Le sante parole di San Precario: Un documentario politico
Un documentario di appena settantacinque minuti, parole sante – per l'appunto – che valgono piu' di un trattato sindacale. Ascanio Celestini, artista romano al suo secondo documentario, racconta la sua visione del precariato, portando allo scoperto la condizione di migliaia di giovani costretti a lavori sottopagati e temporanei coi quali si eludono molto spesso i piu' elementari diritti civili. Prodotto e distribuito dalla Fandango di Domenico Procacci, Parole sante esce nelle sale italiane il 1° febbraio.
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2.2.08
6.11.07
4 Novembre. Iniziate presso la sede Ikea Anagnina le riprese del Film documentario
"La Scommessa dei Bamboccioni: esci di casa se ci riesci":
spronati dalle dichiarazioni del ministro Padoa Schioppa alcuni bamboccioni si sono messi insieme per andare via di casa.
Una produzione Vida Loca.
La prima scommessa non ha avuto successo.
Ma i bamboccioni non si sono certo afflitti e non si fermeranno finchè non riusciranno ad andare via di casa Le proveranno tutte.
Partecipa alla sfida o seguila sul sito.
Intanto per far sentire la loro voce parteciperanno allo sciopero generalizzato del 9 Novembre. Appuntamento dunque venerdi 9 Novembre alle ore 10 alla facoltà di lettere di Roma Tre.
Se Roma è precaria...vivi la Vida Loca!
www.romaprecaria.org
FOTO
spronati dalle dichiarazioni del ministro Padoa Schioppa alcuni bamboccioni si sono messi insieme per andare via di casa.
Una produzione Vida Loca.
La prima scommessa non ha avuto successo.
Ma i bamboccioni non si sono certo afflitti e non si fermeranno finchè non riusciranno ad andare via di casa Le proveranno tutte.
Partecipa alla sfida o seguila sul sito.
Intanto per far sentire la loro voce parteciperanno allo sciopero generalizzato del 9 Novembre. Appuntamento dunque venerdi 9 Novembre alle ore 10 alla facoltà di lettere di Roma Tre.
Se Roma è precaria...vivi la Vida Loca!
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26.10.07
Con Celestini i precari di Atesia
Alla presentazione domani alla Festa del Cinema di Parole Sante, di Ascanio Celestini, saranno presenti anche i veri protagonisti del documentario: i lavoratori precari riuniti nel collettivo Atesia del call center romano di Cinecittà, una realtà lavorativa divenuta un simbolo del mondo del lavoro nell'era del precariato.
Dopo la proiezione e il dibattiro di domani sera all'Auditorium, si terrà un concerto con Ascanio Celestini e i musicisti del disco di Parole Sante, edito da Radiofandango.
15.6.07
Paolo Virzì: "Racconto con la Ferilli i lavori dei giovani precari"
di Michele Anselmi - martedì 12 giugno 2007, 10:03
Roma - Il titolo va letto per contrasto, con sottolineatura amarognola, proprio come accadeva per La bella vita. Lì si narravano i giorni vuoti, sempre più desolati e improduttivi, di un operaio cassintegrato dell'Ilva di Piombino. Tredici anni dopo Paolo Virzì fa un altro film sui temi del lavoro, anzi dei nuovi lavori: Tutta la vita davanti. Una frase fatta, da presunta saggezza popolare, usata di solito per rassicurare chi è giovane e avrà tempo per sistemarsi. Il tema è il mondo dei call-center, tra sfruttamento, imbrogli e promesse, con un occhio alla commedia di costume.
Reduce dallo sfortunato N (Io e Napoleone), il quarantaduenne regista livornese torna dunque all'attualità italiana. Doveva essere un piccolo film, quasi sperimentale, in attesa di porre mano all'impegnativo Vita, dal romanzone di Melania Mazzucco, invece strada facendo Tutta la vita davanti ha preso corpo. Se la protagonista è la quasi esordiente Isabella Ragonese, apprezzata in Nuovomondo, attorno a lei spicca un cast di lusso: Sabrina Ferilli, il gettonatissimo Elio Germano, Valerio Mastandrea, Massimo Ghini. Produce la Motorino Amaranto di Virzì con il decisivo contributo di Medusa, che distribuirà. Primo ciak a fine giugno, sceneggiatura, come sempre, scritto insieme al fedele Francesco Bruni.
