22.2.06

Pomigliano, Licenziati 12 militanti sindacali : Italy imc

Il patto scellerato

All’Alfa di Pomigliano un gruppo di operai, militanti sindacali dello Slai Cobas sono stati licenziati, sono 12. Le contestazioni sono una copertura formale ad una sostanza che è chiara a tutti. Nelle assemblee sul contratto i funzionari sindacali di Fim Fiom Uilm, hanno provocato gli operai e questi li hanno contestati duramente. Non solo hanno firmato un contratto da fame, introdotto più flessibilità, volevano anche non far parlare gli operai, impedirne la critica diretta.
La provocazione si è rivolta contro loro stessi. Per decisione della maggioranza degli operai presenti, è stato impedito loro di raccontare le solite fandonie.
Un duro confronto su questioni serie: quanto pane posso mettere in tavola e quante ore devo stare sulla linea a sgobbare. Non è un dibattito sulla par condicio o sul proporzionale in un salotto televisivo, dove, anche se volano insulti e schiaffi davanti a milioni di persone, tutto viene giustificato: è il sale della democrazia.
La Fiat invece interviene immediatamente e pesantemente, i sindacalisti che tanto si sono spesi a sostenere l’introduzione del TMC2, a mantenere bassi i salari, a firmare cassa integrazione e mobilità, non devono essere toccati, devono avere ampia libertà di movimento, essere protetti dalle guardie: nel territorio della fabbrica il padrone è il monarca assoluto e i suoi compiacenti partner sindacali devono poter fare il bello e il cattivo tempo.

La Fiat licenzia gli operai che hanno guidato la protesta, ci immaginiamo che nei rapporti intercorsi tra la Direzione e Fim Fiom Uilm, la prima abbia detto: “ve li togliamo davanti noi questi dei Cobas” e gli altri abbiano risposto, “se lo fate voi niente in contrario”.
Un patto scellerato per ammutolire gli operai, tagliando la testa ai loro più agguerriti sindacalisti di base.
Povero Rinaldini, il “sinistro” che lascia risolvere al padrone Fiat con i licenziamenti, una discussione contrattuale fra i suoi uomini e gli operai.

Quando un gruppo dirigente sindacale ha bisogno della repressione del padrone e dello Stato per far fuori le tendenze sindacali contrarie alle sue scelte, è finito. Dimostra, se ancora ce ne era bisogno, di rappresentare interessi estranei a quelli dei suoi associati, gli operai e di aver assunto, al contrario, quelli di fondo dei padroni e del loro sistema.
Gli operai iscritti alla Fim Fiom Uilm, sanno ora come viene trattato dai loro capi il dissenso.
Dando una lezione al sindacalismo di base dell’Alfa, vogliono aprire una campagna contro il sindacalismo operaio ovunque, ovunque le assemblee sono state agitate, ovunque il nuovo contratto è stato imposto con forza.
Normalizzazione è la loro parola d’ordine, vogliono le fabbriche ripulite da ogni opposizione.
Il Governo può passare da Berlusconi a Prodi, ma gli operai devono lavorare in silenzio e prepararsi a nuovi sacrifici. Ai licenziati dell’Alfa riconosciamo di aver spinto in avanti la rottura tra sindacalisti compromessi e operai, per un nuovo sindacalismo operaio. Per questa ragione siamo al loro fianco e faremo ciò che ci verrà richiesto per sostenerli.
Sulla possibilità di organizzazione del sindacalismo operaio si gioca il futuro degli operai, della difesa dei loro interessi.
Se Pezzotta, Epifani, Angeletti hanno bisogno della Fiat per ridurci al silenzio, noi ci uniremo come operai per buttarli giù dalle loro comode poltrone.
Il braccio di ferro è in atto, ce la vedremo in ogni fabbrica.

