PRECARI DELL’ASL, LA PROTESTA SI SPOSTA A BARI
L’aveva annunciato, e lo farà: domani il coordinamento degli infermieri precari di Lecce si ritroverà a Bari, per un sit-in di protesta sotto la sede della Regione Puglia, in via Capruzzi, a Bari. Partiranno in pullman alle 7,15 da piazza Muratore, di fronte all’ospedale Vito Fazzi, “A cinque mesi dall’approvazione della legge finanziaria ancora non si è giunti a nessuna conclusione”, scrivono in una nota gli infermieri.
“Siamo ancora precari, abbiamo spedito l’ennesima domanda di partecipazione all’ennesimo concorso, non abbiamo diritto a nessun scatto di anzianità, siamo psicologicamente ricattabili, ci troveremo ad essere a parità di lavoro (ma non di diritti e dignità..) infermieri pensionati di serie D, con una pensione bassissima per colpa della scellerata politica regionale ed aziendale di questi ultimi 15 anni: abbiamo pazientemente aspettato lumi dall’alto ma adesso, nonostante le rassicurazioni di vari politici i segnali delle ultime settimane sono molto negativi e preoccupanti”.
“Ad ogni buon conto – proseguono - ci poniamo queste domande: perché gli infermieri precari della ex Le/1 sono stati esclusi dal premio di produttività? Perché, se è vero che vogliono applicare la finanziaria, permettono alla Asl di foggia di bandire (nel maggio scorso) un concorso per 160 infermieri? Perché hanno prorogato i nostri incarichi sino al 31 dicembre 2007? Se hanno nell’immediato certezza su cosa fare, tutto questo tempo a che cosa serve, se non ha protrarre i tempi e procurare ulteriori disservizi a scapito delle sofferenze e sui diritti del malato? Per avere delle risposte a queste ed altre domande invitiamo tutti i colleghi a protestare con noi: siamo un esercito, 700 infermieri precari solo nella provincia di Lecce. E potremmo fare il bello ed il cattivo tempo”.
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15.6.07
Martedi la protesta dei Precari Sanita' Cobas presso la Regione
Brindisi, 09/06/2007
Il Coordinamento Regionale Precari della Sanità aderenti al Sindacato Cobas organizza per la giornata del 12.06.07 una manifestazione di protesta davanti la sede della Regione Puglia ,alla Stramurale Capruzzi, per chiedere la stabilizzazione di tutto il personale precario (infermieri, ausiliari,, ota, autisti) operante in tutte le Asl.
Il Coordinamento dei Precari dopo aver realizzato numerose manifestazioni, che hanno avuto il risultato di continue proroghe alle scadenze dei contratti di lavoro a tempo determinato, chiederanno alla giunta Vendola di cancellare il precariato presente nella sanità Pugliese.
E’ una questione non più rinviabile dato il bisogno di personale presente nelle Asl Pugliesi Quello della Sanità è il dato certamente peggiore registrato dalla Giunta Vendola , che a più di due anni dal suo insediamento non è riuscito a varare il piano regionale sulla salute che doveva sostituire il vecchio piano di riordino ospedaliero della giunta Fitto.
Altro che distretti e servizi territoriali di cui ha bisogno la gente , ci rimane solo la litigiosità dei partiti rivolti ad occupare i posti di potere nella Sanità Pugliese.
I lavoratori precari della Sanità dicono basta e con questa manifestazione di protesta chiederanno con forza al Presidente Vendola e alla sua Giunta di cambiare atteggiamento sulla Sanità, cominciando dal risolvere un problema che va avanti da tanti anni e che riguarda la vita di migliaia di precari.
L’appuntamento per i lavoratori di Brindisi è alle ore 8,00 del 12 Giugno nel piazzale antistante l’ospedale Perrino per andare in pullman a Bari. Per informazioni:349 3118288
Il Coordinamento Regionale Precari della Sanità aderenti al Sindacato Cobas organizza per la giornata del 12.06.07 una manifestazione di protesta davanti la sede della Regione Puglia ,alla Stramurale Capruzzi, per chiedere la stabilizzazione di tutto il personale precario (infermieri, ausiliari,, ota, autisti) operante in tutte le Asl.
Il Coordinamento dei Precari dopo aver realizzato numerose manifestazioni, che hanno avuto il risultato di continue proroghe alle scadenze dei contratti di lavoro a tempo determinato, chiederanno alla giunta Vendola di cancellare il precariato presente nella sanità Pugliese.
E’ una questione non più rinviabile dato il bisogno di personale presente nelle Asl Pugliesi Quello della Sanità è il dato certamente peggiore registrato dalla Giunta Vendola , che a più di due anni dal suo insediamento non è riuscito a varare il piano regionale sulla salute che doveva sostituire il vecchio piano di riordino ospedaliero della giunta Fitto.
Altro che distretti e servizi territoriali di cui ha bisogno la gente , ci rimane solo la litigiosità dei partiti rivolti ad occupare i posti di potere nella Sanità Pugliese.
I lavoratori precari della Sanità dicono basta e con questa manifestazione di protesta chiederanno con forza al Presidente Vendola e alla sua Giunta di cambiare atteggiamento sulla Sanità, cominciando dal risolvere un problema che va avanti da tanti anni e che riguarda la vita di migliaia di precari.
L’appuntamento per i lavoratori di Brindisi è alle ore 8,00 del 12 Giugno nel piazzale antistante l’ospedale Perrino per andare in pullman a Bari. Per informazioni:349 3118288
Stabilizzazione per 1500 precari della sanità sarda
venerdì, 08 giugno 2007
Parte la stabilizzazione per 1.500 precari del Servizio Sanitario regionale, il 6,9% del totale di quanti lavorano nella Sanità. La Giunta regionale ha approvato la delibera sul Piano di superamento del precariato nella Sanità pubblica. La stabilizzazione dei primi lavoratori dovrà concludersi entro il 31 marzo 2008. Il Piano riguarda personale sanitario, socio-sanitario, ausiliario, tecnico, professionale e amministrativo: requisito indispensabile è aver lavorato nella sanità pubblica per almeno tre anni, anche non continuativi, nell’arco dell’ultimo quinquennio.