Il call-center per parlare di flessibilità, contratti a termine, sfruttamento...
«No, soprattutto di persone. Con spirito leggero, senza toni apocalittici o riferimenti alla legge Biagi. L'idea è di raccontare un'odissea burlesca e avventurosa nel mondo di una certa precarietà giovanile. Sull'argomento si sono letti libri e reportage, anche di valore, la tv ha indagato. Il cinema, invece, è sembrato distratto, quasi avesse difficoltà a ritrarre quel pezzo di società».
Il punto di partenza?
«Il libercolo di una ragazza sarda, Michela Murgia, Il mondo deve sapere. Studente in teologia, per guadagnare qualche euro finì a fare l'operatrice di telemarketing a caccia di casalinghe. Siamo partiti da lì, immaginando una venticinquenne laureata in filosofia teoretica, appunto Isabella Ragonese, immersa per necessità in quella specie di caverna di Platone. Sarà un call-center raccontato in chiave fantasmagorica, a tratti grottesca, ma anche realistica. La scoperta di un mondo parallelo che ci sta accanto. La curiosità è socio-antropologica, ma il tema suscita, ai nostri occhi, anche riflessioni di tipo filosofico».
Roma - Il titolo va letto per contrasto, con sottolineatura amarognola, proprio come accadeva per La bella vita. Lì si narravano i giorni vuoti, sempre più desolati e improduttivi, di un operaio cassintegrato dell'Ilva di Piombino. Tredici anni dopo Paolo Virzì fa un altro film sui temi del lavoro, anzi dei nuovi lavori: Tutta la vita davanti. Una frase fatta, da presunta saggezza popolare, usata di solito per rassicurare chi è giovane e avrà tempo per sistemarsi. Il tema è il mondo dei call-center, tra sfruttamento, imbrogli e promesse, con un occhio alla commedia di costume.
Reduce dallo sfortunato N (Io e Napoleone), il quarantaduenne regista livornese torna dunque all'attualità italiana. Doveva essere un piccolo film, quasi sperimentale, in attesa di porre mano all'impegnativo Vita, dal romanzone di Melania Mazzucco, invece strada facendo Tutta la vita davanti ha preso corpo. Se la protagonista è la quasi esordiente Isabella Ragonese, apprezzata in Nuovomondo, attorno a lei spicca un cast di lusso: Sabrina Ferilli, il gettonatissimo Elio Germano, Valerio Mastandrea, Massimo Ghini. Produce la Motorino Amaranto di Virzì con il decisivo contributo di Medusa, che distribuirà. Primo ciak a fine giugno, sceneggiatura, come sempre, scritto insieme al fedele Francesco Bruni.
Il call-center per parlare di flessibilità, contratti a termine, sfruttamento...
«No, soprattutto di persone. Con spirito leggero, senza toni apocalittici o riferimenti alla legge Biagi. L'idea è di raccontare un'odissea burlesca e avventurosa nel mondo di una certa precarietà giovanile. Sull'argomento si sono letti libri e reportage, anche di valore, la tv ha indagato. Il cinema, invece, è sembrato distratto, quasi avesse difficoltà a ritrarre quel pezzo di società».
Il punto di partenza?
«Il libercolo di una ragazza sarda, Michela Murgia, Il mondo deve sapere. Studente in teologia, per guadagnare qualche euro finì a fare l'operatrice di telemarketing a caccia di casalinghe. Siamo partiti da lì, immaginando una venticinquenne laureata in filosofia teoretica, appunto Isabella Ragonese, immersa per necessità in quella specie di caverna di Platone. Sarà un call-center raccontato in chiave fantasmagorica, a tratti grottesca, ma anche realistica. La scoperta di un mondo parallelo che ci sta accanto. La curiosità è socio-antropologica, ma il tema suscita, ai nostri occhi, anche riflessioni di tipo filosofico».
16.4.07
11 e 12/4 Racconti e immagini dal precariato
La Cineteca Nazionale presenta 'Siamo uomini o precari? Racconti e immagini di ordinaria flessibilità' a Roma, al Cinema Trevi, l'11 e il 12 aprile 2007. Questa mini rassegna su cinema e precariato vuole essere l’occasione per fare il punto su un tema attuale e insieme per incontrare alcune delle persone che si sono impegnate, con i propri film e i propri progetti, a raccontare e dare visibilità al mondo della cosiddetta flessibilità.