Associazione per la Liberazione degli Operai

Per contatti scrivere: Via Falck, 44 20099 Sesto San Giovanni (MI)

http://www.asloperaicontro.org
http://www.operaicontro.it

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[Milano] Protestano i lavoratori Sea, voli a rischio : Italy imc

Secondo giorno di manifestazioni spontanee dei lavoratori a Malpensa, di assemblee che si trasformano in qualcosa che, per la Sea, assomiglia molto a uno sciopero non annunciato secondo le procedure del settore trasporto pubblico. Così, mentre i voli hanno accumulato ritardi, sebbene meno pesanti di lunedì, la Sea ha anticipato che scatteranno delle sanzioni disciplinari contro i lavoratori (in pratica delle multe). Il sindacato va avanti, contro la perdita di un cliente importante come British Airways e il trasferimento «non garantito» di 50 lavoratori alla Ata.

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I dipendenti si fermano per assemblee contro il precariato. Minacciati provvedimenti disciplinari.

Secondo giorno di manifestazioni spontanee negli aeroporti milanesi e la Sea ora minaccia sanzioni disciplinari: «Queste agitazioni sono illegali e ledono i diritti dei passeggeri». Ma i sindacati vanno avanti: «Proseguiremo su questa strada, ci saranno altre iniziative». A Malpensa, dalle 8 alle 10, una assemblea in mensa degli iscritti a Cgil, Cisl, Uil, Sult e Ugl e un giro con i megafoni fra i lavoratori hanno ritardato arrivi e decolli, ma senza cancellazioni. «Molti aerei sono partiti senza bagagli a bordo», dicono i sindacati, mentre la Sea parla di ritardi medi di mezz´ora. Quelli più consistenti, nei decolli, sono stati di 55 minuti per Bruxelles, Marsiglia e Malaga, oltre un´ora per Vienna, oltre due per Zagabria.
Spiega il segretario regionale Filt Cisl, Dario Balotta: «Protestiamo per la mancanza di relazioni industriali con l´azienda, per l´estensione a dismisura del lavoro precario, per la perdita delle attività di handling, i servizi a terra. Ultimo esempio, il passaggio di British Airways da Sea alla Ata, gestore dell´aeroporto privato di Linate». Gli stessi motivi delle agitazioni di lunedì, che hanno ritardato 150 voli e ne hanno cancellato uno.
I 50 lavoratori destinati a passare da Sea a Ata per occuparsi di Biritsh Airways manterranno stipendio e condizioni di lavoro, promette Sea: «Il contratto impone solo la continuità dell´assunzione». Victor Morchio, segretario regionale Trasporti del Sult, non ci crede: «Il carico di lavoro sarà molto più pesante. In più, in Sea Handling, ci sono troppi precari, 600 su 3.500 dipendenti. Sea ci dice che ci sono esuberi, poi però fa fare un sacco di straordinari».
L´azienda bolla come «gravi» le manifestazioni di lunedì e di ieri. Per i sindacati sono normali assemblee, per Sea «gesti illegali fuori dalle regole che normano gli scioperi e compiuti senza preavviso. Le sanzioni scatteranno automaticamente. Un incontro con i sindacati? Va benissimo ma il contratto stipulato con Ata non sarà rescisso». E se Balotta accusa Sea Handling di aver perso parecchi clienti (British Airways, Air France, Klm, Emirates, Aeroflot, AirOne, Meridiana), la risposta è: «Altri ne abbiamo acquisiti, semplice turnover».
Capitolo Linate. Ieri dalle 8 alle 10.30 sono scomparsi i carrelli portabagagli. Scioperava la Cooperativa Portabagagli che da 25 anni mette i carrelli, oggi 700, a disposizione dei passeggeri. Un appalto che la Sea vuole disdire: «Faremo il servizio con personale nostro, risparmiando». Alla coop sono tutti iscritti Cisl, quindi ancora Balotta polemizza: «Perché allora la Sea ha fatto comprare alla cooperativa 300 carrelli solo lo scorso anno?».
Infine, il maxidividendo da 200 milioni chiesto dal sindaco Albertini. Per scongiurarlo, dopodomani i sindacati chiederanno al giudice un provvedimento d´urgenza ex articolo 700 del codice di procedura civile.

