sono quelli individuati dalla circolare n. 4/2008. Le segretarie, per esempio, figurano al terzo posto della classifica «Collaborazioni per professione» elaborata da Italia lavoro, l'agenzia tecnica ministeriale, su dati Istat relativi al 2006: su 404.205 collaboratori complessivi (a progetto e coordinati e continuativi), il personale di segreteria ne "accoglie" circa 19mila, il 4,7% del totale.
Tra baristi e camerieri (insieme ai cuochi) si contano oltre 5.500 collaboratori. Anche se la Fipe, Federazione italiana pubblici esercizi, sottolinea che oggi «il co.co.pro non è una tipologia a cui si fa in genere ricorso per baristi e ristoratori: viene usata per vendite sperimentali dei prodotti del territorio, ma si tratta di un fenomeno molto limitato».
Un'altra attività con un discreto numero di lavoratori a progetto è quella degli addetti alle pulizie: più di 6mila che rappresentano però circa il 2% del totale della categoria. Anche in questo caso, per l'associazione di riferimento, la Fise-Anip, tutti i contratti stipulati nel settore delle pulizie sono a tempo indeterminato, con una prevalenza del part-time. Stesso ritornello per i piloti: l'Anpac – Associazione nazionale piloti aviazione commerciale – sottolinea che «per i piloti gli unici contratti in vigore sono quelli a tempo determinato o indeterminato. Nella nostra categoria non è previsto il co.co.pro».
E se secondo gli ultimi dati disponibili dell'Inps, nel 2007 il numero di posizioni aperte alla gestione separata è sceso di oltre 400mila unità (da 1.932.693 del 2006 a 1.515.530), il ministero del Lavoro ha avuto segnali diversi. «Abbiamo riscontri - dichiara Pianese - di un progressivo aumento dei rapporti di lavoro autonomo in forma coordinata e continuativa in settori, come l'edilizia, nei quali l'attività svolta in concreto presenta caratteristiche tali da risultare poco compatibile con questa tipologia contrattuale».
Interventi sui co.co.pro ce ne sono già comunque stati: da quello limitato ai call center al processo di stabilizzazione dettato dalla Finanziaria 2007, fino al progressivo aumento delle aliquote contributive previsto dal Protocollo sul Welfare. «Il rifiorire delle collaborazioni era tuttavia prevedibile - commenta Pianese –: il nuovo quadro sanzionatorio si è infatti incentrato sul fenomeno del lavoro nero e non su quello "grigio". Basti pensare alla maxi-sanzione prevista dal Dl 223/2006 o alla sospensione dell'attività imprenditoriale, che puniscono severamente l'impiego di lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria, lasciando, invece, indenne il datore di lavoro che ricorre a forme contrattuali del tutto incompatibili con l'attività lavorativa resa, nel concreto, dai propri collaboratori».
Ma cosa rischia un'azienda che ha fatto ricorso a contratti di collaborazione "non genuini"? «Finora – conclude Pianese – le imprese fuori regola sono state oggetto di sanzioni amministrative e di provvedimenti di recupero contributivo. Ciò che più importa è comunque aver ricondotto molti rapporti di lavoro nell'ambito della subordinazione e applicato così maggiori tutele per i lavoratori».

2.2.08

6 novembre 2007: contestazione a Epifani

Padova - Licenziamenti TNT. Arriva la solidarieta' del mondo del calcio

Raccolta fondi prima dell’incontro di domenica 2 febbraio tra Gregorense e Polisportiva San Precario

In solidarietà alla lotta dei lavoratori licenziati da FastCoop, cooperativa appartenente al Consorzio Gesconet, che gestiva l’appalto dei magazzini per lo smistamento merci per conto di TNT, a Limena (PD), la Polisportiva San Precario che partecipa al campionato di terza categoria, domenica 2 febbraio, prima della partita, in accordo con la squoadra avversaria, raccoglierà fondi da destinare alle famiglie dei lavoratori licenziati.