Mercoledì 11 aprile, ore 21
Racconti e immagini dal precariato
Incontro con Greta Barbolini (presidente dell’Unione Circoli Cinematografici Arci), Stefano Consiglio (regista), Steve Della Casa (direttore artistico di Cinema &/è Lavoro-Festival Cinematografico dell’Umbria), Roberta Saiardi (ideatrice del blog Anagrafe Precari)
a seguire
EGA Editore, in collaborazione con l'Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, presenta il documentario Porca miseria, che inaugura la nuova collana DVD+libri "Immagini/Video" della casa editrice torinese EGA Editore, alla presenza del regista Armando Ceste e di Loris Campetti (il Manifesto).
Cinema Trevi-Cineteca Nazionale - Vicolo del Puttarello, 25
Mercoledì 11 aprile, ore 21
Racconti e immagini dal precariato
Incontro con Greta Barbolini (presidente dell’Unione Circoli Cinematografici Arci), Stefano Consiglio (regista), Steve Della Casa (direttore artistico di Cinema &/è Lavoro-Festival Cinematografico dell’Umbria), Roberta Saiardi (ideatrice del blog Anagrafe Precari)
a seguire
EGA Editore, in collaborazione con l'Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, presenta il documentario Porca miseria, che inaugura la nuova collana DVD+libri "Immagini/Video" della casa editrice torinese EGA Editore, alla presenza del regista Armando Ceste e di Loris Campetti (il Manifesto).
Cinema Trevi-Cineteca Nazionale - Vicolo del Puttarello, 25
26.2.07
Lavoratori atipici, arriva una carta di servizi
PESCARA. Servizi a prezzi ridotti, dall’ingresso al cinema al biglietto dell’autobus, passando per le polizze assicurative e i prodotti di largo consumo, destinati ai lavoratori atipici. E’ il contenuto di CartAtipica, il progetto realizzato dalla Camera del lavoro precario, coordinata da Ilaria Del Biondo, e sostenuta dagli assessori provinciali alla Qualità della vita e al Lavoro, Sante Di Paolo e Antonio Castricone, che sarà presentato ufficialmente oggi, 24 febbraio, alle 17, al cinema Sant’Andrea di Pescara.
La realizzazione di una carta nominativa (a rilasciarla saranno i Centri per l’impiego della Provincia) destinata ai lavoratori atipici e precari del Pescarese permetterà loro di accedere ad una serie di servizi a prezzi agevolati, anche se non si tratterà di sole convenzioni.
Alla base del progetto – come illustrato questa mattina alla stampa - c’è la necessità di far fronte alle esigenze emerse attraverso il questionario da 38 domande somministrato ad un campione di 380 collaboratori coordinati e a progetto (co.co.co e co.co.pro), titolari di contratti di formazione e lavoro, lavoratori socialmente utili, part-time e tempi determinati, ovvero quanto compongono la variegata galassia del lavoro precario nel Pescarese. Un piccolo esercito di circa 7mila potenziali utenti del nuovo strumento pensato per arginare le difficoltà di chi non ha un impiego stabile.
Nel programma della presentazione ufficiale di domani, alle 18,30 è prevista la proiezione del documentario “Senza la terrà sotto i piedi” per la regia di Stefano Buda (62 minuti, musiche di Anemamè e Gianni Inzaina, interviste di Simona Salvi, Stefano Buda, Marco Di Pietrantonio, Ilaria Capelluti, Gianfranco Castorani).
Si tratta del racconto di una moltitudine frammentata di vite divise tra la precarietà del lavoro che condiziona l’esistenza e la voglia di evadere e divertirsi.
Alle 23,30 chiuderà FestAtipica, al Rude club di via dei Peligni, con il concerto (ad ingresso gratuito) degli Anemamè, formazione nata nella zona frentana nel 2003, caratterizzata dalle contaminazioni folk delle canzoni dialettali abruzzesi e composta da Claudio Toni Di Toro (voce), Vincenzo Di Camillo (sassofono), Gianni De Chellis (chitarra), Francesco Di Toro (fisarmonica, tastiera e cori), Carlo Porfilio (batteria) e Fausto Bomba (basso) più il fonico Silvio Andreoli.
www.cameradellavoroprecario.org
La realizzazione di una carta nominativa (a rilasciarla saranno i Centri per l’impiego della Provincia) destinata ai lavoratori atipici e precari del Pescarese permetterà loro di accedere ad una serie di servizi a prezzi agevolati, anche se non si tratterà di sole convenzioni.
