12.5.07

Uffici pubblici, assunzioni vietate da 15 anni


Ma il personale non diminuisce

di Pietro Piovani
ROMA (11 maggio) - "Lo Stato assumerà solo un dipendente ogni due che vanno in pensione". E' una proposta di Nicolas Sarkozy, una di quelle che più hanno fatto discutere i francesi nella loro recente campagna elettorale. In Italia qualche commentatore ha subito invocato l'avvento di un Sarkozy anche da queste parti, per vedere finalmente ridotti i ranghi della nostra burocrazia. Evidentemente non sapeva che da noi le assunzioni negli uffici pubblici sono addirittura vietate. E non da ieri, bensì da quasi quindici anni.

Il primo a farlo è stato Giuliano Amato, nel 1992. Da allora i vincoli alle assunzioni sono stati prorogati quasi tutti gli anni, tranne una parentesi nel periodo 1996-2001 in cui il blocco non è stato assoluto bensì parziale (cioè un assunto ogni due pensionati, proprio come vorrebbe Sarkozy). Eppure in questi anni il numero dei dipendenti pubblici non è diminuito. Non è neanche cresciuto, il che già rappresenta un risultato rispetto ai decenni precedenti, però non è calato. E la spesa per il personale è continuata ad aumentare.

Il fenomeno si spiega in due modi. Primo: il freno alle assunzioni è stato compensato da un ricorso massiccio ai precari. Secondo: alcuni comparti della pubblica amministrazione sono stati esentati dal divieto di arruolare nuovi dipendenti. In particolare la sanità, le forze dell'ordine e le forze armate. Questo ha prodotto un risultato comunque positivo: sono diminuite le persone che si occupano di funzioni amministrative e burocratiche (ministeri, comuni, agenzie fiscali); mentre sono aumentate quelle che lavorano al diretto servizio dei cittadini (infermieri, carabinieri, agenti di polizia).

Se per esempio guardiamo al triennio 2003-2005 (i dati del 2006 non sono ancora disponibili), gli organici dei ministeriali si sono sfoltiti di 5.564 dipendenti, quelli di comuni province e regioni di 7.778, quelli delle agenzie fiscali di 1.899. In compenso i corpi di polizia hanno quasi 10 mila uomini in più, le forze armate 2 mila e 500, la sanità mille e 400.

Oggi il ministro Nicolais ha ricordato ciò che è scritto nell'ultima Finanziaria: dall'anno prossimo il blocco delle assunzioni non ci sarà più, ma questo non significa che le amministrazioni torneranno libere di ingaggiare forze nuove. Ogni 10 che vanno in pensione se ne potranno rimpiazzare 6. E delle 6 assunzioni disponibili - dice sempre la Finanziaria - ben 4 sono riservate ai precari, cioè a chi ha già lavorato per almeno tre anni con contratti a termine. Quindi solo 2 posti potranno essere messi a concorso.

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