Ecco il comunicato:
La notizia del licenziamento degli operai della cooperativa Fast Coop di Limena e della chiusura del magazzino della TNT, ci lascia interdetti e amareggiati.
A nome della dirigenza, dei giocatori e di tutti coloro che si riconoscono nella PolisportivaSanPrecario esprimiamo la nostra vicinanza e la nostra solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie che in questi giorni stanno lottando per la difesa del proprio posto di lavoro.
Siamo precari perchè lo sono anche quei diritti che ormai sembravano acquisiti.Gli avvenimenti degli ultimi giorni purtroppo ci raccontano di come sia sempre più raro il diritto ad un lavoro garantito e difeso da norme certe.Un posto di lavoro che non sia paragonabile ad una nuova forma di schiavismo o peggio sia causa, ormai quotidianamente, di morte.
Da precari, nello sport come nella vita di tutti i giorni non ci sottraiamo alla nostra responsabilita’di una solidarieta’ attiva e partecipe.Per questo motivo invitiamo tutti quanti sono sensibili alle istanze dei lavoratori della Faast Coop /TNT a partecipare alla partita di calcio di domenica.
Con i dirigenti e la squadra della Gregoriense, nostra avversaria e ospitante, vi aspettiamo numerosi insieme a tutti quelli che ci sostengono per aprire una sottoscrizione da devolvere ai lavoratori e alle loro famiglie.

[ mercoledì 30 gennaio 2008 ]

Giustizia precaria, affidata ai magistrati a tempo determinato

Giustizia precaria, affidata ai magistrati a tempo determinato
Martedì 29 Gennaio 2008

Chi è un “magistrato onorario”? È un cittadino che, in possesso dei requisiti minimi (una laurea in giurisprudenza e l’abilitazione da avvocato), pur non essendo un magistrato di professione, sostiene la pubblica accusa ed emette verdetti. Viene pagato a cottimo e ha un mandato a tempo determinato. I magistrati onorari sono ormai tantissimi: 7.700 contro i 10.100 o poco più magistrati “togati”. Si occupano di un numero sempre crescente di cause e di processi sempre più rilevanti.

A questi “precari del diritto”, che comunque “consentono alla giustizia italiana di continuare almeno a zoppicare anziché crollare completamente al suolo”, è dedicato uno dei capitoli di Fine pena mai - L’ergastolo dei tuoi diritti nella giustizia italiana (Il Saggiatore), il nuovo libro di Luigi Ferrarella, cronista giudiziario del Corriere della Sera. Un saggio che si tiene alla larga dalle polemiche tra politici e magistrati e che spiega al cittadino, documenti e numeri alla mano, i motivi concreti per cui la giustizia italiana non funziona.

Ecco perché, scrive l’autore, “chi pensa che farsi i fatti propri e non aver mai messo piede in un tribunale basti a non scontare l’inefficienza del sistema giudiziario italiano si sbaglia. Il crac della giustizia insegue tutti i cittadini fin dentro casa e invade la loro vita quotidiana”. Le cause civili che durano in media otto anni, gli avvocati che si portano in aula la carta per le fotocopie, un’istanza che impiega otto giorni a passare da un ufficio all’altro dello stesso pianerottolo, i calcinacci che cadono in testa agli imputati, i traduttori impiegati nelle indagini antiterrorismo che aspettano il compenso per otto mesi, i pm che vanno in autobus a interrogare i mafiosi in carcere. Paradossi che dicono più dei discorsi sui “magistrati politicizzati” o sulle autorizzazioni a intercettare questo o quel politico.

E il caso dei giudici onorari è solo un esempio: “Amministrano quasi per metà la giustizia civile di primo grado”, spiega Ferrarella, “macinando ogni anno un milione e mezzo di cause. E sbrigano un sesto di quella penale, celebrando più di 80 mila processi l’anno. Per la maggior parte dei cittadini sono addirittura la faccia stessa della giustizia, il primo impatto con un giudice: quello al quale si va a chiedere di annullare una multa stradale, o di condannare la controparte a pagare i danni di un incidente automobilistico, o di essere assolti da un’accusa di lesioni o di truffa”.

