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Nei primi giorni di questo caldo gennaio 2007 Wind/Infostrada ha comunicato, prima informalmente e poi ufficialmente, di voler esternalizzare alcuni servizi e, conseguentemente, i 275 dipendenti del call center di Sesto San Giovanni (Mi).
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22.2.07
16.2.07
L'obiettivo è stabilizzare 70 mila operatori
Call center
"Un mese dopo l'approvazione della Finanziaria, 8 mila persone sono già state stabilizzate grazie agli accordi sindacali e alle norme volute dal governo ma noi stimiamo che grazie alle risorse stanziate si possa raggiungere l'obiettivo di 60-70 mila contratti a tempo indeterminato". Cesare Damiano, ministro del Lavoro, parlando al popolo dei call center riunito in una albergo palermitano dai sindacati confederali di categoria si dice ottimista "perché -sottolinea- anche piccoli risultati possono costituire le premesse per raggiungere grandi obiettivi". E' lo stesso Damiano a ricordare che in tutta Italia ci sono 700 aziende di call center con circa 250 mila addetti.
Nelle sei maggiori aziende del settore che operano a Palermo, su circa 6.300 ne sono stati stabilizzati poco più della meta' ma per gli altri sono gia' stati siglati accordi. “Alle aziende – spiega il segretario provinciale Slc-Cgil Rosario Faraone - chiediamo di rendersi disponibili alla contrattazione e ai lavoratori di uscire dall'anonimato".
Da parte sua il ministro Damiano ha annunciato la costituzione di un Osservatorio nazionale, insieme con le parti sociali, per verificare la sottoscrizione degli accordi e la stabilizzazione dei precari e ha ricordato che "le norme approvate al governo partono dai call center ma vanno applicate in tutti i settori. Ma le buone norme nazionali non bastano –ha spiegato il ministro del Lavoro- se a livello locale non si passa al controllo del territorio attraverso le ispezioni e gli accordi tra le parti sociali".
''Abbiamo riscontrato che in molti casi i lavoratori a progetto nei call center - ha detto il ministro - avevano un rapporto di dipendenza. Siamo per la regolarizzazione. A un mese dall'approvazione della Finanziaria otto mila persone sono diventate stabili grazie agli accordi sindacali e alle norme del governo. Ma non si tratta di regolarizzare una azienda: vi sono 700 aziende di call center in Italia, 250 mila addetti, le risorse che abbiamo stanziato in Finanziaria possono consentire di stabilizzare 60/70 mila persone''.
(www.rassegna.it, 30 gennaio 2007)
"Un mese dopo l'approvazione della Finanziaria, 8 mila persone sono già state stabilizzate grazie agli accordi sindacali e alle norme volute dal governo ma noi stimiamo che grazie alle risorse stanziate si possa raggiungere l'obiettivo di 60-70 mila contratti a tempo indeterminato". Cesare Damiano, ministro del Lavoro, parlando al popolo dei call center riunito in una albergo palermitano dai sindacati confederali di categoria si dice ottimista "perché -sottolinea- anche piccoli risultati possono costituire le premesse per raggiungere grandi obiettivi". E' lo stesso Damiano a ricordare che in tutta Italia ci sono 700 aziende di call center con circa 250 mila addetti.
Nelle sei maggiori aziende del settore che operano a Palermo, su circa 6.300 ne sono stati stabilizzati poco più della meta' ma per gli altri sono gia' stati siglati accordi. “Alle aziende – spiega il segretario provinciale Slc-Cgil Rosario Faraone - chiediamo di rendersi disponibili alla contrattazione e ai lavoratori di uscire dall'anonimato".
Da parte sua il ministro Damiano ha annunciato la costituzione di un Osservatorio nazionale, insieme con le parti sociali, per verificare la sottoscrizione degli accordi e la stabilizzazione dei precari e ha ricordato che "le norme approvate al governo partono dai call center ma vanno applicate in tutti i settori. Ma le buone norme nazionali non bastano –ha spiegato il ministro del Lavoro- se a livello locale non si passa al controllo del territorio attraverso le ispezioni e gli accordi tra le parti sociali".
''Abbiamo riscontrato che in molti casi i lavoratori a progetto nei call center - ha detto il ministro - avevano un rapporto di dipendenza. Siamo per la regolarizzazione. A un mese dall'approvazione della Finanziaria otto mila persone sono diventate stabili grazie agli accordi sindacali e alle norme del governo. Ma non si tratta di regolarizzare una azienda: vi sono 700 aziende di call center in Italia, 250 mila addetti, le risorse che abbiamo stanziato in Finanziaria possono consentire di stabilizzare 60/70 mila persone''.
(www.rassegna.it, 30 gennaio 2007)
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Palermo: I sindacati si appellano agli operatori di call center
CGIL, CISL e UIL dialogano con i lavoratori delle decine di call center del palermitano e chiedono loro di venire allo scoperto: è ora di passare all'azione e, sfruttando le attuali normative, superare il precariato
Palermo - Il mondo delle TLC è in agitazione da tempo sul fronte bollente dei call center ma ora i sindacati confederali CGIL, CISL e UIL stanno cercando di "far uscire allo scoperto" i lavoratori delle più di 90 strutture che operano nel palermitano, per superare il precariato.