CAGLIARI – Sarà una stabilizzazione di precari a costo zero, quella programmata per il 2007 dall'assessorato regionale della Sanità. Lo ha confermato l'assessore regionale, Nerina Dirindin, illustrando i contenuti della delibera approvata ieri in Giunta sul piano di superamento del precariato nella sanità pubblica. Su 21.806 lavoratori del servizio sanitario regionale (Ssr) della Sardegna al 31 dicembre 2006, 1.500 (6,9%) sono quelli a tempo determinato che attendono di essere inseriti nella dotazione organica della Asl sarde: 765 hanno un contratto di lavoro subordinato, avendo superato una selezione pubblica, 179 sono Co.Co.Co., 272 hanno stipulato un contratto libero-professionale e 284 sono stati chiamati tramite società di lavoro interinale.
Entro l'anno potrebbero essere stabilizzati circa 400 precari del comparto (infermieri ed altro personale non medico) e della dirigenza (medici) che hanno maturato (o matureranno entro il 2007) tre anni di attività nel Ssr negli ultimi 5 anni. “Una estensione di quanto previsto dalla Finanziaria nazionale – ha precisato l'assessore – che escludeva la dirigenza”. I tempi previsti sono stretti, coloro che hanno i requisiti richiesti dal piano, dovranno presentare istanza entro il 30 luglio (l'avviso sarà pubblicato entro il mese di giugno) indicando tre preferenze tra le 8 Asl sarde più il Brotzu di Cagliari. Successivamente (entro il 30 settembre) ciascuna Asl definirà il proprio fabbisogno, su base regionale per poter procedere alle prime stabilizzazioni.
Coloro che, invece, non hanno superato selezioni (Co.Co.Co., interinali e contratto da liberi professionisti) potranno accedere a selezioni future per contratti di lavoro a tempo determinato usufruendo di una riserva di posti. “Dopo che sarà approvato l'atto aziendale, che arriverà in Giunta la settimana prossima, e quelli delle singole Asl che determinano la dotazione organica – ha sottolineato l'assessore Dirindin – la sanità pubblica sarda si affiderà a contratti a tempo determinato sono per esigenze straordinarie”.
CAGLIARI – Sarà una stabilizzazione di precari a costo zero, quella programmata per il 2007 dall'assessorato regionale della Sanità. Lo ha confermato l'assessore regionale, Nerina Dirindin, illustrando i contenuti della delibera approvata ieri in Giunta sul piano di superamento del precariato nella sanità pubblica. Su 21.806 lavoratori del servizio sanitario regionale (Ssr) della Sardegna al 31 dicembre 2006, 1.500 (6,9%) sono quelli a tempo determinato che attendono di essere inseriti nella dotazione organica della Asl sarde: 765 hanno un contratto di lavoro subordinato, avendo superato una selezione pubblica, 179 sono Co.Co.Co., 272 hanno stipulato un contratto libero-professionale e 284 sono stati chiamati tramite società di lavoro interinale.
Entro l'anno potrebbero essere stabilizzati circa 400 precari del comparto (infermieri ed altro personale non medico) e della dirigenza (medici) che hanno maturato (o matureranno entro il 2007) tre anni di attività nel Ssr negli ultimi 5 anni. “Una estensione di quanto previsto dalla Finanziaria nazionale – ha precisato l'assessore – che escludeva la dirigenza”. I tempi previsti sono stretti, coloro che hanno i requisiti richiesti dal piano, dovranno presentare istanza entro il 30 luglio (l'avviso sarà pubblicato entro il mese di giugno) indicando tre preferenze tra le 8 Asl sarde più il Brotzu di Cagliari. Successivamente (entro il 30 settembre) ciascuna Asl definirà il proprio fabbisogno, su base regionale per poter procedere alle prime stabilizzazioni.
Coloro che, invece, non hanno superato selezioni (Co.Co.Co., interinali e contratto da liberi professionisti) potranno accedere a selezioni future per contratti di lavoro a tempo determinato usufruendo di una riserva di posti. “Dopo che sarà approvato l'atto aziendale, che arriverà in Giunta la settimana prossima, e quelli delle singole Asl che determinano la dotazione organica – ha sottolineato l'assessore Dirindin – la sanità pubblica sarda si affiderà a contratti a tempo determinato sono per esigenze straordinarie”.
12.5.07
Noi, precari della sanità: fantasmi da 10 lunghi anni
| [12/05/2007] | |
| "NOI, PRECARI DELLA SANITÀ: FANTASMI DA 10 LUNGHI ANNI" | |
Riceviamo e pubblichiamo una lettera di protesta del coordinamento dei lavoratori precari dell’ex Asl Le/1, che sulla loro situazione, lamentano: “La segreteria del dottor Rodolfo Rollo non ha mostrato alcuna disponibilità per fissare un incontro con il direttore generale”. “La Asl di Lecce incentiva tutti gli infermieri di ruolo e quelli precari della ex Le/2 con un premio di produttività pari a 400 euro netti, discriminando gli infermieri precari della ex Le/1, vergognosamente esclusi dalla manovra. Perché è stata commessa l’ennesima grave ingiustizia nei nostri confronti? Siamo precari da più di 10 anni perché chi di dovere non è stato in grado di fare alcun concorso; non abbiamo diritto ad alcuno scatto di anzianità; siamo psicologicamente ricattabili; contiamo meno dei colleghi di ruolo e valiamo meno dei precari della ex Le/2; siamo precari che non producono nulla, fantasmi che non meritano niente; siamo fastidiosi perché troppo numerosi: 400 euro netti moltiplicati per i 450 infermieri precari della Asl Le/1 fanno in tutto 180.000 euro. Accidenti, siamo troppi. Ma perché questi precari non muoiono?” “Calma, non c’è alcun bisogno di augurarne la morte: tanto non contano, sono insignificanti, inutili, non abbiamo alcun diritto al premio produttività, siamo fantasmi ed in quanto tali non produciamo: siamo il nulla…” “Complimenti vivissimi all’ex direttore generale, a quello attuale ed alla combriccola sindacale, che costantemente mantengono l’atteggiamento negativo nel riconoscimento del nostro lavoro svolto fino ad ora. Se prima ci sentivamo parte di una grande famiglia precaria (come dire, mal comune mezzo gaudio) adesso sappiamo che esistono precari di serie A e precari di serie B, perché “loro” hanno deciso che i nostri figli non hanno bisogno di quei 400 euro. Come possiamo pensare che convertiranno i nostri contratti ai sensi della finanziaria del 2007 se di fatto non ci riconoscono come personale che produce? A quattro mesi dall’approvazione della finanziaria chi di dovere non e’ ancora pronto a stabilizzarci. La Regione ha bisogno di tempo, ancora: dobbiamo aspettare la fine del mese di giugno per sapere… e qualche sindacato va in giro per ospedali ad offrire l’istanza di conversione dei contratti. Ma in cambio di cosa? E perché lo fanno, visto che a livello regionale è ancora tutto da decidere ?” “La nostra prima mossa di difesa sarà quella di risparmiare almeno 15 euro al mese cancellando l’iscrizione a qualsiasi sindacato di appartenenza (tanto ,se mai avverrà la stabilizzazione, non avremo bisogno di loro perché ci spetterà di diritto ). Siamo pronti a riorganizzarci lottando sul territorio per far valere i nostri diritti calpestati da anni e anni di scellerata politica regionale ed aziendale. Chiediamo a gran voce il ruolo e il premio di produttività. La protesta è solo all’inizio”. |
24.4.07
Termoli. Ospedali: cala la mannaia
Ospedali: cala la mannaia
Infermieri precari, tutti a casa
Il ‘San Timoteo’ e il ‘Vietri’ devono rinunciare fin da ora a 40 dipendenti, numero che aumenterà nei prossimi mesi. Il direttore sanitario: “Rischiamo di dover mandare a casa gli ammalati”. L’assessore alla Sanità: “Tagli inevitabili, ce lo impone l’accordo con il Governo. Ma se gli infermieri lavorassero di più non ci sarebbero problemi”.