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21.2.06

LSU in presidio davanti alla Regione Lazio : Italy imc

COMUNICATO STAMPA

PROSEGUE AD OLTRANZA IL PRESIDIO DEGLI LSU SOTTO LA REGIONE LAZIO

“DEPRECARIZZARE IL LAZIO A COMINCIARE DAGLI LSU”, recita lo striscione del presidio indetto dalle RdB davanti alla Presidenza della Regione Lazio, che iniziato il 15 febbraio proseguirà ad oltranza, sino a quando i Lavoratori Socialmente Utili non saranno ricevuti dal Presidente Marrazzo.

Le RdB richiedono l’intervento del Presidente per aprire un tavolo di confronto a cui partecipi tutta la Giunta Regionale, visto che fino ad oggi non è stata espressa una posizione unitaria sul problema dei ben 3600 LSU del Lazio.

“Questa difficoltà a riunire tutti gli Assessori fa pensare che la stabilizzazione degli LSU non sia fra le priorità dell’attuale Giunta”, osserva Elisabetta Callari delle RdB, “Eppure ad ottobre del 2005 il nuovo governo regionale aveva annunciato la stabilizzazione per 4000 lavoratori”.

Allo scopo di sollecitare un intervento di Marrazzo, le RdB hanno proposto a tutti gli amministratori locali una petizione sulla stabilizzazione degli LSU da presentare al Presidente della Regione (vedi allegato).

Le RdB domandano quanti fra i 1400 posti vacanti alla Regione Lazio dichiarati dall’Assessore al Personale saranno destinati agli LSU. Le RdB chiedono inoltre chiarimenti alla Regione in relazione all’ultimo DPCM, in cui è prevista una riduzione degli organici regionali con l’assunzione del solo 25% sul turn over, e non vengono contemplate deroghe per l’assunzione dei LSU nei comuni.

Le RdB hanno intanto preannunciato un’assemblea generale di tutti i Lavoratori Socialmente Utili presso la sede della Regione Lazio, alla quale inviteranno gli Assessori regionali e tutti gli amministratori locali.

Roma, 20 febbraio 2006

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Contratto: 600mila in attesa di rinnovo

CONTRATTI: ATTESA RINNOVO PER 600 MILA CHIMICA, ENERGIA E GOMMA

20/02/2006 18:54


Roma, 20 feb. (Apcom) - Sono circa 600 mila i lavoratori dei settori chimica, energia e petrolio, elettrico e gomma in attesa del rinnovo dei contratti, quasi tutti scaduti a fine dicembre del 2005. Nelle prossime due settimane sono in programma i confronti ai diversi tavoli tra sindacati e aziende per dare risposte alle richieste di aumento salariale dei lavoratori. Si riparte mercoledì con le delegazioni plenarie del comparto chimico-farmacautico, che interessa 220 mila addetti.

CHIMICO-FARMACEUTICO (220.000 lavoratori). La trattativa con Federchimica e Farmindustria si è aperta il primo dicembre scorso. Sono già al lavoro le commissioni congiunte su ambiente, salute e sicurezza; relazioni industriali e formazione; piccole e medie imprese. Per il momento non emergono dalle controparti sostanziali difficoltà sulla piattaforma. I chimici chiedono un aumento in linea con i risultati dell'ultimo biennio, circa 100 euro mensili.

CHIMICA CONFAPI (15.000 lavoratori). Venerdì, a Bologna, l'assemblea dei quadri e delegati di Filcem-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil varerà la piattaforma sindacale per il rinnovo del contratto nazionale scaduto il 31 dicembre 2005.