“Eppure”, continua il giornalista, “non sono magistrati di professione. Ma cittadini proprio come quelli che giudicano. Perché, anche se non sta scritto in nessun tribunale, nell’ultimo decennio una larga parte della giustizia italiana è stata ‘privatizzata’. Subappaltata e fatta esercitare a precari del diritto, pagati a cottimo, sprovvisti di tutele di previdenza e assistenza, destinati a essere dismessi allo scadere di un mandato a termine”. E le “toghe precarie” non si occupano di processi di serie B. “Si parla di alcuni omicidi colposi per colpa medica e per infortuni sul lavoro, una parte dei dibattimenti per droga, maltrattamenti, truffe, circonvenzioni di incapace, alcuni tipi di furti e rapine, alcuni reati ambientali, più i processi ‘per direttissima’ dove il viceprocuratore onorario rappresenta la procura che chiede la convalida degli arresti in flagranza e l’emissione delle relative misure cautelari”.

Spesa proletaria, giudice si astiene

SPESA PROLETARIA, GIUDICE SI ASTIENE: ATTI A TRIBUNALE ROMA
E' la sorella di pm Cosenza che ha chiesto condanna per Casarini

Roma, 31 gen. (Apcom) - Sospeso il processo sulla spesa proletaria per l'astensione del giudice a latere, sorella del pm responsabile dell'inchiesta di Cosenza riguardo una presunta associazione sovversiva guidata dai leader del movimento no global italiano, Luca Casarini, Francesco Caruso e Francesco Cirillo. Si è aperta e subito chiusa la prima udienza, a Roma, del procedimento a carico di 39 persone, tra cui lo stesso Casarini, l'ex consigliere comunale Nunzio D'Erme e Guido Lutrario, per i fatti del 6 novembre 2004, quando in occasione delle manifestazioni contro la precarietà, dal supermercato Panorama, sulla Tiburtina, e dalla libreria Feltrinelli, di Largo Argentina, vennero portati via beni e oggetti vari per alcune migliaia di euro.

Ora sarà il presidente del tribunale di Roma, Paolo De Fiore, a stabilire se sussiste una incompatibilità del giudice Alba Fiordalisi, componente della X sezione collegiale del tribunale, o se invece il suo legame di parentela con il pm Domenico Fiordalisi, non sia "ostativo" alla necessaria "terzietà". E' quindi durato poco meno di due ore il presidio indetto per oggi all'ingresso principale della cittadella giudiziaria e di - il movimento - aveva dato pubblicità nei giorni scorsi, attraverso post su internet e mail della rete dei centri sociali della Capitale.

Secondo la ricostruzione fornita, in un comunicato, quel 6 novembre, "si svolse una importante giornata di mobilitazione contro la precarietà e per il diritto a un reddito garantito". Quel giorno, insomma, "si stavano portando avanti azioni dimostrative e di denuncia sociale e politica su un problema reale e concreto: l'iniziativa che fu svolta la mattina presso il supermercato Panorama fu in realtà un'iniziativa ampiamente pubblicizzata, nell'ambito della quale i manifestanti cercarono di contrattare con il direttore del supermercato una tariffazione sociale per beni di prima necessità, il 'Paniere precario', mentre durante il corteo del pomeriggio alcuni precari e studenti universitari, davanti alla libreria Feltrinelli, parlavano del bisogno di garantire il diritto al libero accesso, indipendentemente dalle condizioni di censo, alla cultura e a beni di primaria importanza, come possono essere appunto libri e altri materiali utili nel processo formativo".