di Monica Vignale
«Siamo al collasso»: più o meno questa la frase che si sente ripetere fra le corsie ospedaliere del San Timoteo, mentre il personale in camice, sfiancato, fa la spola senza sosta da una stanza all’altra. Stavolta nessuno minimizza, il problema è serio: in pochi giorni, per colpa del blocco delle assunzioni a tempo determinato imposto dal manager dell’Asrem Sergio Florio per evitare le ‘emorragie’ di denaro che hanno contraddistinto l’azienda sanitaria molisana per decenni, gli ospedali di Termoli e Larino si sono ritrovati di colpo con venticinque infermieri e venti ausiliari in meno. Una specie di dimezzamento del personale, che spinge medici e paramedici a lanciare l’identico avvertimento: «Non possiamo lavorare in queste condizioni, rischiamo la paralisi del servizio sanitario». E’ successo quello che tutti sapevano benissimo, e cioè che i contratti a termine per infermieri e portantini, assunti in dosi massicce attraverso il ricorso all’agenzia interinale WorkNet (sempre la solita, con la quale la Asl ha stipulato una convenzione) sono scaduti. In altri tempi non sarebbe stata una tragedia: la Asl avrebbe riassunto per qualche altro mese le “risorse umane” necessarie al funzionamento degli ospedali, andando avanti di proroga in proroga secondo l’estenuante meccanismo del rinnovo interminabile dei contratti a termine.
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Infermieri precari, tutti a casa
Il ‘San Timoteo’ e il ‘Vietri’ devono rinunciare fin da ora a 40 dipendenti, numero che aumenterà nei prossimi mesi. Il direttore sanitario: “Rischiamo di dover mandare a casa gli ammalati”. L’assessore alla Sanità: “Tagli inevitabili, ce lo impone l’accordo con il Governo. Ma se gli infermieri lavorassero di più non ci sarebbero problemi”.
di Monica Vignale
«Siamo al collasso»: più o meno questa la frase che si sente ripetere fra le corsie ospedaliere del San Timoteo, mentre il personale in camice, sfiancato, fa la spola senza sosta da una stanza all’altra. Stavolta nessuno minimizza, il problema è serio: in pochi giorni, per colpa del blocco delle assunzioni a tempo determinato imposto dal manager dell’Asrem Sergio Florio per evitare le ‘emorragie’ di denaro che hanno contraddistinto l’azienda sanitaria molisana per decenni, gli ospedali di Termoli e Larino si sono ritrovati di colpo con venticinque infermieri e venti ausiliari in meno. Una specie di dimezzamento del personale, che spinge medici e paramedici a lanciare l’identico avvertimento: «Non possiamo lavorare in queste condizioni, rischiamo la paralisi del servizio sanitario». E’ successo quello che tutti sapevano benissimo, e cioè che i contratti a termine per infermieri e portantini, assunti in dosi massicce attraverso il ricorso all’agenzia interinale WorkNet (sempre la solita, con la quale la Asl ha stipulato una convenzione) sono scaduti. In altri tempi non sarebbe stata una tragedia: la Asl avrebbe riassunto per qualche altro mese le “risorse umane” necessarie al funzionamento degli ospedali, andando avanti di proroga in proroga secondo l’estenuante meccanismo del rinnovo interminabile dei contratti a termine.
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16.4.07
12/4 Precariato: sanitari in catena davanti alla Regione
Protesta degli atipici dell'Asl RmH davanti ai cancelli della Pisana; presa d'assalto anche una sala riunioni al settimo piano dell'edificio. Duro botta e risposta Turco-Storace sul buco di bilancio di 9,8 miliardi
Roma, 12 aprile 2007 - In catene per protesta. Questo il simbolico reclamo dei precari della Asl RmH, che hanno scelto la cancellata della sede di via Rosa Raimondi Garibaldi della Regione Lazio per denunciare la loro situazione di disagio lavorativo. Una delegazione delle RdB-CUB ha addirittura occupato una sala dell'edificio per ottenere un colloquio diretto con l'Assessore alla Sanità Battaglia.
Questo il comunicato della rappresentanza di base: "La forte iniziativa di protesta prende avvio dalla vicenda dei lavoratori precari della Asl Rmh, che dopo aver garantito per anni i servizi della Asl dei Castelli Romani ed essere stati formati come Operatori Socio Sanitari a spese della Regione, rischiano di rimanere esclusi dal processo di stabilizzazione regionale derivante dagli
accordi siglati con Cgil, Cisl e Uil".
La delegazione ha stigmatizzato la politica della Regione testimoniando la propria "ferma contrarietà alle decisioni, parziali e di facciata, che questa Giunta ha assunto sul precariato. Considerato che l'organico della Asl RmH prevede un numero maggiore di Oss e che in sede di concordamento del budget 2006 sono stati stanziati i fondi necessari, si richiede all'assessore alla Sanità di
assumere precise responsabilità nei confronti del personale precario della Asl RmH, stabilizzando tutti i precari ed evitando 'guerre tra poveri".
E rimanendo in ambito sanitario, botta e risposta al fulmicotone tra il ministro della Salute, Livia Turco, e l'ex presidente della Regione Lazio Francesco Storace. "Stiamo adottando dei controlli severissimi sull'uso delle risorse - ha dichiarato il ministro ad un convegno sulla terza età - auspicando che le regioni in crisi (Lazio, Molise, Abruzzo e in particolare Sicilia) rientrino velocemente dalla condizione di conti in rosso". E, con un chiaro riferimento all'ex presidente, ha aggiunto: "I 9,8 miliardi di debito del Lazio hanno un nome e un cognome. Vogliamo combattere l'uso clientelare della sanità per costruire una rete efficiente di servizi".