ELETTRICO (70.000 lavoratori). Il contratto unico di settore è scaduto il 30 giugno 2005. Le trattative con Assoelettrica, Enel, Federutility, Grtn e Sogin sono iniziate il 24 novembre e proseguite il 19 dicembre e il 18 gennaio. Il confronto sta ora entrando nel merito. E' infatti stato definito un calendario di incontri sul mercato del lavoro (22 febbraio), previdenza, assistenza e formazione (28 febbraio), relazioni sindacali e ambito di applicazione del contratto (28 febbraio). L'incontro in plenaria è in programma il 10 marzo. I sindacati avanzano una richiesta superiore a quella del precedente biennio economico, 110 euro.

ENERGIA E PETROLIO (35.000 lavoratori). Le trattative conAsiep sono state avviate il primo dicembre. Il 18 gennaio sono state raggiunte le prime intese su relazioni industriali e ambiente, salute, sicurezza che sono state valutate positivamente dai sindacati. Le parti si vedranno di nuovo domani su classificazioni, assistenza sanitaria, apprendistato e riscrittura del contratto. La richiesta economica è in linea con il precedente biennio economico, 109 euro.

GAS E ACQUA (45.000 lavoratori). Il 27 gennaio i sindacati hanno presentato la piattaforma contrattuale alle controparti: Anigas, Assogas, Anfida, Federestrattiva e Federutility. L'incontro è fissato per giovedì. Le organizzazioni di categoria chiedono una cifra superiore a quanto stipulato nel biennio trascorso, 103 euro.

GOMMA-PLASTICA CONFINDUSTRIA (135.000 lavoratori). Le trattative con Assogomma si sono aperte il 6 dicembre scorso. Le parti si sono aggiornate all'8 marzo a livello di delegazione trattante. La richiesta sindacale è di 85 euro sulla categoria F, oltre al costo dell'incremento derivante dall'indennità del notturno (3-4 euro).

GOMMA-PLASTICA CONFAPI (35.000 lavoratori). Venerdì, a Bologna, l'assemblea unitaria dei quadri e delegati di Filcem-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil varerà le proposte per il rinnovo del secondo biennio economico.

CONCIA (35.000 lavoratori). Il biennio economico è scaduto da quasi 15 mesi (30 ottobre 2004). Le trattative si sono interrotte il 3 febbraio scorso. I sindacati hanno deciso un pacchetto di 16 ore di sciopero, otto a febbraio e otto entro marzo. Le organizzazioni di categoria chiedono aumenti di 80 euro. L'Unic ne offre solo 60.

24/2 Roma: mobilitazione cittadina contro la precarietà

ATESIA E TUTTA LA CITTA’
CONTRO LA PRECARIETA’

Nonostante l'indifferenza pressochè totale dei Media, a quasi un anno di distanza dal suo inizio la lotta autorganizzate per la stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori di Atesia continua, con sempre crescente timore padronale sui suoi sviluppi, come dimostrato dal licenziamento di Salvatore (compagno del Collettivo Precariatesia) avvenuto lunedì 13 febbraio, il quinto dall'inizio della vertenza (preceduto da quelli di Emanuela, Mariella, Riccardo e Valerio).
Alla situazione di Atesia e delle altre realtà lavorative (dall'Alitalia all'Unicab, dai precari della ricerca a quelli dell'Istat, dai lavoratori/trici “garantiti” di Tim e Telecom in via di precarizzazione ai tanti precari del comune di Roma e del pubblico impiego, ecc...) che negli ultimi mesi hanno dato vita ad importanti e partecipati momenti di lotta, si sono aggiunte recentemente le lotte dei lavoratori/trici di XCOS (con contratti a tempo indeterminato, licenziati in blocco senza neanche ottenere il misero sostegno della cassaintegrazione) e dei circa 120 lavoratori a tempo indeterminato della stessa Atesia (con contratti part time su turnazioni insostenibili e con stipendi da fame).
L'attacco portato ai salari ed alle generali condizioni di vita della classe lavoratrice dai soliti padroni (sempre meno numerosi e sempre più ricchi) è pesante ed inaccettabile, soprattutto di fronte ad una situazione di frammentazione delle lotte e dei percorsi che, senza una continua opera di analisi e di confronto fra le varie componenti, trova indubbie difficoltà a raggiungere stabili e durature vittorie. Con la complicità delle istituzioni, dei governi di centro destra e centro sinistra e dei sindacati confederali, vogliono ridurci al silenzio, aumentando le differenze fra gli sfruttati per impedire una saldatura fra le singole vertenze, usando alternativamente concertazione, licenziamenti-rappresaglie, ricatti e repressione: FERMIAMOLI SUBITO!