Alla base del progetto – come illustrato questa mattina alla stampa - c’è la necessità di far fronte alle esigenze emerse attraverso il questionario da 38 domande somministrato ad un campione di 380 collaboratori coordinati e a progetto (co.co.co e co.co.pro), titolari di contratti di formazione e lavoro, lavoratori socialmente utili, part-time e tempi determinati, ovvero quanto compongono la variegata galassia del lavoro precario nel Pescarese. Un piccolo esercito di circa 7mila potenziali utenti del nuovo strumento pensato per arginare le difficoltà di chi non ha un impiego stabile.
Nel programma della presentazione ufficiale di domani, alle 18,30 è prevista la proiezione del documentario “Senza la terrà sotto i piedi” per la regia di Stefano Buda (62 minuti, musiche di Anemamè e Gianni Inzaina, interviste di Simona Salvi, Stefano Buda, Marco Di Pietrantonio, Ilaria Capelluti, Gianfranco Castorani).
Si tratta del racconto di una moltitudine frammentata di vite divise tra la precarietà del lavoro che condiziona l’esistenza e la voglia di evadere e divertirsi.
Alle 23,30 chiuderà FestAtipica, al Rude club di via dei Peligni, con il concerto (ad ingresso gratuito) degli Anemamè, formazione nata nella zona frentana nel 2003, caratterizzata dalle contaminazioni folk delle canzoni dialettali abruzzesi e composta da Claudio Toni Di Toro (voce), Vincenzo Di Camillo (sassofono), Gianni De Chellis (chitarra), Francesco Di Toro (fisarmonica, tastiera e cori), Carlo Porfilio (batteria) e Fausto Bomba (basso) più il fonico Silvio Andreoli.
www.cameradellavoroprecario.org
16.2.07
Prato. Il Vangelo secondo San Precario al Terminale
di pratoblog
lunedì 05 febbraio 2007
Un tema scottante e attualissimo, che purtroppo finisce per riguardare tutti i giovani, nessuno escluso: stiamo parlando della precarietà, della difficiltà di trovare un lavoro stabile e soddisfacente. E' nell'ambito del progetto "Cinema di frontiera", voluto dalla Fondazione Michelucci e dall'Arci di Prato, che questa sera alle ore 21, al cinema Terminale si terrà la proiezione del film Il Vangelo secondo precario. Un film del 2005 diretto dal regista Stefano Obino, dalla trama esilarante. Infatti si tratta di un intreccio di quattro storie di ordinaria flessibilità: Dora è una stagista televisiva a cui vengono rubate le idee, Franco è un aspirante scrittore che per vivere fa l'agente finanziario, Mario è un avvocato che aspetta di poter diventare socio di uno studio legale e Marta fa indagini per conto dell'Istat. Su tutti vigila San Precario, un pugile morto per sbaglio delegato all'archiviazione delle preghiere dei precari.
lunedì 05 febbraio 2007
Un tema scottante e attualissimo, che purtroppo finisce per riguardare tutti i giovani, nessuno escluso: stiamo parlando della precarietà, della difficiltà di trovare un lavoro stabile e soddisfacente. E' nell'ambito del progetto "Cinema di frontiera", voluto dalla Fondazione Michelucci e dall'Arci di Prato, che questa sera alle ore 21, al cinema Terminale si terrà la proiezione del film Il Vangelo secondo precario. Un film del 2005 diretto dal regista Stefano Obino, dalla trama esilarante. Infatti si tratta di un intreccio di quattro storie di ordinaria flessibilità: Dora è una stagista televisiva a cui vengono rubate le idee, Franco è un aspirante scrittore che per vivere fa l'agente finanziario, Mario è un avvocato che aspetta di poter diventare socio di uno studio legale e Marta fa indagini per conto dell'Istat. Su tutti vigila San Precario, un pugile morto per sbaglio delegato all'archiviazione delle preghiere dei precari.
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