Proprio oggi alle 10 a Palermo i tre sindacati invitano i dipendenti di questi call center a partecipare alla mobilitazione con cui vogliono fare cornice al previsto intervento del ministro Cesare Damiano al San Paolo Palace Hotel, un intervento con cui il Ministro parlerà proprio della stabilizzazione dei precari dei call center e dei passi previsti per raggiungere l'obiettivo. In tutto sono circa 6mila gli operatori (2700 solo in Sicilia) che saranno assunti entro la fine dell'anno grazie alle nuove norme.
Per questo i sindacati si augurano che i precari vogliano "unirsi per aprire la fase di contrattazione con le imprese che dovrà portare alla loro stabilizzazione". "Dopo tante denunce di sfruttamento - ha dichiarato Rosario Farone di SLC CGIL - ora con gli strumenti di legge che esistono è il momento di pensare alla stabilizzazione delle migliaia di precari dei nostri call center". I sindacati chiedono alle imprese di collaborare e, come previsto dalla Finanziaria, chiudere gli accordi entro la fine di aprile. Per le società di settore è un obbligo: hanno tre mesi di sanatoria per sistemare la questione. "Altrimenti - avverte Faraone - riceveranno la visita degli ispettori".
L'invito, dunque, è quello di "venire fuori". "Mettetevi in contatto con noi - dicono i sindacati - scrivete ai nostri indirizzi email, raccontateci in che condizioni lavorate".
L'appello, secondo i sindacati, è necessario per contrastare l'ostruzionismo di molti imprenditori di settore che spingerebbero i propri lavoratori a non farsi sentire per evitare grane.
Palermo - Il mondo delle TLC è in agitazione da tempo sul fronte bollente dei call center ma ora i sindacati confederali CGIL, CISL e UIL stanno cercando di "far uscire allo scoperto" i lavoratori delle più di 90 strutture che operano nel palermitano, per superare il precariato.
Proprio oggi alle 10 a Palermo i tre sindacati invitano i dipendenti di questi call center a partecipare alla mobilitazione con cui vogliono fare cornice al previsto intervento del ministro Cesare Damiano al San Paolo Palace Hotel, un intervento con cui il Ministro parlerà proprio della stabilizzazione dei precari dei call center e dei passi previsti per raggiungere l'obiettivo. In tutto sono circa 6mila gli operatori (2700 solo in Sicilia) che saranno assunti entro la fine dell'anno grazie alle nuove norme.
Per questo i sindacati si augurano che i precari vogliano "unirsi per aprire la fase di contrattazione con le imprese che dovrà portare alla loro stabilizzazione". "Dopo tante denunce di sfruttamento - ha dichiarato Rosario Farone di SLC CGIL - ora con gli strumenti di legge che esistono è il momento di pensare alla stabilizzazione delle migliaia di precari dei nostri call center". I sindacati chiedono alle imprese di collaborare e, come previsto dalla Finanziaria, chiudere gli accordi entro la fine di aprile. Per le società di settore è un obbligo: hanno tre mesi di sanatoria per sistemare la questione. "Altrimenti - avverte Faraone - riceveranno la visita degli ispettori".
L'invito, dunque, è quello di "venire fuori". "Mettetevi in contatto con noi - dicono i sindacati - scrivete ai nostri indirizzi email, raccontateci in che condizioni lavorate".
L'appello, secondo i sindacati, è necessario per contrastare l'ostruzionismo di molti imprenditori di settore che spingerebbero i propri lavoratori a non farsi sentire per evitare grane.
14.12.06
Call center, accordo raggiunto per l'assunzione di 6500 precari
Roma 13/12/2006 19:40
CALL CENTER, ACCORDO RAGGIUNTO PER ASSUNZIONE 6.500 PRECARI
Roma, 13 dic. (Apcom) - Accordo raggiunto tra sindacati e Atesia per l'assunzione a tempo indeterminato di 6.500 precari. Oggi infatti le organizzazioni sindacali confederali Uil-Uilcom, Cgil-Slc, Cisl-Fistel e il Gruppo Almaviva (Atesia-Cos-Cosmed-Aticos- In-action) sono giunte all'intesa che prevede che la stabilizzazione avverrà entro il 2007 e riguarderà 4000 lavoratori inbound e 2500 in attività mista, con l'assunzione a tempo indeterminato part-time a 4 ore al terzo livello del contratto delle Tlc.
CALL CENTER, ACCORDO RAGGIUNTO PER ASSUNZIONE 6.500 PRECARI
Roma, 13 dic. (Apcom) - Accordo raggiunto tra sindacati e Atesia per l'assunzione a tempo indeterminato di 6.500 precari. Oggi infatti le organizzazioni sindacali confederali Uil-Uilcom, Cgil-Slc, Cisl-Fistel e il Gruppo Almaviva (Atesia-Cos-Cosmed-Aticos- In-action) sono giunte all'intesa che prevede che la stabilizzazione avverrà entro il 2007 e riguarderà 4000 lavoratori inbound e 2500 in attività mista, con l'assunzione a tempo indeterminato part-time a 4 ore al terzo livello del contratto delle Tlc.
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