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Nei primi giorni di questo caldo gennaio 2007 Wind/Infostrada ha comunicato, prima informalmente e poi ufficialmente, di voler esternalizzare alcuni servizi e, conseguentemente, i 275 dipendenti del call center di Sesto San Giovanni (Mi).
Ciò che accade in Wind è anche un tuo problema. E’ un problema di noi tutti/e Ti chiediamo, quindi, che tu sia o meno un cliente Wind, di partecipare alle due azioni di supporto:
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Approfondimenti WINDers
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22.2.07
26.1.07
Wind cede il call center di Milano, è sciopero
Wind festeggia un milione di abbonati ma intanto esternalizza il call center di Sesto S. Giovanni che occupa 275 operatori. I sindacati pronti a proclamare lo sciopero di tutto il gruppo.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 15-01-2007]
In questi giorni Wind celebra con un'intera pagina su molti quotidiani il proprio milionesimo cliente di telefonia fissa; ma quello che non dice è che sta mettendo fuori dall'azienda 275 operatori, tutti quelli che lavorano nel call center di Sesto S. Giovanni (Milano), due terzi dei quali donne.
Quello di Sesto S. Giovanni è uno dei cinque call center del gruppo dell'unico operatore, oltre a Telecom Italia, che si occupi di telefonia fissa (con il marchio Infostrada), telefonia mobile (con il marchio Wind) e di internet (con il marchio Libero).
La direzione ha annunciato la decisione in questi giorni ai sindacati, dopo che nel luglio scorso aveva negato decisamente le ipotesi di chiusura che già circolavano allora: il call center milanese sarà esternalizzato.
Da luglio a oggi è successo che l'Enel, cioè lo Stato, è uscito completamente dalla proprietà di Wind, che è stata costituita e si è sviluppata grazie ai capitali pubblici, per lasciare in mano tutto all'impreditore egiziano Sawiris; quest'ultimo probabilmente si sente oggi più libero dai condizionamenti politici, anche rispetto a quei vincoli sull'occupazione che si era assunto con il governo e i sindacati quando due anni fa è entrato in Wind.
Il call center di Sesto S. Giovanni è l'unico in Wind dove la maggior parte del personale è a tempo pieno (che significa riuscire a portare a casa circa mille euro al mese, in una città costosa come Milano), obbiettivo raggiunto grazie alle dure lotte dei lavoratori, che ora temono sia tutto messo in discussione dall'esternalizzazione.
I sindacati hanno già proclamato lo stato di agitazione e in febbraio dovrebbe esserci uno sciopero nazionale di tutto il gruppo Wind, a sostegno di questi lavoratori e per chiedere al nuovo proprietario un serio rilancio degli investimenti che non sia finanziato solo da tagli al costo del lavoro.
Pier Luigi Tolardo - Quelli di Zeus
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 15-01-2007]
In questi giorni Wind celebra con un'intera pagina su molti quotidiani il proprio milionesimo cliente di telefonia fissa; ma quello che non dice è che sta mettendo fuori dall'azienda 275 operatori, tutti quelli che lavorano nel call center di Sesto S. Giovanni (Milano), due terzi dei quali donne.
Quello di Sesto S. Giovanni è uno dei cinque call center del gruppo dell'unico operatore, oltre a Telecom Italia, che si occupi di telefonia fissa (con il marchio Infostrada), telefonia mobile (con il marchio Wind) e di internet (con il marchio Libero).
La direzione ha annunciato la decisione in questi giorni ai sindacati, dopo che nel luglio scorso aveva negato decisamente le ipotesi di chiusura che già circolavano allora: il call center milanese sarà esternalizzato.
Da luglio a oggi è successo che l'Enel, cioè lo Stato, è uscito completamente dalla proprietà di Wind, che è stata costituita e si è sviluppata grazie ai capitali pubblici, per lasciare in mano tutto all'impreditore egiziano Sawiris; quest'ultimo probabilmente si sente oggi più libero dai condizionamenti politici, anche rispetto a quei vincoli sull'occupazione che si era assunto con il governo e i sindacati quando due anni fa è entrato in Wind.
Il call center di Sesto S. Giovanni è l'unico in Wind dove la maggior parte del personale è a tempo pieno (che significa riuscire a portare a casa circa mille euro al mese, in una città costosa come Milano), obbiettivo raggiunto grazie alle dure lotte dei lavoratori, che ora temono sia tutto messo in discussione dall'esternalizzazione.
I sindacati hanno già proclamato lo stato di agitazione e in febbraio dovrebbe esserci uno sciopero nazionale di tutto il gruppo Wind, a sostegno di questi lavoratori e per chiedere al nuovo proprietario un serio rilancio degli investimenti che non sia finanziato solo da tagli al costo del lavoro.
Pier Luigi Tolardo - Quelli di Zeus
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