Invitiamo compagne/i, lavoratori/trici, proletari/e e chiunque pensi che la precarietà non è altro che una delle tante facce della violenza che questo sistema pratica nei confronti di sempre più ampi settori della popolazione, a partecipare alla
PRESIDIO E ASSEMBLEA CITTADINA
VENERDI 24 FEBBRAIO 2006
dalle ore 12 per tutta la giornata
davanti ATESIA via Lamaro, 25 (metro A fermata cinecittà)
in occasione dello sciopero di 24h indetto dai lavoratori/trici autorganizzati di Atesia.


Collettivo PrecariAtesia
Roma, 21 febbraio 2006

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Poste: dalle Marche verso lo sciopero del 6 marzo

Questo accordo non ci piace!

ASCOLI PICENO - Il Coordinamento regionale precari Poste Marche conferma lo sciopero del 6 marzo, contro il ricatto che penalizza 13mila lavoratori reintegrati e i 17mila non ancora riammessi al servizio.

Il 13 gennaio 2006 Poste Italiane Spa e Oo.Ss. concertative hanno siglato un accordo che non sana affatto l’annosa questione dei “precari” in azienda, ma li sottopone ad un vergognoso ricatto, penalizzando fortemente sia i 13.000 lavoratori reintegrati a seguito di sentenza giudiziale che i 17.000 non ancora riammessi in servizio.

Noi non ci stiamo! Il coordinamento nazionale precari poste, insieme al cobas pt-cub, slai cobas e cobas poste promuove lo sciopero nazionale dei lavoratori precari lunedi 6 marzo 2006 (a partire dal turno montante la notte fra il 5 ed il 6) con manifestazione a Roma ore 11 (palazzo poste – viale Europa 190).

Allo sciopero possono partecipare tutti i colleghi che intendono esprimere solidariet�alla lotta, anche in considerazione degli “intrecci” inevitabili tra le diverse situazioni in una categoria sottoposta ad una devastante strategia di mercato.

I precari delle poste porteranno una proposta alternativa all’accordo per ottenere, finalmente, una soluzione che significhi assunzione per tutti!

Facciamo appello ai lavoratori precari (reintegrati e non) e a tutti i lavoratori solidali a partecipare allo sciopero e alla manifestazione. per i reintegrati che volessero aderire all’accordo-ricatto il termine ultimo è fissato per il 14 marzo.

Per questo è nell’interesse di tutti mobilitarsi per ottenere condizioni migliori!

Un’altra soluzione e’ necessaria e possibile!

Da varie località stiamo organizzando pulmann per la manifestazione.