La risposta di Storace non si è fatta attendere: "I cosiddetti debiti del Lazio, vorrei dire all'incredibile ministro Turco, hanno almeno due nomi e tre cognomi. Si sforzi di leggere le cifre e la smetterà di dire sciocchezze".
Roma, 12 aprile 2007 - In catene per protesta. Questo il simbolico reclamo dei precari della Asl RmH, che hanno scelto la cancellata della sede di via Rosa Raimondi Garibaldi della Regione Lazio per denunciare la loro situazione di disagio lavorativo. Una delegazione delle RdB-CUB ha addirittura occupato una sala dell'edificio per ottenere un colloquio diretto con l'Assessore alla Sanità Battaglia.
Questo il comunicato della rappresentanza di base: "La forte iniziativa di protesta prende avvio dalla vicenda dei lavoratori precari della Asl Rmh, che dopo aver garantito per anni i servizi della Asl dei Castelli Romani ed essere stati formati come Operatori Socio Sanitari a spese della Regione, rischiano di rimanere esclusi dal processo di stabilizzazione regionale derivante dagli
accordi siglati con Cgil, Cisl e Uil".
La delegazione ha stigmatizzato la politica della Regione testimoniando la propria "ferma contrarietà alle decisioni, parziali e di facciata, che questa Giunta ha assunto sul precariato. Considerato che l'organico della Asl RmH prevede un numero maggiore di Oss e che in sede di concordamento del budget 2006 sono stati stanziati i fondi necessari, si richiede all'assessore alla Sanità di
assumere precise responsabilità nei confronti del personale precario della Asl RmH, stabilizzando tutti i precari ed evitando 'guerre tra poveri".
E rimanendo in ambito sanitario, botta e risposta al fulmicotone tra il ministro della Salute, Livia Turco, e l'ex presidente della Regione Lazio Francesco Storace. "Stiamo adottando dei controlli severissimi sull'uso delle risorse - ha dichiarato il ministro ad un convegno sulla terza età - auspicando che le regioni in crisi (Lazio, Molise, Abruzzo e in particolare Sicilia) rientrino velocemente dalla condizione di conti in rosso". E, con un chiaro riferimento all'ex presidente, ha aggiunto: "I 9,8 miliardi di debito del Lazio hanno un nome e un cognome. Vogliamo combattere l'uso clientelare della sanità per costruire una rete efficiente di servizi".
La risposta di Storace non si è fatta attendere: "I cosiddetti debiti del Lazio, vorrei dire all'incredibile ministro Turco, hanno almeno due nomi e tre cognomi. Si sforzi di leggere le cifre e la smetterà di dire sciocchezze".
26.2.07
Sant'Andrea, i precari saranno stabilizzati
Matilde Giovenale, 21 febbraio 2007
La Commissione Sanità ha dato il suo via libera per la regolamentazione della condizione lavorativa di diversi atipici ed esternalizzati impiegati nell'azienda di Grotta Rossa. Un successo che ora si spera di estendere anche alle altre strutture sanitarie laziali
Per il Coordinamento lavoratori fantasma del Sant'Andrea e per i Cobas Sanità-università e ricerca è un successo. Ma soprattutto lo è per i lavoratori. Dopo una battaglia durata mesi, infatti, la vertenza per la stabilizzazione lavorativa all'interno dell'ospedale di Grotta Rossa ma anche per altre strutture sanitarie laziali sembra arrivata ad una svolta positiva. "Dopo 3 giorni di ‘tendopoli itinerante' sotto le sedi regionali del Lazio, ieri la Commissione Sanità ha dato il proprio parere sulle linee guida degli atti aziendali, che è lo strumento operativo con cui vengono indicate le strategie delle Asl e delle Aziende ospedaliere. Sono state dettate le modalità pratiche per la stabilizzazione di una parte dei lavoratori precari, atipici ed esternalizzati. Finalmente si avvia praticamente a conclusione una prima parte della battaglia che, iniziata quasi due anni fa dai lavoratori del Sant'Andrea di Roma, ha progressivamente coinvolto anche il Policlinico, il San Filippo e altri ospedali laziali". Con questo comunicato congiunto le due organizzazioni hanno saluto favorevolmente la decisione della Commissione Sanità a riguardo della stabilizzazione dei tanti lavoratori esternalizzati all'interno dell'azienda del Sant'Andrea.
Una decisione che, ricorda lo stesso comunicato, è il frutto di un lungo iter iniziato già un anno fa e che riguarda non solo l'ospedale che sorge sulla Cassia, ma anche altre aziende sanitarie della regione: "come già previsto dalla legge regionale 2006 si partirà proprio dal Sant'Andrea che ha già previsto nella sua pianta organica i posti per gli esternalizzati". "L'ufficializzazione del percorso di stabilizzazione", prosegue la nota, sarà raggiunta "attraverso l'organizzazione di specifici tirocini formativi, per garantire ai lavoratori interessati l'acquisizione di specifici titoli e abilitazioni professionali, mediante il riconoscimento di crediti formativi legati al lavoro svolto e ai tirocini formativi frequentati, garantisce a questo punto sia i Direttori generali, che i lavoratori".
La speranza a questo punto è quella di rendere l'esperienza dell'ospedale di Grotta Rossa un modello di riferimento per tutte le altre aziende: "auspichiamo che il percorso pilota del Sant'Andrea, che riguarderà in questa fase circa 200 lavoratori, possa a questo punto partire immediatamente, e sia solo il primo passo verso la stabilizzazione di tutti gli esternalizzati della Sanità laziale", afferma il comunicato.
Anche se "rimangono però sul tavolo altri importanti passaggi- ricordano i fantasmi del Sant'Andrea e Cobas- come l'immediato sblocco dei concorsi e il punteggio riservato per i lavoratori delle cooperative ed interinali appartenenti alle categorie più alte, applicando la deroga prevista dall'art. 21 dell'ultima finanziaria regionale; tempi determinati per i lavoratori extracomunitari in attesa di una soluzione legislativa che ponga fine alla vergognosa preclusione all'accesso ai pubblici concorsi che colpisce questi lavoratori, attualmente utilizzati e sfruttati dalle cooperative all'interno degli ospedali pubblici". Per completare, poi, questa politica di garanzia del lavoro, si dovrà anche garantire il "blocco di tutti i processi di esternalizzazione, non solo quelli a gestione diretta, e analisi dell'effettiva convenienza economica e qualitativa di una scelta gestionale che aumenta solo il clientelismo e il potere di grosse cordate finanziarie a scapito della qualità dell'assistenza".