Inizialmente erano 105 le persone che erano state identificate. Ma a giudizio sono invece 39 per i reati, a vario titolo, di rapina aggravata, lesioni e danneggiamento. Contro il processo di Cosenza alcuni manifestanti hanno esposto un piccolo striscione. Il pm calabrese ha richiesto pene per un totale di 50 anni , per i 13 imputati per il reato di associazione sovversiva, con l'accusa di "turbare l'esecuzione delle funzioni del governo italiano, sovvertire violentemente l'ordinamento economico costituito nel nostro Stato, sopprimere la globalizzazione dei mercati economici, alterare l'ordinamento del mercato del lavoro" e con la finalità di provocare incidenti nelle città di Napoli e Genova durante le proteste del 2001. I "compagni e le compagne di Roma", in una nota, considerano l'accusa "immotivata, inaccettabile, ridicola".

Le sante parole di San Precario

Le sante parole di San Precario: Un documentario politico

Un documentario di appena settantacinque minuti, parole sante – per l'appunto – che valgono piu' di un trattato sindacale. Ascanio Celestini, artista romano al suo secondo documentario, racconta la sua visione del precariato, portando allo scoperto la condizione di migliaia di giovani costretti a lavori sottopagati e temporanei coi quali si eludono molto spesso i piu' elementari diritti civili. Prodotto e distribuito dalla Fandango di Domenico Procacci, Parole sante esce nelle sale italiane il 1° febbraio.

Dal lavoro flessibile al posto fisso: in Toscana dopo 6 anni ci riesce il 48%

Dal lavoro flessibile al posto fisso: in Toscana dopo 6 anni ci riesce il 48%
Secondo lo studio della Regione e dell'Irpet nel 2006 il 78,8% dei nuovi contratti è a tempo: sono soprattutto donne e laureati


01.02.2008

Dopo sei anni di flessibilità, solo il 48% degli occupati riesce ad avere un contratto a tempo indeterminato. E' uno dei dati emersi dalla ricerca condotta da Regione e Irpet su "La flessibilità del lavoro in Toscana".
Lo studio rivela anche che dal 1993 al 2006 la flessibilità nel lavoro è passata dal 4.5 al 12.5 (in Italia è al 13.1% e in Europa al 14.5%).
E l' assessore al lavoro Gianfranco Simoncini ricorda che nel 2006 il 78.8% dei nuovi posti di lavoro è stato rappresentato da contratti a tempo. Il ricorso alla flessibilità è cresciuto in modo costante, registrando una frenata solo negli anni 2001 e 2002 quando vennero varate norme per gli sgravi fiscali destinati a chi assumeva a tempo indeterminato.

Se il 48% dei lavoratori atipici dopo sei anni si è stabilizzato, il 20% resta precario, il 14% rimane senza lavoro e il 18%, rappresentato prevalentemente da casalinghe e studenti esce dal mercato del lavoro. La ricerca, la prima in Toscana, è stata avviata nel 2004 con interviste a 1800 lavoratori che nel 2000 avevano avuto un avviamento al lavoro con contratto a termine e nel 2006 sono stati nuovamente intervistate 900 persone del campione iniziale. Francesca Giovani, curatrice dello studio, sottolinea che l' 82% degli intervistati ha dichiarato di aver accettato il lavoro atipico perché non ha avuto alternative: "Significa che questa via non è un trampolino verso un'occupazione stabile".

Sono soprattutto le donne a dire di aver subito il lavoro flessibile (85% contro il 76% dei maschi). A rimanere più a lungo precari sono i laureati, ma solo perché attendono più dei diplomati e di coloro che sono senza titolo di studio l'occasione di lavoro più gratificante. Mentre le donne sono le più penalizzate: guadagnano il 20% in meno del collega maschio. Uno stipendio da 900 euro viene guadagnato dal 47% delle donne e dal 39% dei maschi. Il lavoro in rosa ha anche contratti più brevi. Il 53% viene assunto per un periodo massimo di 11 mesi, mentre la percentuale dei maschi, per lo stesso periodo di tempo, è del 32%. (ANSA)