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21/2 Cremona: dibattito in consiglio provinciale sul lavoro precario

Mozione del consigliere Attilio Galmozzi (Prc), sulla precarietà del lavoro, approvata a maggioranza dal Consiglio provinciale, nel corso dell'ultima seduta, contrari Forza Italia e An, astensione della Lega Nord.
"La mia riflessione parte dal fatto che in Provincia il 21% è atipico - ha detto Galmozzi, nel presentare la mozione -". Ha chiesto un convegno, un'azione presso l'Upi, un monitoraggio del rispetto dei diritti dei lavoratori nelle imprese appaltatrici, nonché una progressiva riduzione degli atipici in Provincia. L'Assessore al lavoro Manuela Piloni, riconoscendo che il tema è "molto avvertito", ha detto sì al convegno, "non prima di avere dati del centro impiego e del Sies" e ha riferito che "in sede Upi il tema è già uscito, ci sono forti convergenze sul discorso mercato lavoro, ci sono già progetti di legge regionali, tesi a trovare garanzie di tutela maggiori per i lavoratori atipici, occorre capire quali sono le misure per contrastare il fenomeno, rispetto alle richieste della nostra provincia". Sugli appalti locali, Piloni ha aggiunto che "la Provincia ha sempre richiesto la liberatoria alle ditte appaltatrici rispetto alle garanzie contrattuali e previdenziali dei propri lavoratori, adesso c'è lo sportello unico che si preoccupa di garantire questi diritti". Per quanto riguarda l'ultimo punto, "il 13 dicembre 2005 la Giunta ha preso atto del protocollo d'intesa sottoscritto con i sindacati che prende precisi impegni rispetto ai cosiddetti lavoratori atipici della Provincia". I punti qualificanti: "aprire un tavolo provinciale di monitoraggio del lavoro atipico, avviare trattative per la stipula di un accordo che contiene delle norme di tutela specifiche degli atipici e soprattutto di individuare modalità per trasformare maggior numero di contratti atipici in contratti a tempo determinato, la Provincia inoltre si impegna realizzare un piano pluriennale di stabilizzazione forza lavoro con tempi e le modalità stabiliti dalle norme vigenti".
E' quindi intervenuto Gianni Rossoni (Fi): "Nessuno vuole inneggiare alla precarietà, ma questo tema segna una diversità culturale, non si tratta così un tema così importante per i giovani. Anzitutto, la legge Biagi è figlia della Treu, è ha stabilizzato alcune situazioni, tipo i cococo. Il tempo determinato è una garanzia per i giovani verso un traguardo di maggiori certezze, un'occasione per farsi conoscere; la finanziaria 2006 dà garanzie ai giovani anche per la prima casa". C'è poi un problema di costo del lavoro, la regole vessanti per le imprese, la necessità di evitare di sovraccaricarsi di pesi rispetto al mercato, la Cina, la globalizzazione. "Tra pochi giorni inizia l'iter legislativo regionale di nuovo progetto sul lavoro si aprirà un confronto serrato, tra gli argomenti caldi ruolo Provincia rispetto mercato del lavoro - ha concluso-".
Cesare Mainardi (Ds) ha detto che l'occupazione giovanile è un problema: "Se la legge Treu non ha risolto la questione tra lavoro e precarietà, la legge Biagi non lo ha risolto del tutto". Il tema getta una sfida alle imprese italiane. "Per assumere un ingegnere con sua qualifica a tempo indeterminato non si pone all'azienda il problema del costo del lavoro, ma quello dell'innovazione di prodotto e dei processi". Non è poi vero che la precarietà è solo un problema economico. "Un precario è più debole dentro e fuori l'azienda". Per Mainardi la produzione è arretrata, ma le finanze aumentano "girano tanti soldi in borsa che non c'entrano con la produzione". Infine, "Abbiamo una tasso di disoccupazione superiore alle altre province, il problema non è la flessibilità, è che se un giovane continua a cambiare lavoro arriva alla mia età non ha diritti. "Non so se è colpa di Berlusconi o Bertinotti so solo che il problema c'è".
Renato Ancorotti (Fi) ha preso la parola per riferire che "ogni azienda ha una quota per contratti sindacali per far intervenire il lavoro sia a tempo determinato che interinale, per cui non è vero che si prendono i precari per poi mandarli via quando si vuole". A suo parere la flessibilità serve a coprire determinate produzioni in alcune fasi, ma anche per un giovane è un opportunità per fare esperienza. Se, poi, si dice che sono aumentate le partite Iva, per far lavorare gente da dipendenti, questo è contro la legge".