Una lotta, dunque, che i fantasmi del Sant'Andrea e i Cobas non stentano a definire una "nostra battaglia di civiltà" e che affermano di voler continuare. Per ora, però, con il vantaggio di aver intascato una prima importante vittoria.
La Commissione Sanità ha dato il suo via libera per la regolamentazione della condizione lavorativa di diversi atipici ed esternalizzati impiegati nell'azienda di Grotta Rossa. Un successo che ora si spera di estendere anche alle altre strutture sanitarie laziali
Per il Coordinamento lavoratori fantasma del Sant'Andrea e per i Cobas Sanità-università e ricerca è un successo. Ma soprattutto lo è per i lavoratori. Dopo una battaglia durata mesi, infatti, la vertenza per la stabilizzazione lavorativa all'interno dell'ospedale di Grotta Rossa ma anche per altre strutture sanitarie laziali sembra arrivata ad una svolta positiva. "Dopo 3 giorni di ‘tendopoli itinerante' sotto le sedi regionali del Lazio, ieri la Commissione Sanità ha dato il proprio parere sulle linee guida degli atti aziendali, che è lo strumento operativo con cui vengono indicate le strategie delle Asl e delle Aziende ospedaliere. Sono state dettate le modalità pratiche per la stabilizzazione di una parte dei lavoratori precari, atipici ed esternalizzati. Finalmente si avvia praticamente a conclusione una prima parte della battaglia che, iniziata quasi due anni fa dai lavoratori del Sant'Andrea di Roma, ha progressivamente coinvolto anche il Policlinico, il San Filippo e altri ospedali laziali". Con questo comunicato congiunto le due organizzazioni hanno saluto favorevolmente la decisione della Commissione Sanità a riguardo della stabilizzazione dei tanti lavoratori esternalizzati all'interno dell'azienda del Sant'Andrea.
Una decisione che, ricorda lo stesso comunicato, è il frutto di un lungo iter iniziato già un anno fa e che riguarda non solo l'ospedale che sorge sulla Cassia, ma anche altre aziende sanitarie della regione: "come già previsto dalla legge regionale 2006 si partirà proprio dal Sant'Andrea che ha già previsto nella sua pianta organica i posti per gli esternalizzati". "L'ufficializzazione del percorso di stabilizzazione", prosegue la nota, sarà raggiunta "attraverso l'organizzazione di specifici tirocini formativi, per garantire ai lavoratori interessati l'acquisizione di specifici titoli e abilitazioni professionali, mediante il riconoscimento di crediti formativi legati al lavoro svolto e ai tirocini formativi frequentati, garantisce a questo punto sia i Direttori generali, che i lavoratori".
La speranza a questo punto è quella di rendere l'esperienza dell'ospedale di Grotta Rossa un modello di riferimento per tutte le altre aziende: "auspichiamo che il percorso pilota del Sant'Andrea, che riguarderà in questa fase circa 200 lavoratori, possa a questo punto partire immediatamente, e sia solo il primo passo verso la stabilizzazione di tutti gli esternalizzati della Sanità laziale", afferma il comunicato.
Anche se "rimangono però sul tavolo altri importanti passaggi- ricordano i fantasmi del Sant'Andrea e Cobas- come l'immediato sblocco dei concorsi e il punteggio riservato per i lavoratori delle cooperative ed interinali appartenenti alle categorie più alte, applicando la deroga prevista dall'art. 21 dell'ultima finanziaria regionale; tempi determinati per i lavoratori extracomunitari in attesa di una soluzione legislativa che ponga fine alla vergognosa preclusione all'accesso ai pubblici concorsi che colpisce questi lavoratori, attualmente utilizzati e sfruttati dalle cooperative all'interno degli ospedali pubblici". Per completare, poi, questa politica di garanzia del lavoro, si dovrà anche garantire il "blocco di tutti i processi di esternalizzazione, non solo quelli a gestione diretta, e analisi dell'effettiva convenienza economica e qualitativa di una scelta gestionale che aumenta solo il clientelismo e il potere di grosse cordate finanziarie a scapito della qualità dell'assistenza".
Una lotta, dunque, che i fantasmi del Sant'Andrea e i Cobas non stentano a definire una "nostra battaglia di civiltà" e che affermano di voler continuare. Per ora, però, con il vantaggio di aver intascato una prima importante vittoria.
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25.1.07
Precari della sanità di Brindisi: le iniziative
Il tema della stabilizzazione dei precari nel comparto della sanità è una questione che il Centro sinistra ha ritenuto di fare proprio sin dall’ultima campagna elettorale. Va dato atto che alcune scelte regionali hanno affrontato il problema dando però risposte parziali . Chi vive di lavoro precario però, ha bisogno di certezze per l’oggi e soprattutto per il domani. La ASL BR, dopo anni di attesa, ha finalmente concluso un concorso per 75 Infermieri professionali bandito nel lontano 2000. La graduatoria conclusiva, su 75 posti dichiara idonei oltre 1000 partecipanti, la stragrande maggioranza dei quali già lavora con la ASL con incarichi semestrali. Questa situazione ha determinato la nascita di un coordinamento del personale sanitario precario della ASL BR che intendono portare avanti tutta una serie di iniziative tese a porre il problema della stabilizzazione di questo personale. La prima iniziativa, sul tema “Quale futuro per il personale sanitario precario della ASL BR” si terrà venerdì 26 gennaio 2007 con inizio alle ore 17,30 a Brindisi presso il Salone Congressi dell’Hotel Barsotti. I lavori verranno introdotti dal Dott. Salvatore Brigante, componente della Direzione cittadina dei DS. Alla iniziativa partecipa il Dott. Emanuele Vinci, Direttore Sanitario della ASL BR/1, mentre le conclusione verranno tratte dal Consigliere regionale DS Pino Romano, capogruppo della Commissione Sanità della Regione Puglia. E’ stata, inoltre, richiesta la formale partecipazione all’iniziativa delle segreterie provinciali del Settore Sanità di CGIL CISL e UIL. Tutti gli interessati al problema sono invitati a partecipare numerosi.
Il Coordinamento personale sanitario precario della ASL BR
1/25/2007
Il Coordinamento personale sanitario precario della ASL BR
1/25/2007
18.1.07
Lavoratori 118 in sciopero della fame
GARGANO, giovedì 18 gennaio 2007 - ORE 12.21
PRC: 'tavolo regionale non più rinviabile'
Gli Autisti, gli Infermieri del 118 del Gargano Nord e la FLAICA CUB sono, da oggi, in sciopero della fame. “Sciopero che sarà interrotto – affermano in una nota - solo se avremo certezza dell’apertura di un tavolo di confronto con il Presidente Vendola e con l’Assessore Tedesco volto a superare definitivamente i problemi posti in essere dalla vertenza in atto”. I lavoratori e i sindacati ricordano che l’azione intrapresa non influirà sul regolare svolgimento del servizio che sarà garantito nella massima sicurezza per i lavoratori e per i cittadini costretti a rivolgersi al servizio stesso.
Intanto il Gruppo di Rifondazione Comunista si offre come mediatore tra i lavoratori e la Regione Puglia al fine di individuare gli strumenti più idonei per affrontare e risolvere la vertenza. “Pur consci degli ostacoli legislativi attuali, - afferma il capogruppo di Rifondazione comunista, Arcangelo Sannicandro - ci sembra comunque non rinviabile un tavolo regionale sulla questione del 118, tavolo al quale si invita sin da ora l’Assessore alla Sanità Tedesco, il Presidente Vendola e i lavoratori precari”.
Daniela Zazzara
PRC: 'tavolo regionale non più rinviabile'
Gli Autisti, gli Infermieri del 118 del Gargano Nord e la FLAICA CUB sono, da oggi, in sciopero della fame. “Sciopero che sarà interrotto – affermano in una nota - solo se avremo certezza dell’apertura di un tavolo di confronto con il Presidente Vendola e con l’Assessore Tedesco volto a superare definitivamente i problemi posti in essere dalla vertenza in atto”. I lavoratori e i sindacati ricordano che l’azione intrapresa non influirà sul regolare svolgimento del servizio che sarà garantito nella massima sicurezza per i lavoratori e per i cittadini costretti a rivolgersi al servizio stesso.
Intanto il Gruppo di Rifondazione Comunista si offre come mediatore tra i lavoratori e la Regione Puglia al fine di individuare gli strumenti più idonei per affrontare e risolvere la vertenza. “Pur consci degli ostacoli legislativi attuali, - afferma il capogruppo di Rifondazione comunista, Arcangelo Sannicandro - ci sembra comunque non rinviabile un tavolo regionale sulla questione del 118, tavolo al quale si invita sin da ora l’Assessore alla Sanità Tedesco, il Presidente Vendola e i lavoratori precari”.
Daniela Zazzara
ASL 4, stabilizzati 44 lavoratori precari
Enna 10/01/07 - La Direzione dell’Azienda Sanitaria Locale n°4 di Enna, con delibera emanata il 22 dicembre 06, ha proceduto all’assunzione di 44 lavoratori precari, già utilizzati nelle Attività Socialmente Utili. I lavoratori hanno sottoscritto il 27 dicembre scorso il contratto di diritto privato a tempo determinato, secondo le modalità contenute dalla legge regionale n. 16/2006, per un monte ore settimanale di 24 ore: 13 di essi sono inquadrati nel profilo di assistente amministrativo e 31 in quello di coadiutore amministrativo. Si conclude, pertanto, positivamente la vicenda dei lavoratori precari dell’Azienda Sanitaria Locale n. 4, dopo i numerosi incontri tra la Direzione dell’Azienda e i sindacati dei lavoratori per la formulazione del piano di stabilizzazione. Il manager dell’Azienda Usl n. 4. Francesco Iudica, al momento dell’insediamento, dopo avere preso visione del piano di fuoriuscita dei lavoratori ASU precedentemente formulato, aveva immediatamente convocato le parti per la definizione di un progetto più confacente ai profili professionali, alle esigenze aziendali e alle aspettative dei lavoratori. Il piano di stabilizzazione concordato con le organizzazioni dei lavoratori ha previsto la stipula di contratti di diritto privato quinquennali. In precedenza era stata configurata l’ipotesi di utilizzo dei lavoratori come ausiliari e commessi e l’immissione di alcuni nella società mista di servizi. Ora saranno utilizzati per le funzioni più elevate e più appropriate già svolte nei vari uffici dal momento della loro entrata nell’Azienda.
“Con la stipula dei contratti di diritto privato – dichiara il Direttore Amministrativo, dott. Vincenzo Vicari – si è concluso il percorso di stabilizzazione delle risorse lavorative finora utilizzate in stato di precariato”.
“Con la stipula dei contratti di diritto privato – dichiara il Direttore Amministrativo, dott. Vincenzo Vicari – si è concluso il percorso di stabilizzazione delle risorse lavorative finora utilizzate in stato di precariato”.
9.1.07
Sciopero degli infermieri il 12/1/2007
2007-01-09 17:48
Sciopero infermieri il 12 gennaio
Sindacato chiede aumenti, risarcimenti e indennita'
(ANSA) - ROMA, 9 GEN - Gli infermieri delle aziende del Servizio sanitario nazionale incroceranno le braccia per 24 ore dalle ore 7,00 del 12 gennaio prossimo. Lo annuncia il sindacato degli infermieri Nursing Up, non escludendo il protrarsi della protesta. Le richieste vanno dalla integrazione contrattuale, all'aggiornamento professionale, a 15 giorni di ferie aggiuntivi fino all'indennita' per il lavoro notturno, un risarcimento se le aziende non si attengono alla programmazione concordata e sussidi per i figli.
Sciopero infermieri il 12 gennaio
Sindacato chiede aumenti, risarcimenti e indennita'
(ANSA) - ROMA, 9 GEN - Gli infermieri delle aziende del Servizio sanitario nazionale incroceranno le braccia per 24 ore dalle ore 7,00 del 12 gennaio prossimo. Lo annuncia il sindacato degli infermieri Nursing Up, non escludendo il protrarsi della protesta. Le richieste vanno dalla integrazione contrattuale, all'aggiornamento professionale, a 15 giorni di ferie aggiuntivi fino all'indennita' per il lavoro notturno, un risarcimento se le aziende non si attengono alla programmazione concordata e sussidi per i figli.