Ha ripreso la parola Piloni "la mozione è condivisibile, la precarietà non è frutto di una visione ideologica ma dato di fatto percepibile da tutti". Galmozzi ha ringraziato Piloni per aver già fatto molto nel segno della mozione e ha risposto a Rossoni "vivo la contraddizione di una generazione che oggi deve fare i conti con una situazione di fondo che è precaria, ho provato a metterla in una mozione, quanto ai cococo non è vero che la legge li ha eliminati, se così fosse non avrebbe senso parlare di precariato". Quanto ad Ancorotti: "Parla di flessibilità come strumento per rilanciare la competitività, da noi flessibilità è sfruttamento" .
Ha ripreso la parola Ancorotti: "Non lo accetto. Anzitutto i costi sono gli stessi, da imprenditore dico che la flessibilità serve per aumentare le quote possibili, le imprese italiane fanno molto, c'è ricerca, attenzione al prodotto, facciamo poi però entrate prodotti di aziende che non hanno dovuto seguire le stessi leggi, non dico che non debba entrare nulla, dico che andrebbe difesa l'impresa italiana, a competere almeno alla pari".

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22/2 Malegno "Il Vangelo secondo precario"

Voli / Vallecamonica On-Line:
'Il Vangelo secondo Precario'

Mercoledi 22 febbraio alle ore 20.30, presso il Museo le Fudine di Malegno, verrà proiettato il film 'Il Vangelo secondo Precario'; l'ingresso al Museo è gratuito.

' “Il Vangelo secondo Precario” è un film che parla di precarietà. In una commedia dai toni agrodolci si miscelano sapientemente cinque storie, invitando a riflettere sulla drammatica situazione che si offre a chi si affaccia nel mondo del lavoro. Non è fantascienza e non parla di miracoli, è un film che parla di noi, delle nostre fidanzate, dei nostri mariti, dei nostri amici e fratelli, è un film nervoso come lo siamo in tanti. Il Vangelo secondo Precario è solo un film e un film non fa la rivoluzione. Ma se conquista un grande pubblico, anche un piccolo film può essere rivoluzionario'.

'La flessibilità, che doveva rappresentare per tutti un’opportunitàdi lavoro, è diventata precarietà, incertezza, angoscia e prepotenza. Doveva permetterci di lavorare meglio e si è presa l’anima di tante persone che oggi vivono peggio. Il precariato sta al postfordismo come il proletariato stava al fordismo: i precari sono il gruppo sociale prodotto dalla trasformazione neoliberista dell’economia. Milioni di donne e di uomini che in Italia e in Europa lavorano a futuro indeterminato e a salario incerto, non possiedono più un tempo di vita né spazio per gli affetti, ormai dati interamente in pegno alle imprese in cambio di assenza di protezioni sociali, mancato accesso a sanità, istruzione, diritto alla casa, libertà d’informazione'.

Introduce il dibattito su “Lavoro e precariato”
Manlio Vicini - Avvocato, Consigliere PRC al Comune di Brescia.
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21/2 il comitato precari Roma est tenta di occupate il locale Ater

ilTempo.it:

Occupato e subito sgomberato locale dell’Ater in via Isole Curzolane
OCCUPATO ieri mattina, ma subito sgomberato un locale di proprietà dell'Ater in via delle Isole Curzolane al Tufello dal comitato precari Roma Est. "Abbiamo discusso con la Digos e il proprietario - ha detto Gianluca del comitato precario Roma Est - e abbiamo concordato pacificamente l'uscita. Noi comunque continueremo a cercare un posto per riunirci liberamente e per affrontare le problematiche del lavoro".

martedi 21 febbraio 2006

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