4.1.07
Cassino — La tenacia forse sta ottenendo qualche primo risultato
A forza di protestare sembra che ai sindacati non sia più possibile fare i vaghi sulla questione dei precari della sanità della provincia di Frosinone. Dopo aver fatto finta di niente per ben un mese, da quando cioè è cominciata l’agitazione dei 150 lavoratori dell’ospedale di Cassino, si erano dati per dispersi, ma ieri devono aver ricevuto una strigliata che in qualche modo deve averli inchiodati alle loro responsabilità. E così domani mattina a Cassino, presso una sede ancora da definire, i precari della sanità incontreranno i rappresentanti sindacali. Intanto l’assessore regionale Battaglia ha garantito che incontrerà i lavoratori il 12 gennaio nella sede dell’Asl di Frosinone.
giovedì 4 gennaio 2007
giovedì 4 gennaio 2007
La protesta parte da Cassino
CASSINO — La protesta parte da Cassino, pronta a dilagare negli altri comuni ciociari.
I precari della sanità, quelli che lavorano a contratti da 6 mesi in 6 mesi, puntano i piedi. E chiedono alla regione di tener fede agli impegni presi. All’impegno: stabilità occupazionale. La protesta, almeno ieri, si è limitata a un’assemblea nell’atrio del Santa Scolastica. Ma i lavoratori annunciano manifestazioni ben più clamorose. Proprio davanti la Pisana, sede del consiglio regionale. I lavoratori hanno ricevuto le visite del consigliere regionale Wanda Ciaraldi, del sindaco di Cassino Bruno Scittarelli, del senatore Oreste Tofani. A proposito, ma i sindacati dov’erano? I sindacalisti presenti si contavano sulle dita di una mano. Cosa ne pensano della vertenza? Il nuovo anno, sul fronte sanità, si annuncia scoppiettante. Più di quello che ci stiamo lasciando alle spalle. Ma intanto per i 150 precari cassinati, tra medici, infermieri e ausiliari, nessuna buona nuova. Di conseguenza, nessuna buona novità per gli utenti. E il Santa Scolastica somiglia sempre più ad una cattedrale nel deserto.
I precari della sanità, quelli che lavorano a contratti da 6 mesi in 6 mesi, puntano i piedi. E chiedono alla regione di tener fede agli impegni presi. All’impegno: stabilità occupazionale. La protesta, almeno ieri, si è limitata a un’assemblea nell’atrio del Santa Scolastica. Ma i lavoratori annunciano manifestazioni ben più clamorose. Proprio davanti la Pisana, sede del consiglio regionale. I lavoratori hanno ricevuto le visite del consigliere regionale Wanda Ciaraldi, del sindaco di Cassino Bruno Scittarelli, del senatore Oreste Tofani. A proposito, ma i sindacati dov’erano? I sindacalisti presenti si contavano sulle dita di una mano. Cosa ne pensano della vertenza? Il nuovo anno, sul fronte sanità, si annuncia scoppiettante. Più di quello che ci stiamo lasciando alle spalle. Ma intanto per i 150 precari cassinati, tra medici, infermieri e ausiliari, nessuna buona nuova. Di conseguenza, nessuna buona novità per gli utenti. E il Santa Scolastica somiglia sempre più ad una cattedrale nel deserto.
21.12.06
Potrebbe arrivare a soluzione, questa settimana, la protesta dei lavoratori precari della Croce rossa italiana.
Giovedì alle 11.30 è stato fissato un incontro al ministero della Salute fra l'amministrazione della Cri e i rappresentanti dei dicasteri interessati. Ieri, infatti, mentre i precari manifestavano davanti al ministero della Salute, il capo di Gabinetto del sottosegretario Serafino Zucchelli ha confermato a una delegazione che i commi in materia del maxi-emendamento alla Finanziaria si applicano anche ai lavoratori precari della Cri. Lo stesso aveva detto ieri il sottosegretario Paolo Cento durante un'analoga manifestazione davanti al ministero dell'Economia.
La Croce Rossa, dunque, autonomamente dovrebbe procedere prima alla proroga e successivamente alla dovuta e stabilizzazione dei precari. In una nota i sindacati di base della Cri esprimono "prudente soddisfazione nella speranza di poter vedere finalmente avviarsi a conclusione una vertenza che avrebbe potuto e dovuto risolversi positivamente già da diverso tempo, riservandosi di dare un giudizio definitivo dopo l'incontro di giovedì", da cui dovrebbe scaturire un documento chiarificatore e conclusivo. Sempre giovedì i lavoratori precari della Croce rossa effettueranno comunque un presidio davanti al ministero della Salute dalle ore 11.00. I sindacati di base solleciteranno "nuovamente la costituzione di un tavolo sulla Croce rossa, che affronti la questione della corresponsione ai lavoratori di quanto spetta loro in base agli accordi sindacali sottoscritti, e quella più complessiva del rilancio dell'ente, attraverso l'attribuzione di deleghe operative da parte del Governo".
da doctornews
La Croce Rossa, dunque, autonomamente dovrebbe procedere prima alla proroga e successivamente alla dovuta e stabilizzazione dei precari. In una nota i sindacati di base della Cri esprimono "prudente soddisfazione nella speranza di poter vedere finalmente avviarsi a conclusione una vertenza che avrebbe potuto e dovuto risolversi positivamente già da diverso tempo, riservandosi di dare un giudizio definitivo dopo l'incontro di giovedì", da cui dovrebbe scaturire un documento chiarificatore e conclusivo. Sempre giovedì i lavoratori precari della Croce rossa effettueranno comunque un presidio davanti al ministero della Salute dalle ore 11.00. I sindacati di base solleciteranno "nuovamente la costituzione di un tavolo sulla Croce rossa, che affronti la questione della corresponsione ai lavoratori di quanto spetta loro in base agli accordi sindacali sottoscritti, e quella più complessiva del rilancio dell'ente, attraverso l'attribuzione di deleghe operative da parte del Governo".
da doctornews
15.12.06
Busto Arsizio - Precari "silurati", presidio all'ingresso dell'ospedale
Protesta contro i mancati rinnovi di vari contratti, e una situzione chiaramente insostenibile
Lasciati a casa dall'azienda ospedaliera, i precari protestano di fronte all'ospedale di Busto. Questa mattina una ventina di manifestanti aderenti al Coordinamento precari RdB/Cub si sono riuniti all'ingresso principale del nosocomio bustese, "armati" di volantini e cartelli, per protestatre contro una situazione non più sostenibile, che vede le vite di centinaia di lavoratori (circa 3000 fra Busto, Saronno e Tradate) e delle loro famiglie appese a rinnovi di contratti anche di soli sei mesi. Rinnovi che spesso non arrivano, con conseguenze intuibili: persone senza lavoro, e spesso in età tale da essere già considerate "vecchie" per il moderno mercato degli schiavi. Una delegazione si è recata dal direttore amministrativo dell'azienda ospedaliera per perorare la causa dei rinnovi contrattuali.
«Lavoro subito, lavoro per tutti, solidarietà», «Non siamo lavoratori di serie B», «Date un futuro a noi e alle nostre famiglie»: questi gli slogan che si disperdevano nell'aria, gelida quanto l'indifferenza dei passanti, che forse avevano ben altri problemi a cui pensare.
Non mancano vicende personali non facili fra queste "mozzarelle in scadenza", come sono stati definiti i precari dell'ospedale. Gaetana C. , ausiliaria a Saronno, è vedova ed ha due figli minorenni: anche lei è stata lasciata "a piedi". «Noi ci proviamo, lottiamo, ma se nessuno ci viene incontro e ci aiuta...» Antonietta P. invece era addetta, sempre come ausiliaria, alle cucine dell'ospedale di Busto, uno dei reaprti in cui maggiore è il ricorso ad esternalizzazioni. Anche per lei, contratto scaduto e non rinnovato: a casa col marito, pure lui al momento disoccupato. «Noi precari occupiamo posti che un tempo erano affidati a lavoratori a tempo indeterminato» raccontano i manifestanti. «C'è un turnover continuo di personale precario in tutti gli enti ospedalieri lombardi, non certo solo in questa azienda. Grazie ai "tetti" sulle assunzioni voluti dalla regione, le uniche persone cui si fanno contratti a tempo indeterminato sono gli infermieri professionali» riferisce Ivana Graglia; per gli altri, il lavoro oggi c'è, domani chissà. «Si appaltano ad esterni sempre più lavori, non più solo le cucine, oggi eprsino le vaccinazioni antinfluenzali vengono "esternalizzate" ai singoli medici, pagandoli e gonfiando ancora le spese delle aziende sanitarie..» che poi si rivalgono sui soliti noti, quelli che lo stipendio oggi lo incassano, domani chissà.
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14.12.06
Umbria: al via stabilizzazione precari settore sanitario
Con un accordo siglato dalla Regione e dalle organizzazioni sindacali
L'assessore Rosi: ''L'operazione attivata con questo patto è a costo zero e non avraà ripercussioni finanziarie per il Servizio sanitario regionale''
Perugia, 14 dic. (Adnkronos/Labitalia) - ''Un accordo che non comportera' aumento di costi per il Sistema sanitario regionale, garantendo al tempo stesso la riduzione del precariato ai limiti 'fisiologici'''. Cosi' l'assessore alla Sanita' della regione Umbria, Maurizio Rosi, commenta l'accordo siglato dalla Regione e dalle organizzazioni sindacali che prevede la stabilizzazione di numerosi lavoratori precari del comparto sanitario e amministrativo delle aziende sanitarie e ospedaliere dell'Umbria. ''La nostra -aggiunge- e' l'unica regione che non ha applicato tasse per la sanita', ne' ticket sui farmaci. E anche l'operazione attivata con questo accordo e' a costo zero e non avra' ripercussioni finanziarie per il Servizio sanitario regionale. Quindi niente spesa pubblica facile, ma risposte serie agli operatori e ai pazienti''.
''Il documento -ricorda l'assessore- prende in considerazione solo quelle situazioni lavorative per le quali le aziende ospedaliere e le Asl sostengono una spesa consolidata da due anni a questa parte e riguardante il personale che ha almeno tre anni di esperienza in sanita'. Si tratta di lavoratori che operano da anni nel sistema sanitario e che hanno gia' affrontato concorsi o a procedure selettive''.
Secondo Rosi, la regione ha ritenuto che ''senza aumenti di costi fosse conveniente e produttivo per il Servizio sanitario regionale offrire la possibilita' di stabilizzazione a lavorano da diverso tempo in regime di precariato''. ''Questo -osserva- avverra' nella quasi totalita' dei casi attraverso procedure concorsuali, con la sola eccezione di alcune limitate fattispecie, in linea con quanto previsto dalla Finanziaria 2007 e dalla legge regionale 16/2005''.
''La consistente riduzione della rotazione del personale a elevato turn-over -ribadisce l'assessore umbro- portera' a un miglioramento degli standard assistenziali, in quanto il poter contare su personale stabile, quindi estremamente motivato nella propria attivita', non puo' che incidere in positivo nell'erogazione di un servizio cosi' delicato come quello dell'assistenza sanitaria''.
L'assessore Rosi: ''L'operazione attivata con questo patto è a costo zero e non avraà ripercussioni finanziarie per il Servizio sanitario regionale''
Perugia, 14 dic. (Adnkronos/Labitalia) - ''Un accordo che non comportera' aumento di costi per il Sistema sanitario regionale, garantendo al tempo stesso la riduzione del precariato ai limiti 'fisiologici'''. Cosi' l'assessore alla Sanita' della regione Umbria, Maurizio Rosi, commenta l'accordo siglato dalla Regione e dalle organizzazioni sindacali che prevede la stabilizzazione di numerosi lavoratori precari del comparto sanitario e amministrativo delle aziende sanitarie e ospedaliere dell'Umbria. ''La nostra -aggiunge- e' l'unica regione che non ha applicato tasse per la sanita', ne' ticket sui farmaci. E anche l'operazione attivata con questo accordo e' a costo zero e non avra' ripercussioni finanziarie per il Servizio sanitario regionale. Quindi niente spesa pubblica facile, ma risposte serie agli operatori e ai pazienti''.
''Il documento -ricorda l'assessore- prende in considerazione solo quelle situazioni lavorative per le quali le aziende ospedaliere e le Asl sostengono una spesa consolidata da due anni a questa parte e riguardante il personale che ha almeno tre anni di esperienza in sanita'. Si tratta di lavoratori che operano da anni nel sistema sanitario e che hanno gia' affrontato concorsi o a procedure selettive''.
Secondo Rosi, la regione ha ritenuto che ''senza aumenti di costi fosse conveniente e produttivo per il Servizio sanitario regionale offrire la possibilita' di stabilizzazione a lavorano da diverso tempo in regime di precariato''. ''Questo -osserva- avverra' nella quasi totalita' dei casi attraverso procedure concorsuali, con la sola eccezione di alcune limitate fattispecie, in linea con quanto previsto dalla Finanziaria 2007 e dalla legge regionale 16/2005''.
''La consistente riduzione della rotazione del personale a elevato turn-over -ribadisce l'assessore umbro- portera' a un miglioramento degli standard assistenziali, in quanto il poter contare su personale stabile, quindi estremamente motivato nella propria attivita', non puo' che incidere in positivo nell'erogazione di un servizio cosi' delicato come quello dell'assistenza sanitaria''.
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